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Originariamente Scritto da
uqbar
Rasputin,
probabilmente hai ragione tu riguardo l'esistenza di una identità padana che in effetti per alcuni si caratterizza solo per un disperato tentativo di distinguersi dalle genti meridionali.
Diverso è il caso dei veneti, loro hanno una identità ben radicata e distinta.
Il resto della padania non è altro che "Italia" con qualche eccezione per alcune zone dell'entroterra alpino.
Io invece penso che non esista ancora in forma consapevole un'identità padana comune, ammesso che mai si manifesti, ma esiste sicuramente un'identità lombarda occidentale e lombarda orientale, una veneta, una piemontese, una friulana, una trentina e così via, e che tutte queste siano accomunate da valori civili sconosciuti al sud e da un profondo disprezzo per la cultura definita (con orgoglio) mediterranea dagli italiani che abitano da Chiusi in giù. Le divisioni tra noi risalgono al tempo delle città stato. Quelle tra noi e gli italiani all'età preromana.
Ci potete tenere delle conferenze, ci potete sciorinare le vostre ideologie, ma l'intimo schifo per l'italia non ce lo toglierete mai, è uno solo dal Monviso all'Istria.
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Originariamente Scritto da
uqbar
Rasputin,
probabilmente hai ragione tu riguardo l'esistenza di una identità padana che in effetti per alcuni si caratterizza solo per un disperato tentativo di distinguersi dalle genti meridionali.
Diverso è il caso dei veneti, loro hanno una identità ben radicata e distinta.
Il resto della padania non è altro che "Italia" con qualche eccezione per alcune zone dell'entroterra alpino.
Sono piuttosto le genti napulitane (meridione da gaeta a reggio calabria) ad avere un ricordo ancora abbastanza vivo di una identità etnica propria e specifica e - soprattutto - distinta dalla italianità di fondo presente su tutta la penisola (e anche al sud, però in minor misura).
In altri termini esiste (eccome se esiste!) una italianità di fondo presente in tutta la penisola italiana (dalle alpi alla sicilia).
Questa italianità ha il cuore in toscana e man mano che ci si allontana dalla toscana si affievolisce fino a quasi scomparire in sicilia e nelle zone alpine.
Questa italianità la potete individuare nel modo di esprimersi (per esempio il modo di parlare gesticolando è tipico di una italianità presente sia al sud che al nord .... tantio che questa forma espressiva risulta buffa per un tedesco).
La potete individuare nei paesaggi urbanistici degli antichi borghi dei nostri paesi che pur nella diversità sono simili ovunque (se scendete dal nord europa e valicate le alpi vi rendete conto di un paesaggio urbanistico tipico italiano ).
La potete individuare in una tipica spiritualità religiosa di fondo cattolica tipicamente italiana diversa dai cattolicesimi di oltr'alpe).
Accanto a questa italianità di fondo esistono delle identità concorrenti:
le prinicipali sono:
1) quella veneta
2) quella siciliana
3) quella dell'entroterra alpino
4) quella sarda
e, in minor misura, quella napulitana.
Le genti padane rimanenti non hanno una rilevante identità concorrente rispetto a quella italiana.
mi sembra una visione abbastanza realistica.
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semipadano
Io invece penso che non esista ancora in forma consapevole un'identità padana comune, ammesso che mai si manifesti, ma esiste sicuramente un'identità lombarda occidentale e lombarda orientale, una veneta, una piemontese, una friulana, una trentina e così via, e che tutte queste siano accomunate da valori civili sconosciuti al sud e da un profondo disprezzo per la cultura definita (con orgoglio) mediterranea dagli italiani che abitano da Chiusi in giù. Le divisioni tra noi risalgono al tempo delle città stato. Quelle tra noi e gli italiani all'età preromana.
Ci potete tenere delle conferenze, ci potete sciorinare le vostre ideologie, ma l'intimo schifo per l'italia non ce lo toglierete mai, è uno solo dal Monviso all'Istria.
basterebbe leggere Paul Ginzborg.....
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La patria, diceva un anarchico come Luigi Veronelli, è ciò che si capisce. Quindi ciò che innanzitutto si conosce e si vive. Quando parlo con qualche meridionale dei problemi del sud, spesso mi risponde: "tu non capisci". Se è così e probabilmente è così, gli rispondo, allora non mi devo ritenere tuo compatriota. Perchè altrimenti capirei. Le mie simpatie padaniste nacquero proprio in seguito a un episodio e a una riflessione di questo tipo.
E a dire il vero, ciò che capisco appieno, nonostante mi incuriosiscano tutto e tutti, è solo qualche chilometro quadrato. Oltre quello, c'è un mondo complesso, crudele, affascinante, umano, disumano, intelligente, stupido, luminoso, stolto, imprevedibile, lugubre. E chissà di quanti aggettivi potrebbe riempirsi la lista.
Ma se nel mondo c'è poca libertà, è perchè qualcuno ha la presunzione di averla esaurita.
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Originariamente Scritto da
semipadano
Io invece penso che non esista ancora in forma consapevole un'identità padana comune, ammesso che mai si manifesti, ma esiste sicuramente un'identità lombarda occidentale e lombarda orientale, una veneta, una piemontese, una friulana, una trentina e così via, e che tutte queste siano accomunate da valori civili sconosciuti al sud e da un profondo disprezzo per la cultura definita (con orgoglio) mediterranea dagli italiani che abitano da Chiusi in giù. Le divisioni tra noi risalgono al tempo delle città stato. Quelle tra noi e gli italiani all'età preromana.
Ci potete tenere delle conferenze, ci potete sciorinare le vostre ideologie, ma l'intimo schifo per l'italia non ce lo toglierete mai, è uno solo dal Monviso all'Istria.
L'identità etnica inconsapevole è un assurdo.
Poi certamente esiste anche una identità lombarda o piemontese (basti pensare ai dialetti o alle tradizioni culinarie) ma si tratta di identità con caratteristiche lievi rispetto alla generale identità italiana. Se, ad esempio, prendi alcune comunità alpine o siciliana ti rendi conto di una identità fortissima rispetto alla concorrente italianità. E queste identità sono consapevolissime.
Inoltre ti consiglio di non avere un approccio così negativo rispetto alla cosiddetta italianità: guarda che si tratta di una identità storico-culturale nobilissima che è invidiata in tutto il mondo e che ha avuto il suo apice di civilizzazione nel rinascimento toscano.
Riguardo al contrasto tra Italianità e Napoletanità (meridione): non posso che darti ragione. L'unità d'Italia è stata un disastro soprattutto al sud (basta vedere come è ridotta napoli !) . Questa unità mal fatta provoca tutto il risentimento che mettono in luce le tue parole.
Lasciate poi stare l'epoca romana antica che con l'Italia non c'entra un tubo.
Le ultime tracce della romanità si ritrovano nella Germania dei Kaiser e non certo in Italia.
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Rasputin!
bè, anche qua se vai a bergamo e dici che siamo un popolo unico probabilmente ti guardano male, ma non vuol dire che non lo siamo...che il tuo dialetto sia più simile al tedesco che al calabrese è possibilissimo ma questo è dato dalle distanze geografiche e dal fatto che le comunità fossero molto chiuse nel medioevo e anche dopo...è ovvio che non ci fossero grandi contatti tra il nord e il sud
Se è il dialetto del tedesco che parlano in tirolo ha ragione da vendere il ragazzo. Altrimenti gran palla scoppiata in aria.
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Rasputin!
è ovvio che non ci fossero grandi contatti tra il nord e il sud
E' un assunto facilmente smentibile. A cominciare dall'epoca romana in cui i liguri venivano deportati in campania.
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Originariamente Scritto da
uqbar
Inoltre ti consiglio di non avere un approccio così negativo rispetto alla cosiddetta italianità: guarda che si tratta di una identità storico-culturale nobilissima che è invidiata in tutto il mondo e che ha avuto il suo apice di civilizzazione nel rinascimento toscano.
Quella era l'età dei comuni prima e delle signorie poi. C'erano le città stato. A quei secoli mi ispiro e li considero un'età storica nella quale trovare molte risposte utili a interpretare e forse risolvere il disastro attuale. Il concetto di federalismo è nato con i comuni, Proudhon e Cattaneo ne hanno tratto ispirazione per elaborare il loro pensiero.
L'italia a cui faccio invece riferimento è quella unitaria, per la quale provo schifo e vergogna. Scusami ma sullo schifo e sulla vergogna non recedo di un passo.
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Non capisco questa visione distorta che avete del Sud. Io rispetto i settentrionali, non li considero certo diversi d un campano o da un pugliese. Il fatto è che voi siete stati più fortunati di noi a nascere in una situazione economico-sociale di gran lunga migliore della nostra. Questa situazione ha creato disagio morale. Ma la causa non risiede nei meridionali in se ma nel sistema che ha governato l' Italia fino ad i primi anni venti e quello del dopoguerra. Finchè non avremmo consapevolezza di questo (noi meridionali come voi settentrionali) non arriveremo a risolvere i nostri e di riflesso, i vostri problemi. Poi è innegabile che molti elementi, soprattutto in Campania, in questo tipo di situazione ci sguazzano come pesci in un lago ma è altrettanto vero che se all' origine di tutto ciò (1861) le cose fossero state gestite in maniera pulita e non colonizzatrice, oggi sarebbe tutto diverso. Scusate per il disturbo.