Sessantasei anni fa fummo una nazione. Orgogliosa, fiera e capace di combattereIl 10 giugno 1940 la dichiarazione di guerra veniva presentata agli ambasciatori di Francia e Gran Bretagna. L'Italia entrava così nella Seconda Guerra Mondiale. Fiumi d'inchiostro sono stati versati per avallare assurdità propagandistiche; la verità è che l'Italia, da quando con la conquista etiope si era assicurata lo sbocco sull'Oceano Indiano, era divenuta il primo bersaglio dell'Inghilterra e il suo nemico giurato. Più tardi tutta una schiera di cortigiani anglofili avrebbe sostenuto la balla di un errore di percorso dovuto a influenze germaniche e di un rimpianto mussoliniano per le inesistenti amicizie albioniche. Si è parlato spesso – tanto dal produrre in quel senso persino falsi diari mussoliniani - di progetti di pace separata con Londra, città cui rispondevano invece traditori massoni dello Stato Maggiore e di Casa Savoia. Viceversa i documenti autentici dell'estate del 43 ci attestano che il Duce voleva la pace separata con l'Urss per concentrare lo sforzo bellico dell'Asse proprio contro gli inglesi. Sessantasei anni fa entravamo ufficialmente in guerra contro chi ci voleva morti e ci avrebbe ridotto a minuscola colonia di lì a poco. Quella guerra la perdemmo ma non rappresenta essa la vera tragedia che, invece fu e resta la pace. Qualcuno nel 45 affermò una verità suprema; “giovane, approfitta della guerra; la pace sarà terribile!”



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"Combattenti di terra, di mare e dell'aria! Camicie nere della rivoluzione e delle legioni! Uomini e donne d'Italia, dell'impero e del regno d'Albania! Ascoltate!
Oramai tutto ciò appartiene al passato. Se poi oggi siamo decisi ad affrontare i rischi e i sacrifici di una guerra, gli è che l'onore, gli interessi, l'avvenire ferramente lo impongono, poichè un grande popolo è veramente tale se considera sacri i suoi impegni e se non evade dalle prove supreme che determinano il corso della storia. Noi impugnamo le armi per risolvere, dopo il problema risolto delle nostre frontiere continentali, il problema delle nostre frontiere marittime; noi vogliamo spezzare le catene di ordine territoriale che ci soffocano nel nostro mare, poichè un popolo di quarantacinque milioni di anime non è veramente libero se non ha libero accesso agli oceani. Questa lotta gigantesca non è che una fase dello sviluppo logico della nostra rivoluzione; è la lotta dei popoli poveri e numerosi di braccia contro gli affamatori che detengono ferocemente il monopolio di tutte le ricchezze e di tutto l'oro della terra; è la lotta dei popoli fecondi e giovani contro i popoli isteriliti e volgenti al tramonto; è la lotta tra due secoli e due idee. Ora che i dadi sono gettati e la nostra volontà ha bruciato alle nostre spalle i vascelli, io dichiaro solennemente che l'Italia non intende trascinare nel conflitto altri popoli con essa confinanti per mare o per terra. Svizzera, Jugoslavia, Grecia, Turchia, Egitto prendano atto di queste mie parole e dipende da loro, soltanto da loro, se esse saranno o no rigorosamente confermate. Italiani! In una memorabile adunata, quella di Berlino, io dissi che, secondo le leggi della morale fascista, quando si ha un amico si marcia con lui fino in fondo. ("Duce! Duce! Duce!") Questo abbiamo fatto con la Germania, col suo popolo, con le sue meravigliose forze armate. In questa vigilia di un evento di una portata secolare, rivolgiamo il nostro pensiero alla maestà del re imperatore che, come sempre, ha interpretato l'anima della patria. E salutiamo alla voce il Fuhrer, il capo della grande Germania alleata (Il popolo acclama lungamente all'indirizzo di Hitler.) L'Italia proletaria e fascista, è per la terza volta in piedi, forte, fiera e compatta come non mai. (La folla grida:"Sì!") La parola d'ordine è una sola, categorica e impegnativa per tutti. Essa già trasvola e accende i cuori dalle Alpi all'Oceano indiano: vincere! (il popolo prorompe in altissime ovazioni.) E vinceremo, per dare finalmente un lungo periodo di pace con la giustizia all'Italia, all'Europa, al mondo. Popolo italiano!.... Corri alle armi.... e dimostra la tua tenacia.... il tuo coraggio.... il tuo valore!......

