
Originariamente Scritto da
aussiebloke
George Orwell, Fattoria degli Animali, cap 6, 8
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Una domenica mattina quando gli animali si radunarono per ricevere gli ordini, Napoleon annunciò di essersi deciso a una nuova politica. Da quel momento la Fattoria degli Animali si sarebbe messa in rapporti d'affari con le fattorie vicine, non a scopo commerciale, naturalmente, ma semplicemente per ottenere certi materiali che erano urgentemente necessari. «I bisogni del mulino devono prevalere su ogni altra considerazione» disse. Stava perciò trattando la vendita di una partita di fieno e di una parte del raccolto del grano di quell'anno, e dopo, se vi fosse stato ancora bisogno di danaro, avrebbe iniziato la vendita delle uova di cui, a Willingdon, si era sempre fatto mercato. Le galline, disse Napoleon, avrebbero fatto con piacere questo sacrificio quale loro particolare contributo alla costruzione del mulino.
Ancora una volta gli animali furono presi da una vaga inquietudine. Mai trattare con esseri umani, mai impegnarsi in imprese commerciali, mai far uso di danaro: non erano forse queste le principali decisioni approvate nella prima trionfante riunione dopo l'espulsione di Jones? Tutti gli animali ricordavano, o almeno credevano di ricordare, l'entusiastica approvazione di questi principi. I quattro maialetti che avevano protestato quando Napoleon aveva abolito le riunioni alzarono timidamente la voce, ma furono immediatamente ridotti al silenzio dal tremendo brontolio dei cani. Poi, come al solito, le pecore intonarono: «Quattro gambe, buono; due gambe, cattivo!» e il momentaneo sbigottimento si smorzò.
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Intorno a quest'epoca, improvvisamente i maiali entrarono nella casa colonica e vi presero residenza. E ancora agli animali parve di ricordare che una decisione contraria a questo fosse stata presa nei primi tempi, e ancora Clarinetto seppe convincere che non si trattava precisamente di ciò. Era assolutamente necessario, disse, che i maiali, che erano il cervello della fattoria, avessero un posto tranquillo ove lavorare. Era anche più conforme alla dignità del Capo (é negli ultimi tempi egli aveva preso a designare Napoleon col titolo di "Capo") vivere in una casa che non in un porcile. Tuttavia gli animali furono turbati nell'udire che i maiali non solo prendevano i pasti in cucina e usavano il salotto come luogo di ricreazione, ma che anche dormivano nei letti. Gondrano commentò la cosa col suo solito: «Napoleon ha sempre ragione!»
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Frattanto, con la mediazione di Whymper, Napoleon era occupato in complicate trattative con Frederick e Pilkington. La partita di tronchi d'albero giaceva ancora invenduta. Dei due, Frederick era il più desideroso di averla, ma non voleva offrire un prezzo ragionevole.
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Si sussurravano storie terribili delle crudeltà che Frederick praticava sugli animali. Aveva frustato a morte un vecchio cavallo, fatto morire di fame le sue mucche, ucciso un cane gettandolo nella fornace, si divertiva la sera a far combattere i galli con schegge di lame di rasoio legate agli speroni. Gli animali sentivano il sangue ribollire d'ira nel sentire che cosa veniva fatto ai loro compagni, e talvolta invocavano di essere lasciati uscire in massa per attaccare la fattoria Pinchfield, scacciarne gli uomini e liberare gli animali. Ma Clarinetto li consigliava di evitare ogni violenza e di confidare nella strategia del compagno Napoleon. Tuttavia, il risentimento verso Frederick si manteneva vivissimo. Una domenica mattina Napoleon apparve nel granaio e spiegò che mai aveva pensato di vendere i tronchi a Frederick; riteneva al disotto della sua dignità, diceva, trattare con bricconi di quella specie. I piccioni che sempre erano spediti fuori a spargere il verbo della Rivoluzione, avevano il divieto di porre piede a Foxwood e avevano pure l'ordine di mutare il loro motto "Morte all'Umanità" in quello di "Morte a Frederick".
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Due giorni dopo gli animali furono chiamati per uno speciale raduno nel granaio. Ammutolirono per la sorpresa quando Napoleon annunciò loro di aver venduto la partita di tronchi a d'albero a Frederick. L'indomani sarebbero venuti i carri di Frederick a ritirarli. Durante tutto il periodo della sua simulata amicizia per Pilkington, Napoleon era stato in realtà in segrete trattative con Frederick.
Tutte le relazioni con Foxwood erano state rotte; furono inviati a Pilkington messaggi insultanti. I piccioni avevano avuto ordine di evitare la fattoria Pinchfield e di mutare il loro detto "Morte a Frederick" in quello di "Morte a Pilkington". Nello stesso tempo Napoleon assicurava gli animali che la storia dell'imminente attacco alla loro fattoria era del tutto falsa e che il racconto delle crudeltà di Frederick verso i propri animali era stato grandemente esagerato. Tutte queste voci erano probabilmente state messe in giro da Palla di Neve e dai suoi agenti. Era ora evidente che, dopo tutto, Palla di Neve non era nascosto nella Fattoria Pinchfield e, infatti, non vi era mai stato in vita sua: viveva - e abbastanza lussuosamente, si diceva - a Foxwood e, in realtà, era stato a pensione da Pilkington durante gli anni precedenti.
I maiali si estasiavano alla furberia di Napoleon. Fingendo amicizia per Pilkington, aveva obbligato Frederick ad alzare il prezzo a dodici sterline. Ma la mente superiore di Napoleon, disse Clarinetto, si rivelava nel fatto che egli non si era fidato di nessuno, neppure di Frederick. Frederick voleva pagare i tronchi con qualcosa chiamato "chèque", che pareva essere un pezzo di carta con sopra scritta la promessa di pagare. Ma Napoleon era troppo intelligente per lasciarsi imbrogliare in simile maniera Egli aveva chiesto il pagamento in veri biglietti da cinque sterline che dovevano essere consegnati prima che i tronchi fossero mossi. Frederick aveva già pagato; e la somma versata bastava appunto all'acquisto del macchinario per il mulino.
Frattanto i tronchi erano stati caricati e portati via in gran fretta. Usciti che furono i carri, gli animali furono chiamati a riunione nel granaio é vedessero le banconote di Frederick. Sorridendo beatamente, decorato delle sue due medaglie, Napoleon riposava su un letto di paglia, con accanto il denaro elegantemente deposto su un piatto di porcellana proveniente dalla cucina della casa colonica. Gli animali sfilarono lentamente, ognuno ammirando a suo agio. E Gondrano allungò il naso per odorare le banconote, e i bianchi biglietti di banca fremettero e frusciarono al suo alito.
Tre giorni dopo successe un diavolio. Whymper, mortalmente pallido, giunse correndo sulla sua bicicletta, la lanciò a terra nel cortile e si precipitò nella casa colonica. Un istante dopo un soffocato grugnito di rabbia risuonò dagli appartamenti di Napoleon. La notizia corse per la fattoria con la rapidità di un incendio: le banconote erano false! Frederick aveva acquistato i tronchi per niente!