qualcuno sà da dove salta fuori sto sito..?
e soprattutto se è attendibile...
L’opposizione alla tecnocrazia che Putin rappresenta, quella che in sintesi vuole creare un polo economico/politico in concorrenza, e non più in antagonismo con gli Usa, da battaglia politica sulle questioni inerenti lo “scudo militare” e la ridefinizione dell’equilibrio strategico nell’intero est Europa. Non è un film già visto, né una replica del dopo Yalta. A duellare sopra, e dentro, le teste delle popolazioni, e al loro interno, prima erano le idee, il comunismo da una parte, il capitalismo dall’altra, in guerra permanente, ora invece che la legge è diventata “di mercato”, e quest’ultimo sovrasta ogni normativa, lo scontro è tra lobby nazionali o transnazionali, tra cordate di operatori pubblici e privati che travalicano i confini nazionali, gli spazi reali dell’accumulazione finanziaria, in una dimensione sempre più virtuale, ma comunque con ricadute negative, sempre più pesanti, sul territorio e con effetti devastanti sul proletariato. Gli star games, in cui l’Europa sta giocando il doppio ruolo di alleata statunitense e cliente russa, si svolgono ormai in completa tranquillità, senza più quelle proteste antiglobalizzazione che avevano caratterizzato i meeting internazionali fino al 2003.
L’opposizione comunista, quella dei padri ispiratori, sembra crescere e trovare consensi tra il proletariato agrario e cittadino. Ma non è la sola. A scendere in piazza, contro Putin, l’ex uomo dell’intelligence russa, è la componente dell’estrema destra, la cui storia, spesso ignorata, ritorna agli occhi per la proposizione di simboli, stampati sulle bandiere e sulle toppe portate dai militanti, in antitesi. Da una parte l’esperienza del bolscevismo, dall’altro quello dei nazionalismi ed in particolare, il filo conduttore, va ricercato nella Germania nazista pre “notte dai lunghi coltelli” .................................
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