> Certo, ci sono cose ben più importanti di questa "piccola" ma
> vera notizia, però questa mostra lo scollamento tra (dis)onorevoli
> (ovunque siedano) e società.
>
> Quando la realtà supera la fantasia!
>
> Mamma ho finito il gelato!
>
> Lettera di Buttiglione: " Ai questori di Palazzo Madama",
>
> ''.Ci rivolgiamo a voi con una richiesta di miglioramento della
> qualità della vita in Senato. La buvette non è provvista di gelati.
> Noi pensiamo che sarebbe utile che lo fosse e siamo certi di
> interpretare in questo il desiderio di molti. E' possibile provvedere?
> Si tratterebbe di adeguare i servizi del Senato alle esigenze
> della normale vita quotidiana delle persone. In attesa di riscontro,
> porgiamo cordiali saluti".. ..
>
> Eh sì, Camerati, non è una bufala quella presentata, il nostro
> professore, quello di filosofia che fa le boccacce quando parla,
> quello che vuole apparire ingenuo e colto contemporaneamente,
> l'abatino trombato in Europa, il cattolico amico degli uomini
> in gonna, il Buttiglione, no, non il colonnello di alcuni film,
> quello era un maestro d'arguzia al suo confronto, si è armato
> di carta e penna ed ha rivendicato il diritto al gelato nel luogo
> di lavoro (?) scrivendo la lettera sopra riportata. Sia ben inteso
> che la mozione di cui è capogruppo l'ha formulata insieme a tanti
> altri lavoratori (?) di quell'ambiente in cui loro, i perditempo
> sine die, si riuniscono per concludere i propri traffici.
>
> Già, dopo i cessi, non fraintendetemi, non mi riferisco ai senatori,
> dopo i pasti e le libagioni a costo irrisorio, adesso vogliono
> anche il gelato.
>
> Ma non si presenta alla mente degli italiani che hanno votato
> dei truffatori inetti ed incapaci in cui l'Alzheimer o la demenza
> senile sono incipienti? Ma come si può sopportare la stupidità
> di tali personaggi da ricovero coatto che, forse proprio per
> salvarsi dalle case manicomiali, permisero, nella loro più giovanile
> età, l'approvazione della legge 180 (chiusura dei manicomi).
> Questi schifosi e micragnosi, gente da due soldi, ma che ha diritto
> a stipendi d'oro, appannaggi vari e pensioni dopo solo 35 mesi
> di presenza al governo hanno deciso di chiedere/per avere anche
> il gelatino. Giuro che mi vergogno per loro nel pensare che tutti
> costoro sono così in basso nella scala evolutiva della Logica.
>
> Altra firmataria della richiesta/imposizione del gelato da leccare,
> cosa in cui i nostri rappresentanti sono tutti maestri perché
> lecchini per vocazione nei confronti di USA/Israel, è la senatrice
> Soliani Albertina dell'Ulivo. I senatori/questori che dovranno
> deliberare sulla buffonata, scusate la questione, assumendo una
> saggia decisione sono: "Gianni Nieddu (Ulivo), Helga Thaler autonomista
> Sud-Tirolo e Romano Cominciali di Forza Italia". Come si può
> comprendere dai nomi riportati, la lista dei richiedenti, non
> conosco gli altri numerosissimi firmatari, è bipartisan.
>
> Speriamo che i senatori/questori interpretino nel modo migliore
> la richiesta dei loro colleghi, così che dispongano quali gelati
> devono essere sempre assolutamente presenti come gusto e, ovviamente,
> come colore.
>
> Alla notizia data aggiungo che il presidente Marini ha acconsentito
> ad utilizzare l'aula senatoriale per lo svolgimento del primo
> corso per senatori sommeliers, ma la cosa è degenerata perché
> alcuni tra loro hanno preteso l'aula per manifestazioni gastronomiche
> dolciarie insistendo sulla bontà del crème caramel, scontrandosi
> con quelli che sostenevano la delizia della panna cotta.
>
> Povera gente, dopo l'ammucchiata senatoriale, sono troppi, ora
> vorranno anche l'ammucchiata orgiastica, tanto tra eterosessuali
> (pochi), culattoni e lesbiche chi la prende la prende.
>
> E' ora di sollevare la testa, ricordate:
>
> Dagli atrii muscosi, dai fori cadenti,
>
> Dai boschi, dall'arse fucine stridenti,
>
> Dai solchi bagnati di servo sudor,
>
> Un volgo disperso repente si desta;
>
> Intende l'orecchio, solleva la testa
>
> Percosso da novo crescente romor.
>
> Dai guardi dubbiosi, dai pavidi volti,
>
> Qual raggio di sole da nuvoli folti,
>
> Traluce de' padri la fiera virtù:
>
> Ne' guardi, ne' volti, confuso ed incerto
>
> Si mesce e discorda lo spregio sofferto
>
> Col misero orgoglio d'un tempo che fu.
>
> S'aduna voglioso, si sperde tremante,
>
> Per torti sentieri, con passo vagante,
>
> Fra tema e desire, s'avanza e ristà;
>
> E adocchia e rimira scorata e confusa
>
> De' crudi signori la turba diffusa,
>
> Che fugge dai brandi, che sosta non ha.
>




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