Mi sono reso conto che il separatismo puro ed oltranzista non paga, anzi si ritorce contro il nobile fine che ci si è prefissati.
Nella società di oggi, grazie soprattutto ai mezzi di comunicazione di massa, le idee circolano più velocemente ed è necessario conquistare molti consensi per far si che la Sicilia ottenga l'indipendenza politica.
Sono convinto infatti che questi consensi debbano essere trovati non solo nella Trinacria, ma nel Sud continentale, al nord e forse anche all'estero.
Insomma per ottenere l'indipendenza è necessario che anche i non-siciliani siano d'accordo o quanto meno vengano messi nella condizione di non poter decidere.
Per la Sicilia ci sono degli interessi troppo forti che travalicano gli interessi nazionali.
Ma basta leggere una cartina geografica per rendersi conto, prima ancora di prendere in mano i libri di storia.
La Sicilia si trova al centro del mediterraneo ed una delle regioni più strategiche del mondo, su cui cola la bava delle tante potenze mondiali che non vedono l'ora di metterci le mani.
Ma anche i porti, i gasdotti che l'attraversano, la vicinanza con il canale di Suez che ne fa l'hub del mediterraneo e dell'europa continentale, ne fa un boccone troppo ghiotto per non destare interesse.
Sono convinto che l'indipendenza politica della Sicilia debba coincidere in qualche modo con gli interessi di una potenza straniera.
Gli italioti vorrebbero farci credere che la Sicilia non serve a nulla, ma noi sappiamo benissimo che non è così, che è talmente strategica che gli africani per emigrare in europa sono costretti a passare da noi.
Ciò significa che la migliore soluzione per ottenere un consenso ampio ed ottenere una Sicilia forte è investire politicamente per ottenere una confederazione di stati come oltretutto aveva proposto Andrea Finocchiaro Aprile.
Una confederazione di Stati infatti oltre a garantire l'indipenza politica assicurerebbe una buona sicurezza nazionale.
Un separatismo bello e buono in ogni caso non verrebbe mai accettato dai Siciliani ed avrebbe potuto funzionare fino al dopoguerra, quando ancora non erano cominciate le emigrazioni massiccie di meridionali verso il nord italia.
Prendendo la situazione della Lombardia, il 40% delle famiglie sono di origine meridionali con ancora forti contatti con le famiglie di origine.
Ciò significherebbe spezzare centinaia di migliaia di famiglie inutilmente e perdere sul nascere questi importanti consensi.
saluti




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