Vuole chiudere la televisioni dell'opposizione e caccia i generali sgraditi.
Romano Prodi crede di essere l’unico detentore di un potere democratico, tanto da sostenere che l’opposizione “non sa nemmeno che cosa sia la democrazia”.
Hugo Chávez è convinto che chiunque si opponga al suo caudillismo è, perlomeno, un servo di George W. Bush e un traditore della patria.
Le bizzarre convinzioni del professore bolognese, che sembravano innocue forme di autosufficienza dossettiana, si stanno invece trasformando in fonti di pericolo simili a quelle del suo collega venezuelano.
Anche Prodi, come Chávez, punta a intervenire sul sistema televisivo solo allo scopo di limitare le possibilità di espressione dell’opposizione.
Ora ha destituito il comandante di un corpo militare perché, rispondendo alle domande dei magistrati, non aveva taciuto sulle interferenze del governo, e intanto la “stampa amica” imbastisce le solite accuse di complotto antidemocratico a chi, come Roberto Speciale, è invece con ogni evidenza la vittima di un’inaudita vendetta politica.
La collaborazione, del tutto ovvia, tra servizi di sicurezza e Guardia di finanza viene presentata a posteriori come una sorta di Spectre in miniatura, volta a finalità politiche trasversali, in modo da giustificare l’arbitrio commesso da Prodi.
Al leader dell’opposizione che faceva notare come l’opinione pubblica sarebbe insorta se lui avesse fatto qualcosa di simile quand’era al governo, si risponde che non sa nemmeno che cos’è la democrazia.
Certo non l’ha imparata da Chávez.
Ferrara su il Foglio
saluti




Rispondi Citando
