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Discussione: Prolegomeni

  1. #1
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    Predefinito Prolegomeni

    PROLEGOMENI
    DISCORSO CHE VIENE PRIMA DI OGNO ALTRO DISCORSO POLITICO

    Prima di iniziare un qualsiasi discorso politico bisogna definire
    che cosa sia la politica e quali siano i suoi obiettivi e, solo
    individuati questi, bisogna dedurre poi quali siano le conseguenze
    di una tale impostazione del discorso .
    Se la politica è l'esercizio del potere che mira, in una societa' di
    uomini, ad agire e a governare per il bene comune di tale
    societa',allora bisogna partire dal concetto di bene per essa e
    vedere cosa esso sia per adeguare il potere e la politica o il
    governo a questo bene per la societa' e per i singoli individui di
    questa societa'.
    Stiamo parlando di bene della societa' in primo luogo , badate
    bene ,e non del bene del singolo cittadino e della sua anima o del
    religioso o della donna o dell'uomo o di un determinato gruppo
    sociale o classe sociale .
    Una societa' puo' formarsi solo se degli individui accettano gli
    stessi principi etici che determinano ll loro agire , altrimenti non
    sara'mai possibile un accordo e si deve procedere solo per
    compromessi morali che minaccerebbero le basi stesse della societa'
    e dei singoli a lungo andare .
    Ora sui problemi etici e morali non ci potra' mai essere alcun
    compromesso , altrimenti si fanno crollare le basi su cui si fonda
    la societa'stessa , mentre su determinate scelte di ordine
    amministrativo e pratico ci possono essere anche divergenze quando
    si cerca un determinato bene di carattere pratico in un dato
    momento .
    Perché sui dati etici della siocieta' non ci puo' essere mai un
    compromesso , pena la rovina della societa' stessa ?
    Perché questi dati etici sono nella natura stessa dell'uomo , cioè
    l'uomo nasce con questi valori e vive per questi valori e non può
    farne in alcun modo a meno e l'autorita' ne è la garante in quanto
    presiede a questi valori in nome dei quali amministra il bene comune
    e trae il proprio motivo di essere e la sua stessa autorita'.
    Ogni trasgressione dell'individuo sul piano personale di questi
    valori sono una minaccia al suo bene personale e ogni trasgressione
    sul piano sociale rappresenta un male per se' e per gli altri membri
    della societa' a cui appartiene e quindi puo'essere soggetto a
    contestazione e a pena .
    I valori fondamentali che determinano la fondatezza di una societa'
    e dell'uomo stesso sono quelli che si ancorano alla sua verita'
    fondamentale e sono valori oggettivi che esistono indipendentemente
    dalla sua comprensione, nella natura stessa delle cose . La verita'
    dell'ordine dell'univesro l'uomo la scopre dentro di se e ne deduce
    le leggi che sono leggi oggettive .Ma non è nemmeno necessaria che
    la scopra , quanto che vi si adegui e la interiorizzi al proprio
    essere.Questa verita' e' gia stata tutta data nell'uomo e nel
    creato perché è costitutiva dell'essere umano e non va soggetta a
    ulteriore scoperta ,ma va solo ammirata e applicata nazione per
    nazione , cultura per cultura , zona geografica per zona
    geografica , uomo per uomo .
    I valori fondamentali sono quelli dati nella legge naturale e non si
    possono cambiare perché fanno parte della verita' dell'universo .
    Bisogna cambiare la verita' del cosmo per cambiare le sue leggi
    fondamentali ma ciò è impossibile .
    I valori fondamentali sui quali si instaura la convivenza umana sono
    i dieci comandamenti che prima di essere stati consegnati e,
    quindi rivelati da Dio a un uomo , Mose', sono gia' tutti nella
    natura umana e fanno parte del suo DNA.
    Essi erano conservati in un' Arca e in un Tempio per essere
    adorati .
    Ma come seguito ad ogni comandamento bisognerebbe aggiungere la
    frase : "per non morire". "Ama il Signore tuo Dio, per non
    morire ": "Ama tuo padre e tua madre , per non morire :non
    uccidere, per non morire "…ecc. , in modo da renderli piu'
    comprensibili e avvertirne le conseguenze
    sul piano personale e sociale di una tale trasgressione .
    Essi incarnano nello stesso tempo un'esigenza di giustizia e
    mentre esplicitano la giustizia ne considerano la trasgressione di
    questa giustizia .
    L'agire privato o pubblico dell'uomo sotto tutte le latitudine di
    qualsiasi religione infatti puo' essere giusto o ingiusto,
    depravato o buono , in base a questo metro fondamentale che egli
    trova in se stesso e in questa legge rivelata . Tutte le
    legislazioni della terra scritte o orali sono legate a doppio filo a
    questa legge naturale chi piu' e chi meno e chi si oppone a questa
    legge se la trova contro e ne paga il prezzo . Spesso un prezzo
    molto salato .
    Questa legge interiore dalla quale l'uomo deduce il giusto
    prezzo ,la giusta misura o la giusta
    comprensione o pagamento , è chiamata anche legge del taglione :
    occhio per occhio ,dente per dente , vita per vita , scalfitura per
    scalfitura . Il pagamento del giusto prezzo rappresenta la giustizia
    tra uomo e uomo e tra l'uomo e Dio in caso di trasgressione e
    violazione di questa legge universale .
    Questa legge universale di giustizia è l'opposto della legge di
    carita' , di amore di sacrificio per l'altro che Gesu' salvatore è
    venuto a insegnare a ogni uomo per ottenere egli, l'uomo, la
    misericordia di Dio delle violazioni a questa legge di giustizia
    che ogni individuo commette .
    Gesu' propone all'uomo una via personale e facoltativa per non
    incappare nella condanna della giusta legge e per sottrarsi al
    giudizio e al pagamento del giusto prezzo rispetto alla giustizia
    divina e umana violata.
    Gesu' nel discorso della montagna propone all'individuo un'altra
    legge facoltativa e non imposta dalla natura : "volgi l'altra
    guancia", cioè la legge del perdono e dell'amore :ama il prossimo
    tuo .
    Ma questa legge del perdono e dell'amore non è una legge naturale
    del giusto prezzo , ma un consiglio personale ad ogni individuo
    rispetto a quella giustizia violata .
    Non è una legge che deve seguire chi governa l'autorita' pubblica o
    chi presiede al bene comune degli uomini . Un uomo dell'autorita'
    pubblica puo' seguire la legge evangelica nei suoi rapporti
    privati ,ma non in quelli pubblici .
    Se un giudice perdonasse il ladro o l'omicida o il violentatore
    commetterebbe una grave ingiustizia e
    contraddirebbe il significato del suo essere giudice pubblico.
    Se un poliziotto non intervenisse , ma perdonasse il ladro o
    l'assassino o il criminale , sarebbe un criminale prima lui .
    Nell'ambito del bene comune i dieci comandamenti ruotano intorno
    alla legge del taglione o del giusto prezzo . E se è la vita che è
    stata violata, la misura è la stessa vita o qualcosa che ne paghi
    la vita o che sostituisca la vita stessa nel pagamento , come la
    liberta' che è un bene supremo nell'ambito della societa' e dei
    rapporti tra individuo e individuo .
    Il bue ucciso puo' essere pagato o con un altro bue o con qualcosa
    che abbia lo stesso valore e ne rappresenti un prezzo adeguato .
    L'autorita' pubblica quindi non segue il discorso della montagna ,
    ma la legge del taglione per presiedere al bene comune .
    Invertire o confondere le due leggi significa cadere nell'anarchia
    e nella confusione ; esse vanno tenute separate e distinte come
    l'autorita' pubblica è distinta da quella civile e spirituale . Il
    fine ultimo è il bene integrale dell'uomo .
    Come è diversa la comunita' religiosa o monastica che si ispira al
    discorso della montagna , cosi è diversa e distinta la societa'
    civile . Le leggi che valgono nell'una non valgono per l'altra .
    Spesso la societa' civile ha preso come modello la comunita'
    religiosa copiando il rapporto di uguaglianza , fratellanza e
    liberta' e applicandolo sul piano civile ottenendo solo dei
    risultati catastrofici perché l'amore al singolo non si impone e non
    si comanda perché questo è qualcosa che solo liberamente e
    personalmente l'individuo puo' dare . Spesso si è preso a pretesto
    la prima comunità di Gerusalemme (Atti. 5), ma non si è capito che
    quella non era una società civile , ma una comunita' religiosa che
    seguiva il discorso della montagna di Cristo !
    La legge del perdono che vale nella societa' religiosa se la si
    introduce nella legge del diritto naturale e civile dello stato si
    crea l'anarchia , la quale stritolera' i trasgressori della legge
    naturale con la pena adeguta . La legge naturale distrugge e uccide
    chi vi si pone contro , ma premia chi vi si addice e vi si
    sottomette . Una nazione che vi si sottomette troverà la sua via e
    la sua liberta' perché aderira' al bene . Il bene poi non è
    soggetto a votazioni o a opinioni .
    Il bene è la verita' stessa che è eterna e infinita . Questa verita'
    eterna è infinita che ha espresso l'ordine e la legge non è
    soggetta ad approvazione da parte dell'uomo , ma solo ad una
    adesione che deriva dal fatto che egli si scopre creatura creata in
    quest'ordine dell'universo fondato da Dio .
    Alla verita' gia' data ci si adegua , non ci si oppone, né la si
    ignora perché negarla sarebbe non riconoscerne la propria natura
    di essere creati e dipendenti .
    La verita' non l'ha creata l'uomo , essa è già data ; egli vi si
    deve solo adeguare .
    Percio' l'adesione e adeguazione e non la violazione e non
    l'approvazione da parte di qualsiasi maggioranza democratica e non
    democratica , costituisce la condizione ideale per lo sviluppo in
    ordine alla verita' e alla crescita della societa' e della
    politica . Una societa' che vi si adegua pone le basi del suo futuro
    e della sua crescita .
    La verita' non è soggetta a voto democratico perché essa è vera
    anche quando avesse il voto contro del popolo . Un'autorita' sulla
    verità non transige e non patteggia : la impone in quanto essa
    presiede a questa legge del bene . Il bene è legato alla verita' che
    si esprime anche nella legge .
    I due poteri civile e religioso non sono uno contro l'altro, ma
    camminano sullo stesso piano avendo
    di mira uno il bene sociale che impone con l'ordine morale della
    legge di Mosè o naturale, e l'altro
    guarda al bene spirituale delle creature destinate a un futuro di
    cerature di Dio liberate dal peccato e dal limite della morte fisica
    e spirituale .

  2. #2
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    La verita' non è soggetta a voto democratico perché essa è vera
    anche quando avesse il voto contro del popolo . Un'autorita' sulla
    verità non transige e non patteggia : la impone in quanto essa
    presiede a questa legge del bene .
    ==========
    naturalmente per verità intendi solo quella tua , quella del papa e quella del tuo dio che non ci hai mai mostrato
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da cciappas Visualizza Messaggio
    naturalmente per verità intendi solo quella tua , quella del papa e quella del tuo dio che non ci hai mai mostrato
    Bella pretesa, la tua, che qualcuno ti mostri Dio. Ma tu l'hai mai cercato?

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da cciappas Visualizza Messaggio
    La verita' non è soggetta a voto democratico perché essa è vera
    anche quando avesse il voto contro del popolo . Un'autorita' sulla
    verità non transige e non patteggia : la impone in quanto essa
    presiede a questa legge del bene .
    ==========
    naturalmente per verità intendi solo quella tua , quella del papa e quella del tuo dio che non ci hai mai mostrato
    sembrerebbe impossibile , ma anche tu fai parte di un disegno intelligente .

  5. #5
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    La VERITA' è l'oggetto della comune ricerca che nessuno di noi possiederà mai tutta intera fino alla fine di questo mondo. Già Platone che pure aveva una sua precisa dottrina sulla realtà, sosteneva che il vero dialogo dialettico sulla Verità non può mai aver fine.
    Lo stesso nostro Dio Verbo e Signore Gesù Cristo dice: "Vi manderò il Paraclito, lo spirita della Verità ed egli vi guiderà alla Verità tutt'intera" Ci guiderà in una ricerca che nessuno di noi esaurirà in questa vita perchè ha anche detto: "Io sono la Verità" ed il suo Mistero è inesauribile e mai pienamente concluso quaggiù.
    La Verià la possediamo, noi Cristiani, ma "in speculum et in aenigmate" (come riflessa in uno specchio e attraverso figure che hanno ambivalenza bisognosa di discernimento" potremmo tradurre, solo là, all'avvento del Regno "la contempleremo "faccia a faccia", e nemmeno allora sarà esaustiva, perchè l'essenza, il cuore stesso di Dio TRino resta un mistero insondabile alla mcreatura, anche glorificata. Parteciperemo cioè, pienamente, ad un mistero che ci resterà sconosciuto.

    A quanta umiltà una simile riflessione ci porta Dire: io ho la Verità, perchè come un dono mi è stata rivelata, ma come un Mistero che non conosco mai appieno, anzi che per ora mi resta ancora oscuro come il sole agli occhi deboli che vogliono contemplarlo.

  6. #6
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    E quelli che non sono d'accordo?

    Li eliminiamo o semplicemente li espelliamo dal nostro paese?

    Perche' nel primo caso significa presumibilmente far fuori qualche miliardo di persone, non mi pare il progetto di Dio...

    E il secondo caso andava bene forse in epoca feudale, quando ogni "paese" era composto di centinaia di abitanti al piu'.

  7. #7
    Forumista assiduo
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    Citazione Originariamente Scritto da silvano Visualizza Messaggio
    La VERITA' è l'oggetto della comune ricerca che nessuno di noi possiederà mai tutta intera fino alla fine di questo mondo. Già Platone che pure aveva una sua precisa dottrina sulla realtà, sosteneva che il vero dialogo dialettico sulla Verità non può mai aver fine.
    Lo stesso nostro Dio Verbo e Signore Gesù Cristo dice: "Vi manderò il Paraclito, lo spirita della Verità ed egli vi guiderà alla Verità tutt'intera" Ci guiderà in una ricerca che nessuno di noi esaurirà in questa vita perchè ha anche detto: "Io sono la Verità" ed il suo Mistero è inesauribile e mai pienamente concluso quaggiù.
    La Verià la possediamo, noi Cristiani, ma "in speculum et in aenigmate" (come riflessa in uno specchio e attraverso figure che hanno ambivalenza bisognosa di discernimento" potremmo tradurre, solo là, all'avvento del Regno "la contempleremo "faccia a faccia", e nemmeno allora sarà esaustiva, perchè l'essenza, il cuore stesso di Dio TRino resta un mistero insondabile alla mcreatura, anche glorificata. Parteciperemo cioè, pienamente, ad un mistero che ci resterà sconosciuto.

    A quanta umiltà una simile riflessione ci porta Dire: io ho la Verità, perchè come un dono mi è stata rivelata, ma come un Mistero che non conosco mai appieno, anzi che per ora mi resta ancora oscuro come il sole agli occhi deboli che vogliono contemplarlo.

    il cristianesimo per alcuni consiste in questa eterna ricerca ( massonica ) della verità, che non finirà mai.
    Questi devono ancora imparare cosa sia la salvezza dal peccato.

 

 

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