DOMENICA 24 giugno alle ore 18.00 presso lo SMASH SHOP - presentazione del libro gli AUTONOMI - con Sergio Bianchi e Vincenzo Miliucci. Organizzata da LAUT - comitati lavoratori e precari autorganizzati
La storia degli Autonomi, cioè la storia di quella galassia politica e sociale antagonista che, a vario titolo, durante la seconda metà dei ’70, ha preso forma nell’Autonomia operaia organizzata è una storia controversa, una storia fatta di tante storie, magari a volte anche conflittuali tra di loro. Una storia straordinaria con al centro una forma irriducibilmente nuova della prassi politica ed organizzativa. L’Autonomia lavora sulla ristrutturazione capitalistica, «corre lungo la linea della crisi», coglie il cambio di paradigma epocale (la fine del fordismo e l’emergere della fabbrica diffusa) tentando di piegare la ristrutturazione, di "cambiare il segno", a proprio vantaggio; comprende la centralità del territorio come spazio di conflitto e di creazione di contropotere; esalta il rifiuto del lavoro e la pratica dell’illegalità diffusa, dalla riappropriazione all’autoriduzione, dal sabotaggio alla resistenza di piazza.
Ma la lezione principale dell’Autonomia sta nella sua lettura della crisi: questa non nasce dalla catastrofe e dalla miseria ma dall’incapacità del capitale di sussumere sotto il suo comando la ricchezza delle relazioni sociali e cooperative operanti. Ed è per questo che la parola d’ordine del "rifiuto del lavoro" nell’Autonomia significava restituire potere a quel tessuto sociale, comunicativo, cooperativo, composto da conoscenze e saperi diffusi, che viveva dentro e contro la gerarchia dei rapporti sociali comandati dal lavoro salariato e che ad essa si contrapponeva. Da qui la scoperta che non può esistere solo sfruttamento in questa società, ma anche autonomia da esso e lotta: il potere non sta da una parte sola, non c’è una classe di produttori sottomessa da un’altra di produttori ma c’è un rapporto che è produttivo perché scontro di interessi in lotta ed è la forza e la soggettività del lavoro vivo stessa che produce sviluppo e crisi nel sistema capitalistico. Il potere quindi si fa doppio, il potere non si prende perchè non è un oggetto, ma si esercita perché è una relazione. Il problema quindi diventa quello della crescita e dell’arricchimento delle risorse che si presentano come "non capitale", quello del blocco della sintesi sociale di parte capitalistica, della possibilità di una sintesi diversa sul terreno della struttura delle forze produttive.
Nel tempo in cui la transizione al capitalismo postfordista si è compiuta il problema posto dall’Autonomia diviene attualissimo: come pensare il rapporto tra figure nuove del processo produttivo, ormai completamente socializzato, e l’organizzazione del conflitto? Come investire le metropoli di una nuova prassi sovversiva? Come determinare l’uscita dal paradigma della rappresentanza politica? Come pensare e praticare l’autonomia e l’autorganizzazione come modello di lotta politica del precariato diffuso e dei nuovi movimenti ? Domande su cui vorremmo avviare una riflessione collettiva, riflessione che sappia fare della memoria campo di contesa, laboratorio di conflitto. Una riflessione senza nostalgia, consegnata al presente e alle lotte che lo costituiscono.
il LAUT si riunisce tutti i mercoledì alle 21.30 presso lo smash shop di civitavecchia via bounarroti 188 info: comitatilaut@hotmail.it
http://www.rioters77.splinder.com/





Rispondi Citando
, dimmi un pò che differenze ci sono tra questo libro e quello uscito recentemente sempre sull'autonomia per DeriveApprodi?

