MILANO - Letizia Moratti ha conferito a Palazzo Marino l'Ambrogino d'Oro, massima onorificenza della città, allo scrittore israeliano Amos Oz. Il sindaco ha ricordato nel corso della cerimonia una frase pronunciata da Oz: «Quella contro il fanatismo sarà la grande sfida del XXI secolo. Il vero scontro non sarà quello tra diverse civiltà, ma tra tolleranti e fanatici. In questo senso il compromesso è vita, il fanatismo morte». «Ringrazio Oz in particolare - ha aggiunto il sindaco di Milano - perché l'arte, la storia e la cultura nei momenti più difficili possono essere quella luce, quella speranza e quel ponte che, nei momenti in cui le relazioni diplomatiche e politiche diventano sempre più ardue, possono favorire la tolleranza e il rispetto». Il primo cittadino di Milano, dopo aver ricordato il gemellaggio stretto tra il capoluogo lombardo e Tel Aviv, ha citato in conclusione un'altra frase dello scrittore israeliano, tratta dal suo ultimo libro 'Non dire notte': «Chi ha un poco di bontà, trova bontà ovunque». «E questo è l'auspicio per tutti» ha concluso il sindaco. «Milano - le ha risposto Amos Oz (che venerdì alle 17 sarà alla Feltrinelli di Piazza Piemonte) - è una città che mi sembra familiare, non per niente è gemellata con Tel Aviv. Come ho detto al sindaco credevo di essere innamorato di questa città e invece oggi mi ci sento addirittura sposato».
(Da Il Corriere della Sera del 24 maggio 2007)