Posso Capire l'atteggiamente del Patriarca di Costantinopoli quandondo assunse il titolo di patriarca ecumenico con polemiche piu' che giustificate da parte del papa di Roma, ma realmente non ho mai capito la realtà attuale del Patriarca di Istambul (ex Costantinopoli) e primate di Turchia. La Chiesa si è adattata sempre ai sistemi politici vigenti e le regioni ecclesiastiche hanno da sempre rispettato quelle politiche - ora Il patriarca di Istambul sembra soffrire di filetismo (Dio lo guardi e lo conservi da tale peccaminosa malattia) - Si sente greco fra turchi? Povero San Paolo, avrebbe tanto da dirgli riguardo alla nullità dell'etnia di fronte alla salvezza. Io gli consiglierei di andare in Grecia se non è piu' in grado di svolgere la sua missione nella sua patria (Turchia). Non Capisco davvero perché il Patriarca di Antiochia è un Arabo e celebra in Arabo, mentre il Patriarca di Istambul che è un Turco di origine greca si vergogna d'essere turco e non celebra in turco. Nel 2007 la realtà va accettata. Le Chiese ortodosse si sbarazzino del filetismo, condannato da 2000 anni di tradizione della Chiesa. Ci si renda conto che l'Arcivescovo di Atene, rappresenta la grecita in Ellade e fuori. La grecità fuori dall'Ellade non può ora certo dipendere dagli umori del Primate di Turchia che anziché pensare alla diaconia nella propria patria, si interessa a mettere zizzania in casa altrui (vedi caso B. Osborn, etc.).
La questione Istambuliana sta diventando un serio pericolo in ortodossia ed un'arma molto appetibile nelle mani di eterodossi ecumenisti.
Alessandro




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