L'Opinione: Prima che sia troppo tardi, ridateci il pallone Il calcio non è più lo sport maggiormente praticato dagli italiani: l'inizio della fine?
dcmaxversion = 9dcminversion = 6DoOn Error Resume Nextplugin = (IsObject(CreateObject("ShockwaveFlash.ShockwaveFl ash." & dcmaxversion & "")))If plugin = true Then Exit Dodcmaxversion = dcmaxversion - 1Loop While dcmaxversion >= dcminversion
In questi giorni in cui sembra esistere solo il mercato una notizia che probabilmente passerà sotto silenzio dovrebbe far riflettere: il calcio ha smesso di essere lo sport più praticato dagli italiani, e a rubargli lo scettro sono stati ginnastica, aerobica e fitness. Il male che sta attanagliando quello che un tempo veniva considerato il gioco più bello del mondo ha radici profonde e lontane, e questa notizia non fa che confermare le difficoltà con cui il movimento calcistico nazionale deve convivere da ormai troppo tempo.
Basta andare a guardare una partita di calcio giovanile, per capire come mai spesso un genitore orienta i propri figli verso altri sport: arbitri costantemente presi di mira, agonismo e competizione esasperati in maniera folle, culto della vittoria a tutti i costi, ventidue bambini che spinti da chi gli sta intorno sono pronti a tutto pur di sconfiggere gli avversari e di conquistare il risultato, il fine, con ogni mezzo lecito e illecito.
Sono lontani i tempi in cui i ragazzini appena usciti da scuola improvvisavano "partitelle" che duravano ore interminabili, su campi improbabili fatti il più delle volte di asfalto, con le cartelle messe come pali, senza tatticismi, allenatori e costosissime strutture da mille e una notte, ma con una voglia matta e irrefrenabile di divertirsi, di giocare, di passare qualche ora insieme, solo con l'obiettivo di far rotolare una palla il più a lungo possibile.
Sono lontani i tempi in cui il calcio era solo un gioco, e il pallone rappresentava per ogni bambino l'amico più fedele, il compagno inseparabile, dispensatore di svago, sogni e spensieratezza. Ora è tutto schematico, veloce, selettivo. Anche per i bambini la prima cosa è la tattica, chi è un pò meno bravo degli altri il più delle volte viene allontanato (come se tutti avessero l'obbligo di diventare professionisti) e non c'è tempo per sognare, bisogna correre, la giostra gira, e chi rimane indietro è perduto.
Questo non è più calcio, questo con il gioco più bello del mondo non ha niente a che vedere. Tenetevi lo stress, gli scandali, la tattica e il culto della vittoria a tutti i costi, tenetevi tra i professionisti calciatori miliardari e patinati, tenetevi tutto quello che sta portando il movimento all'autodistruzione ma almeno ai più piccoli ridate il pallone: prima che sia troppo tardi, prima che il calcio cominci davvero a perdere quell'interesse sociale che lo ha sempre fatto essere lo sport più amato dagli italiani. A quel punto il processo di distruzione sarebbe completo, e il pianto tipico dei coccodrilli risulterebbe veramente insopportabile.
Roberto Arduini




Rispondi Citando

