

Ora non prendiamo fischi per fiaschi.
È vero che Aldo Moro, in quanto terminale di certi interessi petroliferi, perseguiva una buona politica internazionale (che comunquie nulla aveva a che fare con il concetto di sovranità). Ed è altrettanto vero che il Mossad partecipò alla sua eliminazione.
Ciò detto non facciamone un martire né un eroe.
Era anche l'uomo del compromesso storico, uno dei tanti che preparavano le forche contro di noi, un alleato del Pci nonché un voltagabbana del Ventennio e un piagnone in cattività.
Sostenere che il Mossad lo abbia voluto eliminare per la politica filo-araba (e sostenere che solo lui e Mattei, altro filo-arabo sono i politici eliminati in Italia) è una cosa. Sostenere che ci sia da piangere sulla sua sorte è un'altra.
Io, francamente, non mi associo e preferisco ricordarlo con Gaber "Aldo Moro, con tutta la Democrazia Cristiana resta il responsabile di trent'anni di cancrena italiana. Aldo Moro resta quella faccia che era!"
Chiaro, ma nella contrapposizione tra interesse nazionale e ingerenza americana, non c'è paragone con i Partiti odierni.Ciò detto non facciamone un martire né un eroe


Sicuramente. Ma non per meriti specifici di Moro. Il golpe israeliano (strategia della tensione), la caduta del Muro e tangentopoli ne sono state le cause.
Ciò detto è chiaro che la politica estera difesa da Moro a me sta parzialmente bene, ma questo non m'intenerisce della sua sorte né mi rende simpatico il personaggio.


Considero Aldo Moro una vittima interna alle lotte di potere antifasciste. E' stata la storia dei rapporti DC-PCI e del compromesso storico ad uccidere Aldo Moro, molto più che Prospero Gallinari, il quale è stato soltanto l'esecutore materiale, non di un complotto si intende, ma la mano della Storia.... Non ne piango la morte, in alcun modo. Vero che Moro fu fascista (fu forse premiato a qualche littoriale o concorso universitario addirittura con un testo sulla razza...ma occorre controllare). Vero che Moro, attraverso Sereno Freato, aveva interessi petroliferi, ovviamente per il partito, non penso per lui. Umanamente, penso che abbia sofferto però come un cane ed abbia a lungo meditato su tutto il male che lui e i suoi amici democristiani e comunisti avevano fatto all'Italia. Alla fine ho apprezzato il suo terribile anatema lanciato alla classe democristiana (anticipò Tangentopoli...) ed il fatto che abbia dichiarato, in punto di morte, di uscire dalla DC.


In effetti, Moro rappresentò la vittima di uno scontro intestino al Sistema... da cui uscì vincente la parte peggiore del Sistema stesso. Su questo penso ci sia poco da dire.
Su Enrico Mattei si può dire tutto quel che si vuole, che anche lui magari rientrava nei giochi interni al potere... MA AVERCENE, di Mattei.






Io so. Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato golpe (e che in realtà è una serie di golpes istituitasi a sistema di protezione del potere).
Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969.
Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974.
Io so i nomi del "vertice" che ha manovrato, dunque, sia i vecchi fascisti ideatori di golpes, sia i neofascisti autori materiali delle prime stragi, sia, infine, gli "ignoti" autori materiali delle stragi più recenti.
Io so i nomi che hanno gestito le due differenti, anzi opposte, fasi della tensione: una prima fase anticomunista (Milano 1969), e una seconda fase antifascista (Brescia e Bologna 1974).
Io so i nomi del gruppo di potenti che, con l'aiuto della Cia (e in second'ordine dei colonnelli greci e della mafia), hanno prima creato (del resto miseramente fallendo) una crociata anticomunista, a tamponare il 1968, e, in seguito, sempre con l'aiuto e per ispirazione della Cia, si sono ricostituiti una verginità antifascista, a tamponare il disastro del referendum.
Io so i nomi di coloro che, tra una messa e l'altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali (per tenere in piedi, di riserva, l'organizzazione di un potenziale colpo di Stato), a giovani neofascisti, anzi neonazisti (per creare in concreto la tensione anticomunista) e infine ai criminali comuni, fino a questo momento, e forse per sempre, senza nome (per creare la successiva tensione antifascista).
Pier Paolo Pasolini
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