Germania, Svizzera ed Austria trasmetteranno lo Sfidante, documentario tedesco sulla vittoriosa campagna elettorale del Professore.

Naturalmente la Rai pensa che agli italiani non interessi. Siamo in 19 milioni ad averlo votato ma qua dopo un anno contano ancora solo i bananas.



Notizia del 6 giugno 2007 - 11:47
Ecco il Prodi segreto

Dalla Germania un dietro le quinte dell'ultima campagna elettorale. Il documentario online, dopo il no delle tv



Le confidenze a tavola con la moglie, le riunioni e la pianificazione dei discorsi col portavoce Sircana e il suo staff, i momenti di amarezza per gli attacchi mediatici del centrodestra. E' un Prodi privato e del tutto inedito, quello del documentario sul dietro le quinte della campagna elettorale 2006 che, stando alle affermazioni del regista tedesco Sebastian Kruger, le tv italiane si sono invece "rifiutate di acquistare". Alle spalle il passaggio sulle reti nazionali di Germania, Austria e Svizzera, il filmato rivela fin dal titolo l'approccio del giornalista che lo ha diretto: "Ho realizzato Lo sfidante - spiega - perché mi intrigava il confronto fra Davide e Golia che si profilava alle elezioni italiane: da una parte Berlusconi, con tutta la sua potenza mediatica, e dall'altra Prodi, con mezzi assai più ridotti a disposizione, ma una squadra molto più flessibile, dinamica e imperniata sul dialogo".
La conferma arriva dallo schermo, grazie alla telecamere che Kruger porta negli spazi privati e le sale operative, dove prendono corpo strategia politica e campagna elettorale dell'oggi Presidente del Consiglio. "Abbiamo trascorso insieme due mesi - racconta il documentarista -, dalla presentazione del Libro Giallo col programma, fino all'ultimo, lunghissimo, giorno delle elezioni del 10 aprile. A guadargnarmi il suo consenso, a parte il fatto che non sono italiano, è stata la promessa che non avrei divulgato nulla prima delle elezioni. All'inizio Prodi era più titubante, ma col tempo ho guadagnato la sua fiducia e potuto seguirlo sempre più da vicino". Il risultato è uno zoom sul dietro le quinte, che indugia soprattutto su discussioni e confronti coi collaboratori, senza risparmiare momenti di sincera amarezza. Emblematica, l'amara sintesi della strategia politica avversaria, che nel documentario Prodi fa dalle stanze del suo appartamento: "Un secchio di fango all'opposizione al mattino e uno alla sera. E in mezzo terrorismo psicologico e allarmismo, soprattutto nei confronti delle classi sociali più deboli ed esposte. Ha seguito alla lettera, quanto suggerito dai suoi consiglieri americani".
"Demoralizzato mai - racconta Kruger -, ma l'ho visto spesso teso e indignato. Due i momenti più difficili a cui ho assistito: il primo in occasione dell'allarme lanciato dalle autorità Usa, che avevano indicato l'Italia "come territorio a rischio" durante la campagna elettorale. L'altro, dovuto all'autogol politico fatto dai suoi, fornendo cifre discordanti sulle tasse e offrendo così il fiano alla controffensiva del centrodestra". Dal doppio confronto con Berlusconi, all'intervento a Porta a Porta, nel documentario non poteva poi mancare il tema della tv: "I media di oggi cercano lo slogan, ma Prodi non è il comunicatore da 30 secondi. E' uno che ama il contatto con la gente, parlare in piazza. E seguendolo da vicino, ho capito che soltanto così emerge tutto il suo spessore di uomo politico". Una stoccata sulla libertà della Rai, arriva da Kruger in relazione alla presenza di Prodi alla trasmissione Radio Anch'io: "L'Italia era in quei giorni spaccata in due: metà per lui, metà per Berlusconi. Tutte le telefonate passate in onda erano invece di ascoltatori che lo attaccavano ferocemente. Un fatto un po' strano, no?".
La vittoria delle elezioni non ha secondo il documentarista spostato una virgola: "A pochi giorni dal voto - dice - la campagna mediatica contro Prodi è ricominciata esattamente come prima". Anche da questo, potrebbe forse dipendere la difficoltà dello 'Sfidante' a farsi largo nel panorama italiano. "Le proposte che mi sono arrivate dalle tv nazionali erano tutte inaccettabili: non avrebbero mandato in onda il documentario per intero, ma volevano utilizzare degli stralci, con la libertà di rimontarlo e potenzialmente stravolgerlo". Il risultato, mentre proseguono le vendite internazionali, è una distribuzione indipendente, che parte dal web: "L'esperienza di Grassroots viene dagli Stati Uniti e si propone come canale alternativo, che vorrei si aprisse anche ad altri titoli e registi. Di fatto una piattaforma online, sulla quale sarà possibile ordinare e acquistare il dvd, dando spazio a prodotti che altrimenti non ne troverebbero". Il sito, su cui è anche possibile visionare clip del documentario, è www.losfidante.it.