La Panther Oil rinuncia alle trivellazioni in val di Noto
E' stata la stessa compagnia a comunicarlo con una lettera inviata alla Regione siciliana, giunta all'assessorato all'Industria, attribuendo la decisione a "forti pressioni medianiche" e alle "difficolta' incontrate nell'organizzazione delle ricerche di gas
naturali". Lo ha reso noto il presidente della Regione, Salvatore Cuffaro, a margine di una conferenza stampa a Palazzo Chigi, per presentare la cerimonia di riapertura delle restaurata cattedrale di Noto.
Con la sua decisione la texana Panther Oil, che aveva ricevuto nel 2004 dall'amministrazione di Palazzo d'Orleans le concessioni per la ricerca, rinuncia
alle trivellazioni in un'area di 86 chilometri quadri del Val di Noto, su una superficie complessiva destinata alle ricerche petrolifere di 746 chilometri quadri, dove si prevede nel corso di sei anni la perforazione di 21 pozzi esplorativi alla ricerca nel sottosuolo di riserve di gas naturale sfruttabili.
Grande soddisfazione è sta espressa dal sindaco di Siracusa e presidente dell'Anci, Giambattista Bufardeci(FI). "Si tratta di una scelta - aggiunge - che riconsegna una delle zone piu' belle del mondo, gia' dichiarata Patrimonio dell'Umanita', alla sua vocazione naturale. L'unicita' del Val di Noto riconquista il diritto a valorizzare i suoi beni artistici, monumentali, storici e ambientali unici al mondo".
Soddisfazione anche da perta di Legambiente: "Questa decisione - dichiara Mimmo Fontana, presidente regionale di Legambiente - e' frutto non soltanto della grande sollevazione mediatica sulla vicenda, ma anche del grande lavoro che hanno svolto le associazioni e i nostri circoli che non hanno mai abbassato la guardia sul rischio trivellazioni in Val di Noto. Questo dietro front e' un riconoscimento alla Val di Noto quale caso esemplare per definire uno sviluppo utile per la Sicilia".
E lunedì riapre la cattedrale di Noto
Sono serviti otto anni e 40 milioni di euro. Ma lunedi' la cattedrale di Noto riaprira' al pubblico dopo il crollo della notte fra il 13 e il 14 marzo 1996. Uno sforzo notevole, che ha consentito di ricostruire identico a se' stesso il capolavoro barocco utilizzando le stesse antiche tecniche. Uno sforzo testimoniato dalle parole del vescovo di Noto, Giuseppe Malandrino: "Se non e' un miracolo poco ci manca".




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