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Discussione: Il codice Priebke

  1. #1
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    Predefinito Il codice Priebke

    C'è sempre il rischio di urtare suscettibilità, lo so: ma a questo punto che si urtino pure, se l'alternativa è far finta di niente quando autorevoli personaggi applaudono a dei ragazzi armati di cartelli che definivano «infame» l'avvocato di Priebke mentre all'ex nazista dicevano che «Devi fare la fine di Eichmann», ossia impiccato, con le ceneri sparse per simboleggiare l'annientamento della persona.
    Mario Cervi, da galantuomo, ha già scritto quanto bastava circa i meri propositi di vendetta che animano tanti antifascisti professionali, e ha ricordato come anche Montanelli si fosse battuto perché Priebke potesse avere semplicemente un trattamento giusto, il trattamento già ottenuto da tanti assassini che non erano neppure soldati.
    Cervi non sapeva ancora che gli umori della piazza avrebbero modificato ancora una volta l'esercizio della giurisdizione.

    Il 93enne Erich Priebke non ha i diritti degli altri detenuti, non può fare fotocopie in un ufficio come tanti terroristi ora liberi, si deve acconsentire a che gli facciano le scritte sotto casa e nell'ascensore, non può rivedere la moglie, si deve processarlo due volte per lo stesso reato, deve godere di una legislazione personale:
    abbiate almeno il coraggio di dirlo.

    appunto su il Giornale di oggi

    saluti

  2. #2
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    Predefinito Il terrorista liberato da Prodi…..

    ….addestra “suicidi”

    Il filmato è arrivato ieri alle televisioni di tutto il mondo.
    Su una terra brulla, sotto un azzurro calcinato come la sabbia, assistiamo alla scena seguente. Un uomo barbuto predica ad un gruppo di giovani che agitano bandierine e tengono in pugno foglietti. Il volto di quasi tutti è mascherato con fazzoletti neri. Si alzano in piedi al comando del capo il quale posa statuario su un raffinato tappeto tramato di seta verde. È il giuramento di 300 kamikaze. Sono destinati a colpire Stati Uniti d'America, Gran Bretagna e Germania.
    Ci sono ragazzini che avranno sì e no dodici anni, il volto è glabro, il ciuffo è quello di chi non è ancora adolescente, lo sguardo si sperde quando li accarezza il padrone della loro vita.
    È il capo inturbantato e riconosciuto di Al Qaeda in Afghanistan. Ha appena ricevuto la lettera di Osama Bin Laden, il quale si congratula con lui per il meritato rango di leader combattente e lo benedice.
    Un reporter pachistano ha filmato la scena lo scorso 9 giugno. Sorpresa. Quel profeta dalla voce possente, e dal potere sconfinato sul destino di bambini mandati a crepare uccidendo, è un nostro regalo a Bin Laden.
    Si chiama Dadullah Mansoor, ed è l'omaggio gentile del governo italiano al terrorismo islamico.
    Contemporaneamente è un atroce burla ai nostri alleati che dovranno sfangarsela grazie alla squisita generosità italica.
    Mansoor, dice qualcosa? Dovrebbe. E dovrebbe far rimordere la coscienza a qualcuno.
    Trattasi di uno dei cinque per i quali Romano Prodi si è battuto affinché fossero riconsegnati alla loro giusta lotta armata. Tutto e anche di più, purché tornasse a casa trionfante e festante Daniele Mastrogiacomo.

    LA TRATTATIVA
    Fu Prodi a telefonare al presidente Karzaj. Premeva. Lo invitava a dire di sì, altrimenti - sostiene il premier di Kabul ci sarebbe stata una crisi politica in Italia. C'era di mezzo la vita di un giornalista e quella di un governo: Karzaj non poteva rifiutare, costasse pure il rischio estremo di tanti altri un domani prossimo. Quel domani prossimo è arrivato assai presto. In realtà, constatiamo che almeno per l'Italia, è stato un vero successo.
    Infatti non risulta che Dadullah Mansoor abbia spedito alcuno di questi trecento in Italia.
    In fondo ce lo meritiamo un po' di riguardo. I tedeschi, i britannici, gli americani hanno applicato altre regole, non hanno applicato gli stessi metodi da buontemponi: logico che si aggiudichino almeno qualche decina di persone votate alla strage.
    Il linguaggio è sarcastico, mi rendo conto. Ma questa storia non mi va né su né giù.
    La distruzione del Sismi ha determinato la morte di due afgani innocenti e la liberazione di cinque terroristi.
    Qualcuno si rende conto? Si era detto che Mansoor fosse stato annientato insieme al fratello maggiore, lo sceicco Dadullah, mostrato esamine, sotto un lenzuolo rosa, al mondo. Il corpo crivellato fu restituito alla famiglia che in cambio ha rilasciato non dei combattenti ma qualche impiegato con salario statale, mica son scemi quelli.
    Noi? Lasciamo perdere Tutto a posto? Va bene così?


    UN CASO APERTO
    Ieri a Kabul è stato liberato Rahmatullah Hanefi, il mediatore di Emergency il cui impegno ha permesso il rilascio di Daniele Mastrogiacomo il 19 marzo scorso. È stato giudicato innocente del cattivo andamento preso dalla vicenda che ha portato alla decapitazione di Sayed Agha e Adjmal Nashkbandi, i due lavoratori afgani di "La Repubblica". Non ha tradito, non era in combutta coi talebani. È giusto registrare con soddisfazione questo esito giudiziario della vicenda. Ma va tutto bene? Ezio Mauro, direttore del quotidiano, ha subito dichiarato: «Siamo felici.... È Repubblica che ha chiesto a Gino Strada di collaborare col governo italiano per un buon esito della vicenda Mastrogiacomo... Finalmente il caso è chiuso».
    Sarà chiuso per la Repubblica ed Emergency, che finalmente sono felici.
    Per noi no.
    Intanto apprendiamo il potere enorme di questo giornale. Decide chi deve trattare. Così sappiamo che è stata Repubblica a non volere il Sismi, prima ancora che Strada dicesse il suo mitico fuori-dai-coglioni-il-Sismi; e il governo Prodi ha accettato.
    Ecco cos'ha accettato,. Lo scopriamo nitidamente ora.
    Abbiamo restituito uno schiavista che domina con il suo potere dei bambini destinati al sacrificio.
    Ok, il prezzo è giusto?
    Risponda Ezio Mauro, se può. Risponda Romano Prodi.
    Siamo felici, il caso è chiuso?

    Renato Farina su Libero

    ps: quei poveri ragazzi non sono kamikaze.
    Questi erano soldati giapponesi che uccidevano soldati nemici, e tutti morivano in divisa.

    saluti


    saluti

  3. #3
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Ryot in Roma Visualizza Messaggio
    Priebke non pagherà mai troppo x quello ke ha fatto...guarda lo perdonerei se si scusasse x quello ke ha fatto...ma lui non si è mai "abbassato" a tanto..spero qualkuno lo colpisca con una pietra o il diavolo se lo porti via fra mille sofferenze..cmq poke rispetto a quelle ke ha fatto patire lui..vergogna x ki lo difende
    -----------------------
    Sui muri di tutta Roma l'esercito tedesco fece appendere l'avviso che entrava in vigore la legge di rappresaglia.
    Prevista da accordi internazionali.
    I "partigiani" - vestiti in borghese - uccisero parecchi militari tedeschi in un agguato.
    Come prevista scattò la rappresaglia - dura, implacabile , legittima- e Priebke l'applicò com'era suo dovere.
    Non difendo nessuno; se solo uno dei "partigiani" colpevoli dell'attentato si fosse presentato.........ora vai avanti tu.

 

 

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