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  1. #81
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    Citazione Originariamente Scritto da Ronnie Visualizza Messaggio
    Rendi perfettamente l'idea di uno confuso.

    "Non è dalla benevolenza del macellaio, del birraio o del fornaio che noi attendiamo il nostro pranzo, ma dalla loro considerazione del proprio interesse. Noi ci rivolgiamo non alla loro umanità, ma al loro interesse, e non parliamo mai dei nostri bisogni ma dei loro vantaggi".
    "E siccome è mediante accordo, baratto e acquisto che noi otteniamo l'uno dall'altro la maggior parte di quei servizi reciproci dei quali abbiamo bisogno, così è questa stessa tendenza a trafficare che dà origine alla divisione del lavoro". [1776, Adam Smith]

    Questo è vero e tu lo devi capire, prima di poter dire qualche cosa che non sia una cazzata.

    Il CAPITALISTA non è altro che la persona che presta 100 € al tipo che gli propone di finanziare la sua impresa finalizzata a produrre pane per venderlo a te. Con 100 € che altrimenti non avrebbe avuto quel tipo potrà comprare la macina, la pompa a mano e il tavolo. Basta comprare un forno e usare la carbonella del venditore Richard Turner della sesta strada (magari pagata con un prestito del capitalista B) per potere poi produrre pane nel quartiere X e venderlo a te. Il prestito lo si ripaga con quanto avuto più gli interessi, cioè il guadagno del prestatore il quale ha prestato a te e non ad altri.

    Quando si sono fatti i primi guadagni e qualcuno viene a chiederti dei soldi per aprire un altro negozio tu gli proponi di darglieli gratis se lui ti dà la metà del suo negozio che va a costruire in proprietà... E COSì IL CAPITALISTA DIVENTI TU.

    C'è gente che pensa che siano distinte... Mentre invece sono cose sorelle:

    Capitale = Lavoro = Fattori produttivi (k;l)
    Produzione = f(k;l)

    Etc.

    Questa si chiama economia, oiko-nomia (corretta gestione della casa), ed è la storia di come assieme al capitalista tu produttore di pane hai sfamato un quartiere, nel quale altri produttori da te sfamati ti hanno venduto le scarpe, lo sgabello, le travi, la macina, i soldi per cominciare l'attività... etc.

    Non è la storia dello sfruttamento di te da parte del capitalista.

    Questo però Piè Monte ti deve essere chiaro, sia quando parli seriamente che quando parli al bar, perchè altrimenti non sei solo un ignorante ma anche un ingranaggio di quella macchina di affamatori e nemici dell'umanità che si chiama SOCIALISMO , lo strumento per la DISTRUZIONE della produzione dei beni primari e lo STERMINIO su scala massiva dei popoli.

    Poi se vuoi scegliere la via dei comunisti, che non è quella dell'economia (buona gestione della casa) ma quella degli errori catastrofici distruttivi di migliaia di focolari domestici (pianificazione, esproprio, nazionalizzazione, protezionismo) beh puoi farlo, ma lo farai SAPENDO CHE CI SONO TRE SECOLI DI ECONOMIA TEORICA E DUECENTOMILA ANNI DI ECONOMIA PRATICA A SMENTIRTI
    Trovo sicuramente interessante la tua esposizione, tecnica, ineccepibile per quel nulla che so' di economia, io sono un semplice perito meccanico che non esercita, per giunta. Ma di una cosa sono sicuro: che tutta la tua teoria sopraffina, in Italia non funziona in quell'armonia perfetta che mi hai illustrato. Pensare che il Tanzi o il Tronchetti Provera e perchè no anche il Berlusconi di turno tengano in mano i rubinetti non riesco a vederla come la salvezza del mondo. Che ne dici?

  2. #82
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    Citazione Originariamente Scritto da Lampo Visualizza Messaggio
    Scusa l'acqua da chi dovrebbe essere gestita dalle imprese che la usano come vogliono o dallo Stato rappresentante e in mano ai cittadini ?


    Corollari al teorema Lampo

    1- Okay, allora nelle democrazie l'acqua va bene pubblica, mentre nelle dittature privata.

    2- Se il Governo non mantiene le promesse e i parlamentari sono mafiosi e si fanno i cazzi loro l'acqua deve essere privata.

    3- Se il Governo non è quello ITA ma quello USA allora l'acqua che l'Americano puo' bere deve essere pubblica, ma lo stesso su suolo ITA puo' fornirsi di acqua privata, però l'ITA non puo' produrre acqua privata per l'ITA ma puo' per l'USA. Se una delle due è una dittatura il discorso si complica, bisogna capire a quale paese obbedisce e di che cittadino è rappresentativa
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  3. #83
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    Citazione Originariamente Scritto da Murray Visualizza Messaggio
    Ma tu stesso guadagni (e quindi vivi) sul bisogno di altri che hanno di te (altrimenti non ti pagherebbero). Biosgna nazionalizzarti?
    Il mio lavoro non riguarda un settore fondamentale come l'acqua. Temo che stiamo dibattendo da punti di vista concettuali troppo lontani..

  4. #84
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    Citazione Originariamente Scritto da Piè Monte Visualizza Messaggio
    Trovo sicuramente interessante la tua esposizione, tecnica, ineccepibile per quel nulla che so' di economia, io sono un semplice perito meccanico che non esercita, per giunta. Ma di una cosa sono sicuro: che tutta la tua teoria sopraffina, in Italia non funziona in quell'armonia perfetta che mi hai illustrato. Pensare che il Tanzi o il Tronchetti Provera e perchè no anche il Berlusconi di turno tengano in mano i rubinetti non riesco a vederla come la salvezza del mondo. Che ne dici?
    La "teoria sopraffina" della quale vaneggiano; è presa a pernacchie negli STESSI "ambienti" (malsani) ai quali pretendono d'appartenere.

  5. #85
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    Citazione Originariamente Scritto da Piè Monte Visualizza Messaggio
    Sembra che Prodi quasi si vergogni a fare qualche atto politico di sinistra. Comunque è passata. Non ho sufficienti dettagli ma sarei curioso di sapere, nello specifico, chi si opponeva. Qualche idea ce l'ho..
    Se ti riferisci al centrodestra sbagli.
    Durante la precedente legislatura la UE "obbligava" lo Stato (Min. del Tesoro) a dismettere gli acquedotti, in omaggio proprio al concetto che l'acqua doveva diventare un business.
    E quindi c'erano diversi potentati pronti a mettere le mani sull'acquedotto pugliese.
    Ma sono rimasti a bocca asciutta perchè il buon Tremonti lo ha "regalato" alle Regioni Puglia e Basilicata.

  6. #86
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    Citazione Originariamente Scritto da Lampo Visualizza Messaggio
    E l'imprenditore pensa al GUADAGNO per cui non gli importa se con l'acqua ci vivi ma gli interessano i soldi......

    Sull'acqua non si scherza...
    Senza acqua l'uomo muore...
    E' vero che l'imprenditore ci guadagna, ma questo è un bene per i cittadini.
    Perchè se all'imprenditore interessa guadagnare investirà in strutture più efficienti e riparerà gli acquedotti per minimizzare le perdite.
    Inoltre se si crea un vero mercato dell'acqua la concorrenza potrà far abbassare i prezzi.

    Per quanto riguarda le bollette, è meglio se con una eventuale privatizzazione si alzano.
    Perchè come tu dici l'acqua è un bene preziosissimo e la gente deve imparare a non sprecarla.

  7. #87
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    Citazione Originariamente Scritto da Grifo Visualizza Messaggio
    Se ti riferisci al centrodestra sbagli.
    Durante la precedente legislatura la UE "obbligava" lo Stato (Min. del Tesoro) a dismettere gli acquedotti, in omaggio proprio al concetto che l'acqua doveva diventare un business.
    E quindi c'erano diversi potentati pronti a mettere le mani sull'acquedotto pugliese.
    Ma sono rimasti a bocca asciutta perchè il buon Tremonti lo ha "regalato" alle Regioni Puglia e Basilicata.
    Sarà l'ennesimo caso di interesse trasversale? Non mi stupirei con la piega che stanno prendendo le cose.

  8. #88
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    Citazione Originariamente Scritto da Piè Monte Visualizza Messaggio
    Trovo sicuramente interessante la tua esposizione, tecnica, ineccepibile per quel nulla che so' di economia, io sono un semplice perito meccanico che non esercita, per giunta. Ma di una cosa sono sicuro: che tutta la tua teoria sopraffina, in Italia non funziona in quell'armonia perfetta che mi hai illustrato. Pensare che il Tanzi o il Tronchetti Provera e perchè no anche il Berlusconi di turno tengano in mano i rubinetti non riesco a vederla come la salvezza del mondo. Che ne dici?
    Ti dico che l'Amministratore Delegato della Egeria Company S.p.a. imbottigliatrice di acqua non gestisce insieme la polizia, i tribunali, l'esercito, due o tre cosche, la scuola pubblica, la sanità pubblica etc. come invece è per Berlusconi o Prodi o qualsiasi politico.

    Mi fido più di un artigiano fabbricatore di pane nel paesino di Altamura io cittadino medioevale che dello Stato -i.e. il SIGNORE Goffredo di Bassamura- il quale puo' in qualsiasi momento venire e dire all'artigiano "tu non fai più il pane" il pane d'ora in avanti lo facciamo solo a Bassamura e voi dovete venire a comprarlo, o morite di fame. Se fai un'altra pagnotta il Signore di queste Terre ti passerà a fil di spada... COSì COME PUO' DIRMI "io a te non la vendo perchè sei dissidente"

    TAMBOV una provincia dell'URSS fu PRIVATA DEL PANE E DI OGNI FORNITURA e d'inverno. Saddam Hussein come prassi STACCAVA LA LUCE E IL GAS alle province -e ti assicuro che d'inverno in Irak fa freddo- cos che la gente se non c'era legna doveva usare i mobili di casa sua per tenersi al caldo.

    A) lo stato non è sempre, anzi quasi mai, realmente democratico o rappresentativo. La democrazia è una finzione.

    B) lo stato, vivendo del furto di beni altrui, non ha bisogno di venderti il suo pane, mentre l'artigiano sì... prima di dirti no ci penserà

    C) tu -se hai un senso morale- non ti metterai a rubare come fa lo stato se lo stato stesso decide di non venderti il pane... mentre se il panettiere decide di non vendertelo NIENTE ti impedisce di produrtelo in casa da solo. Allo stesso modo prendere un dissalatore e rifornirti al mare, fare un impianto di purificazione in casa, usare prodotti chimici per pulire l'acqua del pozzo... son tutte cose che puoi fare da te.

    Non c'è un solo motivo valido in economia per cui il mercato dell'acqua non dovrebbe essere un mercato come gli altri... ci sono solo i motivi POLITICI -tipo fare i COMUNISTI come sono il PRC e altri-...

    Non capisco proprio per quale motivo stare con il comunismo invece che con la libertà
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  9. #89
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    Citazione Originariamente Scritto da Ronnie Visualizza Messaggio
    [...]
    Partiamo che l'onere della prova spetta a te, non a me. L'economia non vede come beni pubblici i servizi idrici, il mercato li fornisce, regimi di semi-mercato o mercato aperto sono diffusi... Non sono io a dover dimostrare che il mercato non produca l'acqua, sei tu a dovermi dimostrare che il mercato non la produca o che il pubblico possa produrla meglio.

    Insomma devi dimostrarmi quel che tutta la teoria economica non ha dimostrato nonostante i keynesiani e i socialisti e in oltre cento anni Buon lavoro!
    Guarda, a mio parere l'onere della prova spetta a chi dice "questo è dimostrato e dire altrimenti è ignoranza"; se non altro per il fatto che mi risultano esserci discussioni fra gli stessi economisti sulle conseguenze della privatizzazione dei servizi idrici (anche perché Prodi non sarà magari un premio Nobel, ma un po' di economia l'ha studiata e insegnata; Padoa-Schioppa pure).

    Detto questo, se vuoi posso argomentare sulle condizioni che rendono il mercato dell'acqua particolare. Comunque ripeto: l'argomentazione è il massimo che ci si può attendere al momento, sia pro che contro la privatizzazione. Se una di queste affermazioni non dovesse tornare, dimmelo e se ne discute.
    • I servizi idrici sono un monopolio naturale a causa degli alti costi fissi e alte economie di scala.
    • I surrogati ad un acquedotto funzionante non rappresentano, in generale, soluzioni comparabili (costano molto e tipicamente hanno una bassa qualità).
    • La lunga vita degli asset rallenta ulteriormente la competizione

    Questo per quanto riguarda il trattamento del mercato come un sistema competitivo.
    Delle esternalità (leggasi: danni sociali indotti) se ne parla già in abbondanza, quindi non le tocco in questo post (e peraltro non ho alcun problema se si dice "penso si possano risolvere in un altro modo", quella è una discussione costruttiva).
    There is no calamity greater than lavish desires.
    There is no greater guilt than discontentment.
    And there is no disaster greater than greed.

    Lao-Tzu

  10. #90
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    L'esempio medioevale temo che ritornerà attuale vista la piega che stanno prendendo le società nel mondo occidentale. Io purtroppo non mi fido delle cose "All'italiana".
    Se mi citi casi dell'ex-URSS e dell'Iraq non mi stupisco di certo. Anche se sono un tesserato di RC sento di non aver nulla a che spartire con i regimi dell'Est o del medio oriente.

 

 
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