Caro Ventennio, qualche tempo fa ti lamentavi (come molti) dell'invasione degli immigrati, attribuendo loro le più brutte malefatte, salvo poi essere smentito dai fatti che per lo più riguardavano gentaglia italiana..
Non per ultimo aveva accusato gli immigrati di incendiare le auto, camper (e chi più ne ha più ne metta) nella sua zona, peccato che anche questa volta il reo non abbia la pelle scura, ma che anzi sia un vigile del fuoco volontario!!
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Almeno un centinaio di vetture incendiate in due anni, tra auto, camper e furgoni, date alle fiamme per superare la frustrazione di non essere riuscito a diventare vigile del fuoco effettivo. E' la spiegazione che un giovane 32enne di Druento, M.F., vigile del fuoco volontario, ha dato ai carabinieri che lo hanno arrestato sotto casa al termine di un lungo periodo di indagine, coadiuvate da intercettazioni ambientali e controlli satellitari della sua auto ritendendolo il responsabile di numerosi roghi che in due anni si sono verificati tra Venaria, Druento e Alpignano.
Il giovane, che si trova agli arresti domicilari e che la prossima settimana potrebbe essere sottoposto a indagine psichiatrica, ai magistrati che lo hanno interrogato questa mattina ha confessato di non ricordare nemmeno piu' il numero di incendi compiuti a causa di una grave forma di depressione. In particolare, il piromane, che spesso si recava ad appiccare il fuoco gia' in divisa, poi, correva al comando per poter intervenitre sul luogo dell'incendio quando veniva dato l'allarme, ha raccontato che per coronare il sogno di diventare pompiere si era licenziato da un lavoro sicuro, per poi scoprire, pero', che i punti maturati come volontario non erano sufficienti per diventare effettivo.
A questo punto, in preda alla frustrazione, aveva cominciato a bere e ad appiccare gli incendi. Una versione che e' ora al vaglio degli inquirenti che ritengono che in taluni casi il giovane abbia dato fuoco alle vetture come forma di ritorsione con persone con cui aveva avuto da dire. A casa del giovane sono stati trovati non solo numerosi accendini, ma anche ritagli di giornale incorniciati riferiti agli incendi che aveva appiccato.
La dinamica seguita era piu' o meno sempre la medesima. Il giovane nel cuore della notte si allontanava a bordo della sua macchina, raggiungeva l'auto o il furgone che aveva deciso di incendiare, appiccava il fuoco alla smascherina anteriore della vettura, che inizialmente fa una fiammella molto piccola e poi sviluppa l'incendio in una ventina di minuti, poi, se era di servizio correva al comando cosi' da essere pronto ad intervenire, oppure tornava a casa. Tra gli episodi che gli hanno contestato gli inquirenti c'e' anche l'incendio di un fienile, che pero' lui nega di aver compiuto.
A lui gli investigatori sono arrivati in seguito ad una serie di accertamenti: ad insospettirli era stato il fatto che il giovane era stato piu' volte visto sul luogo dell'incendio. Di qui la decisione di procedere all'intercettazione ambientale dell'auto e ad una serie di pedinamenti compiuti sia con il supporto del satellitare, sia di persona.
Ora si stanno compiendo accertamenti per verificare se gli episodi sono superiori a quelli che lo stasso piromane ha raccontato. Per questo gli inquirenti invitano chiunque abbia subito il danno di una vettura incendiata nella zona in cui era solito operare il giovane e non abbia presentato denuncia di farlo ora.
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Contento fascistone dei miei stivali??




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