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  1. #1
    Dio e Po***o
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    Exclamation Sindacati e immigrati...

    Extra-comunitari: i sindacati difendono la nuova schiavitù

    Categoria : Politica
    Tatiana Genovese | I dati parlano chiaro: gli immigrati nel nostro paese stanno aumentando, e con la riforma della Bossi-Fini, la crescita di sicuro non diminuirà. Ma il fenomeno stranieri sta acquistando non solo maggiore consistenza, ma anche importanza.
    Era di circa due settimane fa la notizia della nascita di un partito degli immigrati dalle accertate speranze di vittoria alle prossime elezioni, in virtù del numero elevato di possibili elettori stranieri - cui il voto verrà concesso da ddl delega Amato-Ferrero. Non poteva però finire qui. E infatti ieri si è svolta a Roma la IV Conferenza nazionale dei lavoratori stranieri della Fillea Cgil con l’obiettivo della costruzione del primo sindacato multietnico della Cgil.
    È da diversi anni che la Fillea Cgil, si vanta della difesa e tutela dei diritti dei lavoratori stranieri, e sperimenta e promuove il coinvolgimento dei rappresentanti immigrati nelle strutture, a tutti i livelli, dai singoli territori fino alla Segreteria nazionale. Non solo, la confederazione ha anche espresso il profondo convincimento che oggi ci siano tutte le condizioni per costruire nuovi dirigenti sindacali, dirigenti complessivi, tra gli immigrati. Convinzione che, per ammissione diretta dei responsabili della federazione, deriva dall’appoggio ricevuto da questo governo di centrosinistra e dalla presenza nell’esecutivo di Paolo Ferrero, ministro della Solidarietà Sociale, che, ad avviso della Fillea, sta combattendo la Bossi-Fini, definito “vero ostacolo ad una politica di riconoscimento dei diritti agli stranieri che lavorano nel nostro Paese”.
    Non potevano dunque i sindacati lasciarsi sfuggire un’ottima preda come quella degli immigrati. Infatti, considerando il peso notevole che il lavoro di questa categoria sta assumendo, i lavoratori stranieri rappresentano certamente per la Cgil un importante punto di riferimento.
    Se si pensa inoltre che i lavoratori extracomunitari solamente nell’edilizia sono cresciuti del 5% tra il 2006 e il 2007, non può certo apparire straordinario l’immediato intervento delle sigle sindacali per farsi portavoce di questa categoria. E proprio ricollegandosi all’aumento di questa nuova forza lavoro i sindacati, durante la conferenza, hanno voluto porre l’accento su come tale crescita quantitativa porti con sé l’accentuarsi delle problematiche che caratterizzano il mercato del lavoro nel settore, prima fra tutte quella legata alla sicurezza, che riconfermerebbe il trend in aumento degli infortuni mortali; che però non riguardano i lavoratori stranieri, ma quelli italiani.
    Questo però poco importa alle sigle sindacali che preferiscono mettere le mani avanti per salvaguardare una nuova e produttiva categoria, piuttosto che difendere “veramente” gli interessi dei lavoratori italiani, per i quali gli stessi sindacati firmano improbabili compromessi con il governo che di certo non rappresentano nessuna garanzia per i lavoranti della Penisola.
    Ritornando alla Conferenza, svoltasi ieri a Roma, i protagonisti erano dunque i lavoratori stranieri, il Coordinamento stranieri della Fillea e l’intera categoria, delegati, funzionari e dirigenti che, da Bolzano a Messina, sono oramai coinvolti in questo processo di trasformazione del settore e del sindacato.
    Non solo, nella conferenza si è anche discusso di un nuovo contratto di lavoro per questi stranieri, un contratto che, a quattro anni di distanza dal precedente, dovrebbe ancor più rispondere ai bisogni di tutela dei lavoratori immigrati, primo fra tutti quello della sicurezza. Ma al contempo le sigle sindacali richiedono anche la valorizzazione e la promozione professionale di un esercito di manodopera che nel nostro paese si presenterebbe, a loro avviso, “con altrettanti e addirittura superiori livelli di scolarità dei nativi, ma che nei processi organizzativi del lavoro va a riempire sempre più le caselle più basse dei livelli di inquadramento”. Anche per questo motivo, la Fillea Cgil ha richiesto che queste nuove prestazioni contrattuali rafforzino bisogni peculiari, propri delle comunità straniere, che già la contrattazione di secondo livello ha provato a recepire, ma che dovranno trovare nel contratto nazionale risposte strutturali, a partire dagli orari di lavoro.
    Il risultato dunque dovrà essere un contratto nazionale che risponda sempre più alle esigenze dello straniero. E ad assicurare una pronta risposta di impegno e implicita accondiscendenza a queste richieste il ministro Ferrero, la cui presenza al convegno ha fatto sì che non mancassero gli elogi a questo governo e all’impegno profuso per l’integrazione degli stranieri. E così mentre l’esecutivo cerca già l’escamotage per attirare il nuovo possibile elettorato, le sigle sindacali già si mettono in prima fila per difendere coloro che oramai stanno sempre più sostituendo i cittadini italiani, soprattutto per quanto attiene al riconoscimento dei diritti, un po’ meno però per quanto riguarda i doveri.
    6th Giugno 2007

  2. #2
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    clandestini fuori dai confini

  3. #3
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    questa sbrodona qui ha la figa al posto del cervello.

    Cosa pensa, che i sindacati non devono difendere i lavoraotri immigrati?

    pensa che solo la cgil abbia il sindacato immigrati?

  4. #4
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    Minchia ma sei C. di Corsico ? Si sapeva che eri un compagno!Piazza prealpi domina!

  5. #5
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    Minchia ma sei C. di Corsico ? Si sapeva che eri un compagno!Piazza prealpi domina!

    chi sei cane morto? quartier lavagna la butta in culo a tutti! ciao

  6. #6
    Oglaigh na hEireann
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    Dopo aver preso per il c**o per oltre un trentennio i lavoratori italiani, che alla fine hanno capito l'utilità della triplice sindacale unicamente come "compila CUD" o come "calcolatrice degli anni mancanti alla pensione", c'è la ovvia ricerca dei sindacati di terreno ove sopravvivere. E l'unica via di scampo al fallimento ed alla scomparsa dalla scena politica italiana sta proprio nell'invasione del terreno offertole dalla nascita di quel "nuovo proletariato" che le cariatidi del "movimento operaio" hanno individuato tra gli extra-comunitari. Quest'ultimi sono di fatto gli unici che, nella consapevolezza di fare i lavori più umili e spesso di non corrispondere alle benchè minime norme di tutela dei lavoratori dipendenti, possono ancora restare attartti dalla falsa vocazione sindacale che la triplice pone loro di fronte.
    Da qui la necesseità della destra politica italiana di iniziare un confronto serio sul tema immigrazione. La necessità di iniziare a rapportarsi anche con questa categoria sociale che, volenti o nolenti, oggi (e sempre più in futuro) fa parte del tessuto sociale del nostro paese. Occorre parlare a queste persone e, come accaduto con le fasce più deboli della società italiana che oggi sempre più spesso votano a destra deluse dagli inganni della sinistra, far capire a queste persone la differenza tra la politica degli slogan e dei politicanti e la politica del fare e dell'interesse del paese.
    Ripartire dalla proposta di Gianfranco Fini sul voto amministrativo per gli immigrati ed iniziare un attento dialogo con queste persone senza trincerarsi dietro assurdi slogan xenofobi e razzisti che mai sono appartenuti al nostro ambiente politico, storico e umano.

    Torse

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da hEireann Visualizza Messaggio
    Dopo aver preso per il c**o per oltre un trentennio i lavoratori italiani, che alla fine hanno capito l'utilità della triplice sindacale unicamente come "compila CUD" o come "calcolatrice degli anni mancanti alla pensione", c'è la ovvia ricerca dei sindacati di terreno ove sopravvivere. E l'unica via di scampo al fallimento ed alla scomparsa dalla scena politica italiana sta proprio nell'invasione del terreno offertole dalla nascita di quel "nuovo proletariato" che le cariatidi del "movimento operaio" hanno individuato tra gli extra-comunitari. Quest'ultimi sono di fatto gli unici che, nella consapevolezza di fare i lavori più umili e spesso di non corrispondere alle benchè minime norme di tutela dei lavoratori dipendenti, possono ancora restare attartti dalla falsa vocazione sindacale che la triplice pone loro di fronte.
    Da qui la necesseità della destra politica italiana di iniziare un confronto serio sul tema immigrazione. La necessità di iniziare a rapportarsi anche con questa categoria sociale che, volenti o nolenti, oggi (e sempre più in futuro) fa parte del tessuto sociale del nostro paese. Occorre parlare a queste persone e, come accaduto con le fasce più deboli della società italiana che oggi sempre più spesso votano a destra deluse dagli inganni della sinistra, far capire a queste persone la differenza tra la politica degli slogan e dei politicanti e la politica del fare e dell'interesse del paese.
    Ripartire dalla proposta di Gianfranco Fini sul voto amministrativo per gli immigrati ed iniziare un attento dialogo con queste persone senza trincerarsi dietro assurdi slogan xenofobi e razzisti che mai sono appartenuti al nostro ambiente politico, storico e umano.

    Torse

    L'UGL è da un pezzo che ha aperto il SEI (sindacato Emigrati Immigrati)

    se aspettavamo fini e An in fabbrica e sul posto di lavoro si usavano le catene, la frusta e la polizia.
    'Il nuovo proletariato' esiste per colpa di chi sfrutta il lavoro altrui e delegittima i sindacati.

  8. #8
    Oglaigh na hEireann
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    Citazione Originariamente Scritto da vongola Visualizza Messaggio
    L'UGL è da un pezzo che ha aperto il SEI (sindacato Emigrati Immigrati)

    se aspettavamo fini e An in fabbrica e sul posto di lavoro si usavano le catene, la frusta e la polizia.
    'Il nuovo proletariato' esiste per colpa di chi sfrutta il lavoro altrui e delegittima i sindacati.
    L'UGL purtroppo paga lo scotto di un radicamento territoriale a dir poco sommario, a testimonianza di ciò il fatto che di questo SEI non ne avevo mai neppure sentito parlare...

    Della situazione in fabbrica, beh... Vedo che sei un esperto e sai bene che Fini ed AN propongono fruste, polizia e catene... Quante ore alla settimana passi al tornio ed alla fresa?

    Il "nuovo proletariato" esiste perchè c'è ancora qualcuno che antepone la propria sopravvivenza al bene reale degli uomini. Esiste perchè una certa sinistra (rappresentata alla perfezione dai sindacati) si illude di avere ancora ragion d'essere in funzione della sua antistorica funzione di tutela di una classe che non esiste più! E chi ne paga dazio sono, come sempre, i più disagiati ed i più deboli, vittime loro malgrado di questo squallido teatrino post-marxista...

    Torse

  9. #9
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    [QUOTE=hEireann;5925919]L'UGL purtroppo paga lo scotto di un radicamento territoriale a dir poco sommario, a testimonianza di ciò il fatto che di questo SEI non ne avevo mai neppure sentito parlare...

    La colpa è solo tua, ti dovresti informare. Aldilà del fatto che sia o meno radicato (e a firenze esiste) su internet trovi tutto. Tra l'altro la Polverini è ormai una puntata si e una no fissa da Ballarò

    Della situazione in fabbrica, beh... Vedo che sei un esperto e sai bene che Fini ed AN propongono fruste, polizia e catene... Quante ore alla settimana passi al tornio ed alla fresa?

    Sfigato, io per mantenermi agli studi universitari ho lavorato come operaio, mulettista, autista etc. e i sindacati li frequento. Sai com'è a Roma succede così, forse a Firenze no..


    Il "nuovo proletariato" esiste perchè c'è ancora qualcuno che antepone la propria sopravvivenza al bene reale degli uomini. Esiste perchè una certa sinistra (rappresentata alla perfezione dai sindacati) si illude di avere ancora ragion d'essere in funzione della sua antistorica funzione di tutela di una classe che non esiste più! E chi ne paga dazio sono, come sempre, i più disagiati ed i più deboli, vittime loro malgrado di questo squallido teatrino post-marxista...


    Invece la destra difende i lavoratori, come no? si è visto con il governo Berlusconi che ha mandato la polizia a manganellare gli scioperanti grazie all'opera di 'mediazione' dello sceriffo Sacconi. Si è visto come ha tutelato i precari.
    E si è visto così bene che l'UGL ha manifestato insieme ai confederali contro il governo.
    Vedi di non raccontare cazzate, provincialotto, tu sei alla periferia del mondo, sia politico e sociale...
    Ma tu ad un tavolo sindacale ci sei mai stato o li hai visti solo nei film?

  10. #10
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    Sul manifesto della settimana scorsa (vongola l'avrà letto sicuramente) c'era un'intyervista aquel farabutto di Cremaschi (fiom) che denunciava che in Romania le multinazionali favoriscono l'immigrazione per abbassare il costo del lavoro... mentre lui si preoccupa della Romania , lui e il suo sindacato sono i primi fautori dell'immigrazione in Italia...
    Bazooka!!!

 

 
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