Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
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    Predefinito ma siamo poi messi così male?

    Pressione fiscale

    dati grezzi

    Italia 42,3%
    Francia 45,5%
    Germania 40,3%

    nel 42,3% dell'Italia c'e' un 1,2% di giro interno ( irap e ici pagate dallo stato alle regioni )

    quindi scende a 41,1%

    se poi noi facessimo come i tedeschi di pagare nette le pensioni la p.f. scenderebbe al 39,6%

    spesa

    Italia 50,1% ( al netto rimborsi IVA auto e debiti pregressi TAV )
    Francia 53,4%
    Germania 45,6%


    deducendo la partita di giro fiscale e pensioni pagate al lordo la nostra spesa si riduce al 47,4%

    spesa primaria ( al netto interessi )

    Italia 45,5% ( al netto rimborsi IVA auto e debiti pregressi TAV )
    Francia 50,8%
    Germania 42,9%


    deducendo la partita di giro fiscale e pensioni pagate al lordo la nostra spesa primaria si riduce al 42,8%

    spesa sociale

    Italia 17,1%
    Francia 17,8%
    Germania 18,6%


    deducendo la partita di giro relativa alle pensioni pagate al lordo la nostra spesa sociale si riduce al 15,5%

    poi se qualcuno vuole paragonarsi alla Romania , faccia pure
    Il problema non è Berlusconi , il problema sono gli italiani!

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  2. #2
    Ricostruire la sinistra
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    Infatti penso che si debba aumentare la spesa per il sociale perchè gli altri Paesi grantiscono maggiori servizi e aiuti per chi si trova in difficoltà o per fare figli, aiutare le famiglie, ecc.ecc.

    Poi un'altro discorso è dire di eliminare gli sprechi inutili. Ma la spesa pubblica in per sè, deve aumentare secondo me.

  3. #3
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    ma dai furbo la pressione reale per chi le tasse le paga è al 52%.. lo hanno detto la settimana scorsa dopo che paglierini lo sosteneva da anni... quel dato al 42% tiene conto del 20% che le tasse proprio non le paga in quanto le evade...

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da *-RUDY-* Visualizza Messaggio
    ma dai furbo la pressione reale per chi le tasse le paga è al 52%.. lo hanno detto la settimana scorsa dopo che paglierini lo sosteneva da anni... quel dato al 42% tiene conto del 20% che le tasse proprio non le paga in quanto le evade...
    lo so , parlavo della pressione apparente
    poiche' tutti i paesi stimano nel pil una % di sommerso , non conoscendo quella di Francia e Germania , non ho potuto estendere il benchmarking alla pressione reale.

    Questa sara' certamente piu' alta per l'Italia ma la responsabilita non e' dei governi ma degli evasori e di COLORO CHE LI DIFENDONO.

    Approfondimenti
    Istat, da sommerso tra 16,6% e 17,7% Pil nel 2004
    L’Istat ha diffuso i dati, aggiornati al 2004, del Pil e dell’occupazione attribuibile alla parte di economia non osservata costituita dal sommerso economico. Fra il 2000 e il 2004, la crescita del volume di lavoro ha interessato prevalentemente l’occupazione regolare. Il tasso di irregolarità stimato si attesta nel 2004 intorno all’11,5% (13,3% nel 2000).


    Nel 2004, il valore aggiunto prodotto nell’area del sommerso economico è compreso tra un minimo del 16,6% del Pil (pari a circa 230 miliardi di euro) e un massimo del 17,7% (pari a circa 246 miliardi di euro). Nel 2000, la percentuale minima era pari al 17,7% e la massima al 18,8% (rispettivamente corrispondenti a circa 211 miliardi e a 225 miliardi di euro). Questa la stima dell’Istat, che ha diffuso i dati, aggiornati al 2004, del Pil e dell’occupazione attribuibile alla parte di economia non osservata costituita dal sommerso economico. Ossia da quell’attività di produzione di beni e servizi che, pur essendo legale, sfugge all’osservazione diretta in quanto connessa al fenomeno della frode fiscale e contributiva.

    I dati evidenziano, in particolare, che negli anni successivi alle regolarizzazioni degli immigrati si riduce la parte di valore aggiunto sommerso attribuibile al lavoro non regolare (compresa nell’ipotesi minima), mentre crescono altre forme di evasione (in parte comprese nell’ipotesi massima) come, ad esempio, i fuori busta o l’utilizzo improprio di forme di lavoro a carattere atipico (che spesso celano forme di elusione delle norme contrattuali e previdenziali).

    VALORE MASSIMO RAGGIUNGE 22,1% NEL TERZIARIO

    Il peso del valore aggiunto sommerso differisce in modo consistente a livello di settore di attività economica. Nell’ipotesi massima, il valore aggiunto sommerso è pari, nel 2004, al 20,5% del valore aggiunto totale del settore agricolo (5.814 milioni di euro), all’11% di quello del settore industriale (42.360 milioni di euro), mentre raggiunge il 22,1%, pari a 197.645 milioni di euro, nel terziario. L’Istat, inoltre, considera separatamente le diverse componenti della stima complessiva del valore aggiunto, riconducibili al fenomeno della frode fiscale e contributiva.

    Nel 2004, la quota del Pil imputabile all’area del sommerso economico (17,7%) è scomponibile in un 10,2% dovuto alla sottodichiarazione del fatturato ottenuto con un’occupazione regolarmente iscritta nei libri paga, al rigonfiamento dei costi intermedi, all’attività edilizia abusiva e ai fitti in nero, in un 6,4% dovuto all’utilizzazione di lavoro non regolare e in un 1,1% derivante dalla necessità di riconciliare le stime dell’offerta di beni e servizi con quelle della domanda.

    TASSO IRREGOLARITA’ LAVORO PARI A 11,5%

    Per quanto riguarda il lavoro non regolare, le nuove stime prodotte evidenziano, nel 2004, nel complesso dell’economia, circa 24 milioni e 294 mila unità di lavoro, di cui 2 milioni e 794 mila non regolari. Fra il 2000 e il 2004, la crescita del volume di lavoro ha interessato prevalentemente l’occupazione regolare, anche grazie alla crescente flessibilità dei rapporti di lavoro in termini di orario, durata e attivazione di nuove forme di contratti. Tra il 2000 e il 2004, l’input di lavoro regolare cresce del 5,9%, mentre le unità di lavoro non regolari diminuiscono del 10,2%.

    Inoltre, tra il 2002 e il 2003, un forte impulso alla crescita della regolarità lavorativa proviene dall’ultima sanatoria di legge a favore dei lavoratori extracomunitari occupati in modo non regolare (legge numero 189 del 2002). Il tasso di irregolarità (calcolato come incidenza delle unità di lavoro non regolari sul totale delle unità di lavoro), stimato dall’Istat, si attesta nel 2004 intorno all’11,5% (13,3% nel 2000). Il tasso diminuisce tra le unità di lavoro dipendenti, mentre è in leggera crescita tra quelle indipendenti: l’incidenza delle unità di lavoro non regolari dipendenti passa dal 15,4% del 2000 al 12,8% nel 2004, quella delle unità di lavoro non regolari indipendenti dall’8,5% all’8,6%.

    SETTORI PIU’ COINVOLTI AGRICOLTURA E SERVIZI

    I settori maggiormente coinvolti dall’irregolarità del lavoro sono quelli dell’agricoltura e dei servizi. In agricoltura, ad esempio, il carattere frammentario e stagionale dell’attività produttiva favorisce l’impiego di lavoratori temporanei che, in molti casi, essendo pagati a giornata non sono regolarmente registrati. Nel 2004, infatti, il tasso di irregolarità è pari al 18,3% in agricoltura (20,5% nel 2000), al 5,7% nell’industria (7,1% nel 2000) e al 13,4% nei servizi (15,3% nel 2000). All’interno del terziario, il fenomeno è particolarmente rilevante nel comparto ‘commercio, alberghi, pubblici esercizi, riparazioni e trasporti’, dove il 18,4% delle unità di lavoro risultano non registrate (19,6% nel 2000). In particolare, raggiunge il 35% negli alberghi e pubblici esercizi e il 28,8% nel trasporto merci e persone su strada.

    Più modesto e stabile nel tempo è l’impiego di unità di lavoro non regolari nel comparto ‘dell’intermediazione monetaria e finanziaria e dell’attività imprenditoriali e immobiliari’, pari al 9,5% nel 2004. Nel comparto degli ‘altri servizi’ il grado di irregolarità a livello aggregato non è particolarmente elevato e pari al 10,3%. Tuttavia, il tasso di irregolarità sale sensibilmente, attestandosi al 13,1%, se si esclude l’occupazione impiegata nella pubblica amministrazione (che è invece immune dal fenomeno). L’industria in senso stretto è solo marginalmente coinvolta dal fenomeno del lavoro non regolare: nel 2004 il tasso di irregolarità è pari al 3,8% (4,6% nel 2000); risulta più elevato rispetto alla media nel tessile e abbigliamento (9%) e nell’industria del legno (6,8%). Nelle costruzioni, il tasso di irregolarità è pari nel 2004 al 10,8%, in netta discesa rispetto al 2000 (15,2%). Anche in questo caso, come già evidenziato per il settore agricolo, il calo è da attribuire al processo di regolarizzazione dei lavoratori stranieri conclusosi a fine 2003.

    CRESCONO NEL TEMPO IRREGOLARI RESIDENTI

    L’input di lavoro non regolare, spiega l’Istat, può essere a sua volta scomposto in ulteriori tipologie occupazionali. Gli ‘irregolari residenti’ tendono a crescere nel tempo, passando da 1 milione e 540 mila unità di lavoro nel 2000 a circa 1 milione e 637 mila nel 2004. Nello stesso periodo, aumenta la loro importanza nell’ambito del lavoro non regolare (dal 49,5% al 58,6%), per effetto di un minor ricorso da parte delle imprese al lavoro degli stranieri non residenti. Gli ‘stranieri irregolari non residenti’ sono pari a circa 125 mila unità di lavoro nel 2004, in notevole calo rispetto al 2000 quando erano 656 mila. Il loro peso sulle unità di lavoro non regolari passa, dunque, dal 21,2% del 2000 al 4,5%. Le ‘attività plurime non dichiarate’ registrano invece un ritmo di crescita sostenuto: dalle 915 mila unità di lavoro del 2000 a circa 1 milione e 33 mila del 2004.


    Fonte: Labitalia

    20-06-2007
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  5. #5
    Hanno assassinato Calipari
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    quindi:

    - l'evasione è dannosa.
    - in altri paesi spendono meglio e in maniera mirata.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da furbo Visualizza Messaggio
    Pressione fiscale

    dati grezzi

    Italia 42,3%
    Francia 45,5%
    Germania 40,3%

    nel 42,3% dell'Italia c'e' un 1,2% di giro interno ( irap e ici pagate dallo stato alle regioni )

    quindi scende a 41,1%

    se poi noi facessimo come i tedeschi di pagare nette le pensioni la p.f. scenderebbe al 39,6%

    spesa

    Italia 50,1% ( al netto rimborsi IVA auto e debiti pregressi TAV )
    Francia 53,4%
    Germania 45,6%


    deducendo la partita di giro fiscale e pensioni pagate al lordo la nostra spesa si riduce al 47,4%

    spesa primaria ( al netto interessi )

    Italia 45,5% ( al netto rimborsi IVA auto e debiti pregressi TAV )
    Francia 50,8%
    Germania 42,9%


    deducendo la partita di giro fiscale e pensioni pagate al lordo la nostra spesa primaria si riduce al 42,8%

    spesa sociale

    Italia 17,1%
    Francia 17,8%
    Germania 18,6%


    deducendo la partita di giro relativa alle pensioni pagate al lordo la nostra spesa sociale si riduce al 15,5%

    poi se qualcuno vuole paragonarsi alla Romania , faccia pure
    Conti ineccepibili tranne che per un piccolissimo aspetto.
    I numeri di pressione fiscale degli altri sono calcolati con un'evasione fisiologica (5 %), i nostri con unìevasione patologica (30 %)

    P.S: SIAMO MESSI MALE !!!!

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Marco Piccinini Visualizza Messaggio
    Conti ineccepibili tranne che per un piccolissimo aspetto.
    I numeri di pressione fiscale degli altri sono calcolati con un'evasione fisiologica (5 %), i nostri con unìevasione patologica (30 %)

    P.S: SIAMO MESSI MALE !!!!
    e' vero ma non e' colpa dei governi bensi' degli evasori e chi li difende!

    le cifre di "spesa" 'poi non c'entrano con l'evasione
    Il problema non è Berlusconi , il problema sono gli italiani!

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  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da furbo Visualizza Messaggio
    e' vero ma non e' colpa dei governi bensi' degli evasori e chi li difende!

    le cifre di "spesa" 'poi non c'entrano con l'evasione
    "!e chi li difende!"., cioà, trasversalmente, la classe politica.
    Inoltre la colpa è dei Governi, perchè sanno benissimo che la Pressione fiscale reale è a livelli inaccettabili (anche senza scomodare il livello dei servizi offerti), ma si fanno scudo del dato "Apparente" per dire che, dopo tutto, le cose non sono così brutte.
    E con questo scudo, anzichè intervenire come si dovrebbe sul lato delle spese (oltre che sull'evasione fiscale), nei momenti di crisi risolvono tutto con innalzamenti temporanei della Pressione Fiscale !!!

    Lo ripeto, sei troppo buono !!!!

 

 

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