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    Predefinito Evola visto da sinistra

    Evola visto da Sinistra

    In Evola vi è un altro aspetto molto interessante che si manifesta nella prime e nelle ultime tappe della sua vita. Lo si qualifica a volte come "anarchismo di destra" che è evidente nelle sue opere artistiche di gioventù e soprattutto in "Cavalcare la tigre". Contemporaneamente la sua posizione antiborghese coerente e permanente lo isola considerevolmente dalla Destra convenzionale occidentale. D'altra parte anche in seno alla Tradizione egli fu sempre attratto dai domini poco consueti che rientrano più o meno nella prospettiva della Via della Mano Sinistra. Indubbiamente, nell'insieme dei suoi scritti è molto saliente ciò che si potrebbe tentare di chiamare la "sinistra" del messaggio evoliano. L'anticonformismo totale verso la realtà moderna occidentale, la contestazione radicale dei valori borghesi avvicinano Evola a certe branche della sinistra. Questo fenomeno non è la manifestazione della sua natura personale. Vi è qui un lato sintomatico estremamente importante. La Rivolta evoliana contro il mondo moderno possiede degli aspetti distruttivi come ogni rivolta, d'altronde. Il suo radicalismo intransigente lo spinge alla rottura con il conservatore abituale che difende per inerzia i valori di ieri contro i valori di oggi. Per Evola lo "ieri" non del tutto ideale. Il suo orientamento va molto più lontano, verso il mito primordiale, verso l'Iperborea perduta, verso la Trascendenza, verso l'Eterno Presente. Questa ricerca dell'assoluto qui e ora obbliga a superare i limiti convenzionali e anche a sgretolare le forme secondarie della Tradizione adattate al kali-yuga. Evola non accetta una parte del Sacro, lo vuole Tutto, immediatamente. Questa Rivolta gli fa prendere posizioni "anarchiche", contestare la legittimità delle forme tradizionali svuotate di ogni vita. E' d'altronde la posizione autentica dell'adepto dei Tantra, quella che egli spiega perfettamente ne "Lo Yoga della Potenza". Ma paradossalmente la stessa antinomia è propria alla corrente della sinistra radicale e la fenomenologia esistenziale ed estetica delle due rivolte, per quanto differenti, le unisce in un certo caso quasi perfettamente. La rivoluzione, la guerra, la crisi, il ribaltamento sociale provocano sempre un trauma profondo che necessariamente obbliga l'essere umano a incontrare la realtà ontologica profonda che supera i cliché profani della vita "normale". Ernst Juenger, al quale Evola si interessò molto, sviluppò nei suoi romanzi e scritti politici questo problema del reincontro dell'uomo moderno, profondamente alieno, con la realtà superiore nella situazioni di crisi estrema. D'altronde, Evola attraversò egli stesso dei periodi di crisi personale al limite del suicidio. Dunque la sete dell'assoluto è in logico rapporto con le esperienze "negative" e talvolta anche "antinomiche". Queste considerazioni spiegano anche l'interesse di Evola per certi personaggi giudicati dagli altri tradizionalisti (Guénon, Burkhardt, etc.) nettamente "contro-iniziatici" - Alister Crowley, Giuliano Kremmerz, Gustav Meyrink etc. A sinistra, soprattutto all'estrema sinistra, si ritrova facilmente il medesimo complesso, la stessa passione, la stessa esaltazione dell'esperienza traumatica e nello stesso tempo lo stesso ifiuto del conformismo, la stessa avversione viscerale in rapporto alle norme e alle convenzioni, la stessa rivolta contro l'abituale. D'altra parte, la cultura ideologica della "sinistra rivoluzionaria" non è priva di accostamenti esoterici che a volte sono gli stessi come nel caso dei tradizionalisti e della "rivoluzione conservatrice". Citiamo a titolo di esempio Theodore Reusse, attivista di sinistra e iniziatore alla massoneria dello stesso Guénon! Il lato "sinistro" di Evola richiama il paradosso politico della Russia attuale dove i neocomunisti, antiliberali fanno fronte comune con i conservatori russo-ortodossi. Cosa che si può anche pensare di certi aspetti del bolscevismo russo storico in cui si sono sviluppate per vie eterodosse e contraddittorie le tendenze profonde della sacralità russo-ortodossa - l'avversione per il mondo occidentale borghese, la ricerca del Regnum, i fattori escatologici, l'esperienza diretta, rivoluzionaria e immediata della Verità. Più ancora, vi erano all'alba della corrente comunista russa accostamenti esoterici estremamente curiosi con i rappresentanti delle correnti spirituali locali ed europee. Si può dire che tra Evola e la Russia esistono non solo le corrispondenze a livello di corrente ideologica "conservatrice", "di destra", ma anche certi lati della "sinistra" russa, nella sua dimensione profonda e paradossale, possono essere comparati con gli scritti di Evola e anche chiariti grazie al suo metodo di ricerca della struttura dei fenomeni traumatici. Il fatto stesso che il comunismo abbia vinto nel paese più conservatore e più tradizionalista d'Europa ci obbliga a rivedere gli schemi abituali conservatori a proposito della natura profana e moderna del comunismo, come tappa avanzata della degrado dell'attuale civiltà. D'altronde, le previsioni dei conservatori e contro-rivoluzionari (come Léon de Poncin) concernenti la necessità della vittoria della quarta casta proletaria in tutto il pianeta sono smentite dal trionfo attuale della civiltà borghese (presunta terza casta) nella Russia postsovietica. Lo stesso Evola commise il medesimo errore accettando la posizione radicalmente antisocialista e anticomunista, propria dei conservatori reazionari con i quali, a livello metafisico, egli era in pieno disaccordo, dovuto alla differenza profonda tra la Via della Mano Sinistra che gli era propria e la Via della Mano Destra che (a volte) indirettamente e parzialmente ispira i conservatori convenzionali. In altri termini la "sinistra metafisica" in Evola non ha potuto trovare la manifestazione dottrinale coerente a livello politico e il lato "anarchico" ed "esoterico" restano in qualche modo sovrapposti assai contraddittoriamente alla sua fedeltà alla "reazione" politica. Lo stesso equivoco esiste nelle sue relazioni col fascismo e col nazional-socialismo dove egli criticava l'aspetto politico di sinistra e contemporaneamente tentava di rafforzare l'aspetto "metafisico di sinistra" (insistendo ad esempio sul paganesimo contro le relazioni con il Vaticano). La storia politica degli anni 80-90 mostra che il comunismo non era l'ultima forma di decadenza della caste. Dunque Evola aveva torto nel predire la vittoria dei sovietici e di conseguenza di prendere la posizione radicalmente anticomunista e di non riconoscere il lato paradossale e in qualche modo tradizionale della Rivoluzione. Malgrado il suo interesse particolare per "L'Operaio" di Junger, Evola ha falsamente identificato, seguendo la logica della Destra non rivoluzionaria, le caste tradizionali con le classi della civiltà occidentale. A questo proposito, si può richiamare l'avvertimento estremamente importante di George Dumezil riguardante il fatto che nella società tradizionale indoeuropea, dunque ariana, i lavoratori appartengono alla terza casta e non alla quarta. Oltre a ciò, i mercanti, (cioè i proto-capitalisti) non appartengono del tutto al sistema delle caste in tale società e tutte le funzioni di distribuzione dei beni e del denaro sono stati appannaggio dei guerrieri, degli kshatryas. Ciò significa che la classe dei mercanti non corrisponde assolutamente alla struttura della società ariana ed è storicamente sovrapposta ad essa con la mescolanza culturale e razziale. Dunque la lotta antiborghese dei socialisti possiede implicitamente la dimensione tradizionale e indoeuropea, cosa che spiega perfettamente le tendenze "antigiudaiche" (addirittura antisemite) di un gran numero di teorici socialisti a partire da Fourrier, Marx e fino a Stalin. Questa considerazione mostra la giustificazione dell'elemento socialista (e pure nazional-comunista) nelle correnti della Rivoluzione Conservatrice - specialmente in Spengler, Sombart, van den Bruck, junger e fino a Nikisch. E' fuori di dubbio che con questo ambiente tedesco d'anteguerra Evola aveva ottime relazioni intellettuali, cosa che ahimè, non lo ha aiutato a sfumare le sue posizioni e a rettificare le sue vie dottrinali e tradizionaliste. Questa contraddizione in Evola è notevole se si confrontano "Orientamenti" e "Gli Uomini e le Rovine" da un lato, e "Cavalcare la Tigre" dall'altro. "Evola di sinistra" non è ancora scoperto e riconosciuto. Ma ancora una volta - la Russia e la sua storia conservatrice e rivoluzionaria, paradossale e rivelatrice, antica e moderna ci aiuta a comprendere Evola nelle sue idee esplicite e soprattutto il senso implicito del suo messaggio che rimane da scoprire e assimilare. Non solamente in Russia, ma in questo ultimo aspetto anche in Occidente.

    dal sito Fronte Patriottico

    http://xoomer.alice.it/controvoce/doc-evolarussia.htm

  2. #2
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    il fatto che Evola contesti i valori borghesi non rappresenta un punto in comune con la sinistra...interessante invece quando dice che ha sbagliato a mettere sullo stesso piano caste tradizionali e classi sociali. però mi sembra azzardatissimo dire che "la lotta antiborghese dei socialisti possiede implicitamente la dimensione tradizionale e indoeuropea" e marx non credo fosse antisemita visto che era ebreo...

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Combat1982 Visualizza Messaggio
    Evola visto da Sinistra

    L'anticonformismo totale verso la realtà moderna occidentale, la contestazione radicale dei valori borghesi avvicinano Evola a certe branche della sinistra. Questo fenomeno non è la manifestazione della sua natura personale.
    mmm... ho apprezzato l'intervento, pur avendo io solo una superficiale conoscenza l'opera d Evola.
    L'unica cosa che ti contesto è l'intervento quotato: a quali branche della sinistra ti riferisci? No perchè se prendiamo in esame la filiazione marxista di certo quello che tu chiami "anticonformismo TOTALE verso la modernità occidentale" non esiste. Il marxismo non ha mai messo in discussione la modernità, l'ha semplicemente riproposta in una versione alternativa a quella capitalista.

  4. #4
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    aspè purtroppo non lho scirtto io sto pezzo...è di Dugin..

    comunque cerco di risponderti dicendo che anche se a prima vista sembra come dici tu, c'è di sicuro almeno una categoria di "sinistra" che è nata solo per opporsi alla modernità occidentale... che abbiano accolto poi lotte moderne è solo un modo per agire praticamente nella realtà! Lo dico spesso: non è un caso che il comunismo sia risultato vincente in oriente, diciamo sul continente! Poi di letture ce ne sono infinite...

  5. #5
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    Bah, a me sembra proprio un sintomo del complesso d'inferiorità che molti della c.d. "destra" nutrono verso la sinistra.
    Dire che l'opposizione ai valori ed al mondo borghese di Evola siano in qualche modo coincidenti con certi movimenti di sinistra, deriva a mio parere da un'interpretazione superficiale e parziale del pensiero evoliano: innanzi tutto perchè non si può prendere in esame Cavalcare la Tigre isolatamente dalle altre opere, in special modo Gli uomini e le rovine, dato che lo stesso Evola affermò che i due testi sono complementari.
    Poi perchè l'"anarchismo" è prima di tutto una dimensione individuale di distacco e rifiuto di una visione del mondo, motivata da un profondo "esame di coscienza" che porta a riconoscere i fondamenti etici della propria personalità. Come tale non può avere nessuna pretesa sociale ovvero di estensione tout cout alle masse.
    Non si può poi non constatare il costante disprezzo di Evola per la "massa" comunque intesa, nonchè di ogni forma di "rivoluzione" attuata dal basso o che si ponga come obiettivo la mobilitazione del "popolo". Evola fu sempre profondamente aristocratico ed analizzò la storia proprio come degenerazione della classe aristocratica che finì per favorire l'avvento al potere delle classi via via più basse e quindi l'idea della democrazia, quindi il dominio del popolo, inteso come massa dei lavoratori o dei senza lavoro, è sempre considerato come il peggiore dei mali, peggio anche del dominio dei mercanti, come lo stesso Evola afferma in Rivolta e di questo non si può non tenere conto!
    Nel pensiero evoliano chi governa, non lo fa in nome o per conto del popolo, ma in grazia di una superiore investitura da ricercare nell'origine, intesa sia in senso biologico (quindi l'appartenenza ad una casta aristocratiche) sia in senso spirituale, da qui per esempio la condanna del "bonapartismo" visto come degenerazione della democrazia, in cui un "capo" riesce ad unificare un popolo incarnandolne la volontà ponendovi la base del proprio potere per governarlo.
    Sulle considerazioni riguardo Dumézil e la presunta identificazione del socialismo con l'"ideologia indoeuropea", mi sembra del tutto strumentale (oltre che strumentale alla "correzione" del giudizio evoliano su dominio dei mercanti e dei lavoratori), innanzitutto perchè nella tripartizione indoeuropea, non si parla di classi sociali, ma funzionali, quindi la terza classe è quella legata alla ricchezza e alla fecondità, l'ipotesi di dugin che la classe dei mercanti si sia inserita nelle società indoeuropee attraverso contaminazioni razziali riprende un antico pregiudizio sulla formazione delle società ariane arcaiche, soprattutto quella romana, che proprio Dumèzil ha smontato.
    La terza classe, legata appunto alla ricchezza e alla fecondità è sempre legata, da un lato alla produzione agricola (fecondità della terra), dall'altro all'allevamento (fecondità degli animali), ma anche all'accumulo di beni e ricchezze (fecondità della "casa") e non a caso è caratterizzata dall'opulenza, dalla femminilità e dall'oro.
    Non vi è in essa distinzione tra mercanti e lavoratori perchè essa comprende tutti coloro che non sono guerrieri e non appartengono alle gentes aristocratiche, così era in origine nella società romana divisa tra rex-flamen, patritius, plebeus.
    successivamente la plebe si suddivise tra cavallieri e plebei, ma in origine la classe dei lavoratori e quella dei mercanti erano una sola, il che ribalta le considerazioni di Dugin sul socialismo.
    Inoltre la terza classe, com'è ben descritto nel mito romano della guerra tra latini e sabini (che non è altro che una versione di un mito primordiale indoeuropeo) si caratterizza sempre per la ricchezza, l'accumulo di beni ed il possesso dell'oro che ne è il simbolo, senza però dare a ciò un connotato negativo; il che non mi pare proprio connaturale alla gran parte dei movimenti socialisti, inclini piuttosto (sotto l'influenza della sovversione cristiana) a vedere nella ricchezza una "colpa" ed un segno di corruzzione, opposto invece alla presunta "innocenza" del povero.

    Concludendo, resta da dire che fu lo stesso Evola, in un'intervista degli anni '60 a prendere le distanze e a rimarcare le essenziali differenze tra il suo pensiero ed il nazimaoismo e quindi i vari movimenti "di sinistra".

  6. #6
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  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Arjuna Visualizza Messaggio

    ...resta da dire che fu lo stesso Evola, in un'intervista degli anni '60 a prendere le distanze e a rimarcare le essenziali differenze tra il suo pensiero ed il nazimaoismo e quindi i vari movimenti "di sinistra".
    infatti. le rimarcò, altrochè se le rimarcò.
    qui ed ora

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Arjuna Visualizza Messaggio
    Bah, a me sembra proprio un sintomo del complesso d'inferiorità che molti della c.d. "destra" nutrono verso la sinistra.
    Dire che l'opposizione ai valori ed al mondo borghese di Evola siano in qualche modo coincidenti con certi movimenti di sinistra, deriva a mio parere da un'interpretazione superficiale e parziale del pensiero evoliano: innanzi tutto perchè non si può prendere in esame Cavalcare la Tigre isolatamente dalle altre opere, in special modo Gli uomini e le rovine, dato che lo stesso Evola affermò che i due testi sono complementari.
    Poi perchè l'"anarchismo" è prima di tutto una dimensione individuale di distacco e rifiuto di una visione del mondo, motivata da un profondo "esame di coscienza" che porta a riconoscere i fondamenti etici della propria personalità. Come tale non può avere nessuna pretesa sociale ovvero di estensione tout cout alle masse.
    Non si può poi non constatare il costante disprezzo di Evola per la "massa" comunque intesa, nonchè di ogni forma di "rivoluzione" attuata dal basso o che si ponga come obiettivo la mobilitazione del "popolo". Evola fu sempre profondamente aristocratico ed analizzò la storia proprio come degenerazione della classe aristocratica che finì per favorire l'avvento al potere delle classi via via più basse e quindi l'idea della democrazia, quindi il dominio del popolo, inteso come massa dei lavoratori o dei senza lavoro, è sempre considerato come il peggiore dei mali, peggio anche del dominio dei mercanti, come lo stesso Evola afferma in Rivolta e di questo non si può non tenere conto!
    Nel pensiero evoliano chi governa, non lo fa in nome o per conto del popolo, ma in grazia di una superiore investitura da ricercare nell'origine, intesa sia in senso biologico (quindi l'appartenenza ad una casta aristocratiche) sia in senso spirituale, da qui per esempio la condanna del "bonapartismo" visto come degenerazione della democrazia, in cui un "capo" riesce ad unificare un popolo incarnandolne la volontà ponendovi la base del proprio potere per governarlo.
    Sulle considerazioni riguardo Dumézil e la presunta identificazione del socialismo con l'"ideologia indoeuropea", mi sembra del tutto strumentale (oltre che strumentale alla "correzione" del giudizio evoliano su dominio dei mercanti e dei lavoratori), innanzitutto perchè nella tripartizione indoeuropea, non si parla di classi sociali, ma funzionali, quindi la terza classe è quella legata alla ricchezza e alla fecondità, l'ipotesi di dugin che la classe dei mercanti si sia inserita nelle società indoeuropee attraverso contaminazioni razziali riprende un antico pregiudizio sulla formazione delle società ariane arcaiche, soprattutto quella romana, che proprio Dumèzil ha smontato.
    La terza classe, legata appunto alla ricchezza e alla fecondità è sempre legata, da un lato alla produzione agricola (fecondità della terra), dall'altro all'allevamento (fecondità degli animali), ma anche all'accumulo di beni e ricchezze (fecondità della "casa") e non a caso è caratterizzata dall'opulenza, dalla femminilità e dall'oro.
    Non vi è in essa distinzione tra mercanti e lavoratori perchè essa comprende tutti coloro che non sono guerrieri e non appartengono alle gentes aristocratiche, così era in origine nella società romana divisa tra rex-flamen, patritius, plebeus.
    successivamente la plebe si suddivise tra cavallieri e plebei, ma in origine la classe dei lavoratori e quella dei mercanti erano una sola, il che ribalta le considerazioni di Dugin sul socialismo.
    Inoltre la terza classe, com'è ben descritto nel mito romano della guerra tra latini e sabini (che non è altro che una versione di un mito primordiale indoeuropeo) si caratterizza sempre per la ricchezza, l'accumulo di beni ed il possesso dell'oro che ne è il simbolo, senza però dare a ciò un connotato negativo; il che non mi pare proprio connaturale alla gran parte dei movimenti socialisti, inclini piuttosto (sotto l'influenza della sovversione cristiana) a vedere nella ricchezza una "colpa" ed un segno di corruzzione, opposto invece alla presunta "innocenza" del povero.

    Concludendo, resta da dire che fu lo stesso Evola, in un'intervista degli anni '60 a prendere le distanze e a rimarcare le essenziali differenze tra il suo pensiero ed il nazimaoismo e quindi i vari movimenti "di sinistra".

    Quoto...

    Dugin è un gran confusionario, d'altronde nemmeno la destra radicale russa se lo fila più...

  9. #9
    SMF
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    Consiglio di leggere "L'infatuazione maoista" di J. Evola

  10. #10
    OLTRE LA MORTE
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    Evola aveva una visione tradizionale e aristocratica. Ditemi dove la vedete sia nei sedicenti movimenti antiglobalizzazione o no global dell'attuale sinistra pacifinta e marxistoide, legalitaria e progressista, ambientalista e vicina a qualsiasi istanza di diritti umani ecc ecc sia nella sinistra sessantottina.
    C'e' un'abisso di differenze tra i sinistrati e il pensiero tradizionale di Julius Evola. VEDIAMO DI NON SCRIVERE CAZZATE, GRAZIE!

 

 
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