Chiedo scusa al moderatore se l'articolo è stato già postato, ma non l'ho trovato.....
In riferimento allo "spettacolo" Messiah Game, in programmazione alla Biennale di Venezia, si comunica che l'Onorevole Luca Volontè ha provveduto a presentare un'interrogazione parlamentare al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali, chiedendo se "la messa in scena di uno spettacolo blasfemo, anticristiano e offensivo per milioni di credenti" possa ancora ricevere "sostegno, finanziamenti e alti patrocini da parte dello Stato".
Il testo integrale dell'interrogazione sarà pubblicato nel resoconto stenografico della Camera dei Deputati del 14 giugno p.v.
Anche il Patriarca di Venezia Angelo Scola chiede alla Biennale di sospendere Messiah game, rivisitazione sadomaso della passione di Cristo firmata dal coreografo tedesco Felix Ruckert, nel cartellone della Biennale Danza in prima italiana il 27 e 28 giugno nelle Tese dell’Arsenale.
Il comunicato del Patriarcato ispirato dal cardinale Scola non lascia dubbi sul giudizio nei confronti dello spettacolo dell’ex danzatore di Pina Bausch che rivisita a suo modo alcuni episodi del Vangelo, trasformando l’Ultima Cena in un’orgia dissacrante.
«Di fronte all’esplicita intenzione provocatoria e offensiva della fede cristiana - si legge nella nota della Curia - da parte dello spettacolo Messiah Game, è opportuno interrogarsi sulla consistenza di tale iniziativa».
Per il cardinale Scola «l’identificazione degli intenti provocatori e offensivi con la libertà di espressione sembra nascondere un’incapacità di trovare e proporre nuovi linguaggi artistici che rispondano realmente alla sensibilità contemporanea. Quanto alla questione dell’eventuale censura preventiva è importante ricordare che lo spettacolo proposto risponde ad una scelta precisa da parte della direzione della Biennale Danza. Tale scelta di fatto non ha tenuto in considerazione il contesto sociale e culturale, veneziano e internazionale, che conta una rilevante presenza di cristiani per i quali un tale spettacolo risulta oggettivamente offensivo».
L’invito del Patriarca alla Biennale è perentorio: «Ci si augura, quindi, che lo spettacolo sia sospeso, come già successe a Strasburgo. Sarebbe triste constatare nell’arte contemporanea una deriva provocatoria ed offensiva. Essa lederebbe la società plurale in cui viviamo, società chiamata a vivere laicamente, cioè nella conoscenza e nel rispetto reciproci, evitando l’irrisione dell’identità e dei valori altrui».
Sta di fatto che il “Messiah Game” propone l'immagine di un Gesù masochista, una crocifissione in chiave autolesionistica e una resurrezione che sfocia in orgia collettiva.
Si legge sul sito dello spettacolo: “Ruckert prende in prestito alcuni episodi del Nuovo Testamento - il Battesimo, la Tentazione, l’Ultima Cena, la Crocifissione, la Resurrezione - e ne dissolve l’iconografia lasciando trasparire il punto che gli sta a cuore: il rapporto ambiguo e dialettico, simbolizzato dalla figura di Gesù Cristo, tra dominio e sottomissione, tra devozione e possesso/potere, in quel rapporto d'amore fra i suoi rispecchiando il clima di Sodoma e Gomorra in un Cristo che non disdegna carezze ambigue ora con gli apostoli, ora con le donne del gruppo.
Tutte le relazioni tra i ballerini, che interpretando a turno la figura centrale, sono infatti governate emotivamente e fisicamente da giochi di potere: Felix Ruckert mostra quanta devozione ci possa essere nel dominio e quanta forza nella sottomissione mettendo in gioco sessualità e spiritualità, carne e fede”.
E ancora: “Un’interpretazione audace, discutibile e talvolta inaccettabile, che pesca tra l’immaginario della tradizione giudaico-cristiana e le pratiche del sadomasochismo, tra ciò che è considerato eredità della cultura ufficiale e ciò che invece è confinato in una subcultura. Ruckert e la sua compagnia si azzardano a portare sulla scena una poetica del dolore e una passione dei corpi che riecheggiano nel fondo oscuro e arcaico dell’animo umano, lasciando libera la passione in una esplici libertà degli istinti senza veli o pudori di una morale vecchia e antiquata”.
L'opera di Ruckert non è piaciuta neppure alla comunità ebraica e a quella evangelica. Il pastore Claudio Zappalà ha parlato di “gravissima offesa contro i cristiani italiani, ma soprattutto contro la divina persona di Gesù, che noi cristiani adoriamo come nostro Dio”. Fredda la risposta della Fondazione della Biennale: “Il Cda, anche considerando la libera volontà di chi intende assistere a questo spettacolo già programmato e annunciato, non ritiene di annullare questa rappresentazione. Una simile decisione, mai verificatasi nella lunga storia di questa istituzione, minerebbe infatti alle radici il principio di autonomia e di libertà d’espressione sia della Fondazione la Biennale, sia del Direttore artistico. Ogni giudizio di tipo etico, morale o religioso è pertanto lasciato alla coscienza del pubblico”.
Decisamente troppo per chi sa che il Cristo non è una semplice "figura" e non è semplice gioco il Suo insegnamento, ma bensì è Dio fatto Uomo che sulla Croce non c'è finito per uno scherzo o per un gioco o per fondare una religione!
Dicevano gli antichi:
gioca con i fanti, ma lascia stare i santi!
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"Se sarete quello che dovete essere, metterete fuoco in Italia e nel mondo intero" (Santa Caterina da Siena)








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