Risultati da 1 a 5 di 5
  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    18 Apr 2009
    Messaggi
    6,752
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Confessioni Di Un Nostalgico

    ricevo ed inoltro


    di Gianfredo Ruggiero

    C'è stato un periodo, nella nostra storia recente, in cui i nostri nonni potevano dimenticarsi la porta aperta e dormire con le finestre spalancate. Ora, invece, siamo costretti a barricarci in casa con allarmi e porte blindate.

    Allora si poteva passeggiare fino a notte fonda senza temere nulla e non c’erano, come adesso, telecamere ad ogni angolo di strada, carabinieri, polizia, vigili e vigilantes (un vero esercito). Per ritirare la pensione la nonna non aveva bisogno della scorta armata, bastava il nipotino.

    Le piazze e le strade erano dei cittadini e non delle prostitute, degli spacciatori e dei balordi d’ogni specie ed etnia.

    Il pugno duro del regime costrinse cosa nostra a traslocare in America dove, non a caso, trovò terreno fertile per prosperare e prepararsi a tornare in Patria con i liberatori. Alla mafia nostrana, che a liberazione avvenuta riprese il controllo d’ampie zone del nostro Paese, si sono aggiute quella cinese, russa, albanese, ecc.

    Bastavano poche carceri per punire i delinquenti e la giustizia ordinaria funzionava davvero (per non inquinarla furono istituiti i tribunali speciali per giudicare i reati connessi alla politica).

    I servitori dello Stato, è vero, erano privilegiati, ma sentivano la responsabilità del ruolo svolto e rispondevano col massimo impegno e se meritevoli facevano carriera. Provate ora ad andare in un qualsiasi ufficio pubblico e vi accorgerete come lo Stato non faccia differenza tra un dipendente coscienzioso ed uno lavativo.

    I giovani venivano educati al senso civico, all’amor di Patria, al rispetto per il prossimo e al cameratismo. Sapevano cos’era il sacrificio e lo sport era il loro principale svago. Ora invece…..lasciamo perdere!

    Le famiglie - e per famiglie intendiamo quelle vere e non i surrogati gay - facevano figli perchè lo Stato le sosteneva con Istituiti, molti dei quali poi abrogati, come l’Opera Nazionale Maternità e Infanzia, gli assegni familiari, le case popolari, le colonie per i figli degli operai, ecc.

    Le famiglie povere facevano sacrifici per istruire i loro figli, ma avevano la certezza che una volta conquistato (si, conquistato perché allora si studiava sul serio) il tanto agognato “pezzo di carta” i loro figlioli avevano un futuro certo e se non avevano voglia di studiare un posto da muratore, operaio o contadino per loro si trovava. Ora ci sono gli stranieri che sono preferiti agli italiani perché lavorano meglio, costa meno e gli si può chiedere qualunque cosa che loro rispondono – per adesso - si badrone!

    Le Aziende non avevano bisogno del lavoro usa e getta e della mano d’opera extracomunitaria per crescere. Anzi, sia imprenditori che operai avevano uno stimolo in più per dare il meglio di sé: fare grande l’Azienda per fare grande l’Italia. Ora, col pretesto della globalizzazione, si persegue solo l’obiettivo del massimo profitto e si considerano gli operai alla stregua di articoli di magazzino, da usare quando servono e da dismettere quando diventano un costo.

    Le fabbriche producevano - in Italia e con lavoratori italiani - di tutto e l’agricoltura ci assicurava l’autosufficienza alimentare. Ricordate la tanto sbeffeggiata campagna per il grano? E’ servita a ridurre la nostra dipendenza dall’estero. Adesso, in nome del libero mercato, importiamo di tutto, perfino i pomodori dalla Cina e gli agrumi da Israele e, nel contempo, distruggiamo le nostre arance pur essendo le migliori del mondo.

    Si costruivano autostrade, ferrovie e intere città rispettando tempi e costi, si bonificavano paludi e s’istituivano parchi nazionali. Ora, non siamo neppure capaci di togliere la spazzatura dalle strade di Napoli, ma in compenso costruiamo ospedali e strutture pubbliche a costi esorbitanti per poi abbandonarli, come ci documenta “striscia la notizia”. Per un semplice raccordo autostradale ci voglio decenni, i nostri pendolari sono ammassati in vagoni fatiscenti o costretti ad alzarsi all’alba per prevenire il traffico.

    Quando ci fu la crisi economica scatenata dal crollo di Wall Street del ’29 e tutte le economie occidentali di stampo capitalista crollarono miseramente, l’Italia rimase in piede, grazie al vasto piano di opere pubbliche varato dal governo e allo stato sociale fascista (poi scimmiottato da Rooswelt con il cosiddetto New Deal) e a importati istituiti come l’IRI, l’IMI e il CNR che hanno aiutato le aziende italiane a migliorarsi e a superare la crisi internazionale.

    Non tenere conto di quanto di positivo fu realizzato durante il famigerato ventennio per paura che il Duce possa risuscitare o ripresentarsi sotto mentite spoglie, in un momento “difficile” come quello attuale, non è solo da stolti presuntuosi: è da criminali.

    Qui non si tratta di riscrivere la storia ma di studiarla per trarne benefici, tenendo ben presente che l’alternativa non è tra libertà e dittatura, come vorrebbero farci credere i nostri politici e i tanti che in questo sistema ci sguazzano, ma tra una democrazia fallimentare ed una che funziona.

    Il fascismo che vogliamo ricordare non è quello della guerra persa o della lotta fratricida che hanno portato morte e distruzione, questo lo sappiamo già, ci viene ricordato con ossessione da sessant’anni, quello che vogliamo ricordare è il fascismo che ha modernizzato un Paese arretrato. Un Paese, l’italietta giolittiana, che costringeva le sue braccia ad emigrare, un Paese privo di servizi pubblici, dove la scuola era confessionale o riservata ai ricchi e la sanità esclusivamente privata. Un Paese dove vigeva il lavoro minorile e gli operai non avevano né pensione, né liquidazione e se si ammalavano si dovevano arrangiare. Questa era l’Italia prefascista.

    E’ vero il fascismo si affermò con i manganelli e l’olio di ricino, ma quale rivoluzione avvenne senza un minimo di violenza? Pensiamo alla madre di tutte le rivoluzioni, quella francese, da cui nacquero le attuali democrazie capitaliste, cosa fu se non un’immensa carneficina? Pensiamo alla rivoluzione bolscevica con il suo corollario d’orrori, per non parlare delle stragi partigiane che hanno accompagnato la lotta di liberazione e le nefandezze dei Savoia nel sud d’Italia in epoca risorgimentale.

    E’ vero fu una dittatura, ma che razza di dittatore fu questo Mussolini se per rimanere al potere non ebbe bisogno di campi di concentramento, fosse comuni e deportazioni di massa? Che invece di fucilare i suoi oppositori, come facevano i suoi colleghi Hitler e Stalin, li mandava al confino trovandogli casa e passandogli un vitalizio? E permetteva a Gramsci, uno dei pochissimi avversari incarcerati, di scrivere i suoi libri contro il regime e di assisterlo, quando si ammalò, in una clinica privata a spese dello Stato?

    Gli si rinfaccia di essere entrato in guerra (poteva forse restarne fuori?), ma adesso, dopo sessant’anni, siamo forse in pace? Non vi è angolo del mondo senza guerre, ingiustizie, fame e miseria. Grazie anche alle ingerenze “umanitarie” dell’occidente (vedi Iraq e Afghanistan) e alle multinazionali degli armamenti che non tifano certo per la pace.

    E’ vero Mussolini fece molti errori, come l’anacronistica guerra coloniale, le vergognose leggi razziale e la guerra persa affianco di un alleato che non volle scaricare quando le vicende belliche volsero al peggio, ma pagò. Con la vita e con lo scempio del suo corpo.

    Quanti dei responsabili dello sfacelo in cui si trova oggi l’Italia stanno pagando per la loro incapacità e bramosia di potere?

    Ed ora, che le vestali dell'antifascismo si scatenino pure!

    Gianfredo Ruggiero, presidente Excalibur

  2. #2
    Celibano
    Data Registrazione
    31 May 2007
    Località
    Emilia
    Messaggi
    619
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da delmo Visualizza Messaggio
    ricevo ed inoltro


    di Gianfredo Ruggiero

    C'è stato un periodo, nella nostra storia recente, in cui i nostri nonni potevano dimenticarsi la porta aperta e dormire con le finestre spalancate. Ora, invece, siamo costretti a barricarci in casa con allarmi e porte blindate.

    Allora si poteva passeggiare fino a notte fonda senza temere nulla e non c’erano, come adesso, telecamere ad ogni angolo di strada, carabinieri, polizia, vigili e vigilantes (un vero esercito). Per ritirare la pensione la nonna non aveva bisogno della scorta armata, bastava il nipotino.

    Le piazze e le strade erano dei cittadini e non delle prostitute, degli spacciatori e dei balordi d’ogni specie ed etnia.

    Il pugno duro del regime costrinse cosa nostra a traslocare in America dove, non a caso, trovò terreno fertile per prosperare e prepararsi a tornare in Patria con i liberatori. Alla mafia nostrana, che a liberazione avvenuta riprese il controllo d’ampie zone del nostro Paese, si sono aggiute quella cinese, russa, albanese, ecc.

    Bastavano poche carceri per punire i delinquenti e la giustizia ordinaria funzionava davvero (per non inquinarla furono istituiti i tribunali speciali per giudicare i reati connessi alla politica).

    I servitori dello Stato, è vero, erano privilegiati, ma sentivano la responsabilità del ruolo svolto e rispondevano col massimo impegno e se meritevoli facevano carriera. Provate ora ad andare in un qualsiasi ufficio pubblico e vi accorgerete come lo Stato non faccia differenza tra un dipendente coscienzioso ed uno lavativo.

    I giovani venivano educati al senso civico, all’amor di Patria, al rispetto per il prossimo e al cameratismo. Sapevano cos’era il sacrificio e lo sport era il loro principale svago. Ora invece…..lasciamo perdere!

    Le famiglie - e per famiglie intendiamo quelle vere e non i surrogati gay - facevano figli perchè lo Stato le sosteneva con Istituiti, molti dei quali poi abrogati, come l’Opera Nazionale Maternità e Infanzia, gli assegni familiari, le case popolari, le colonie per i figli degli operai, ecc.

    Le famiglie povere facevano sacrifici per istruire i loro figli, ma avevano la certezza che una volta conquistato (si, conquistato perché allora si studiava sul serio) il tanto agognato “pezzo di carta” i loro figlioli avevano un futuro certo e se non avevano voglia di studiare un posto da muratore, operaio o contadino per loro si trovava. Ora ci sono gli stranieri che sono preferiti agli italiani perché lavorano meglio, costa meno e gli si può chiedere qualunque cosa che loro rispondono – per adesso - si badrone!

    Le Aziende non avevano bisogno del lavoro usa e getta e della mano d’opera extracomunitaria per crescere. Anzi, sia imprenditori che operai avevano uno stimolo in più per dare il meglio di sé: fare grande l’Azienda per fare grande l’Italia. Ora, col pretesto della globalizzazione, si persegue solo l’obiettivo del massimo profitto e si considerano gli operai alla stregua di articoli di magazzino, da usare quando servono e da dismettere quando diventano un costo.

    Le fabbriche producevano - in Italia e con lavoratori italiani - di tutto e l’agricoltura ci assicurava l’autosufficienza alimentare. Ricordate la tanto sbeffeggiata campagna per il grano? E’ servita a ridurre la nostra dipendenza dall’estero. Adesso, in nome del libero mercato, importiamo di tutto, perfino i pomodori dalla Cina e gli agrumi da Israele e, nel contempo, distruggiamo le nostre arance pur essendo le migliori del mondo.

    Si costruivano autostrade, ferrovie e intere città rispettando tempi e costi, si bonificavano paludi e s’istituivano parchi nazionali. Ora, non siamo neppure capaci di togliere la spazzatura dalle strade di Napoli, ma in compenso costruiamo ospedali e strutture pubbliche a costi esorbitanti per poi abbandonarli, come ci documenta “striscia la notizia”. Per un semplice raccordo autostradale ci voglio decenni, i nostri pendolari sono ammassati in vagoni fatiscenti o costretti ad alzarsi all’alba per prevenire il traffico.

    Quando ci fu la crisi economica scatenata dal crollo di Wall Street del ’29 e tutte le economie occidentali di stampo capitalista crollarono miseramente, l’Italia rimase in piede, grazie al vasto piano di opere pubbliche varato dal governo e allo stato sociale fascista (poi scimmiottato da Rooswelt con il cosiddetto New Deal) e a importati istituiti come l’IRI, l’IMI e il CNR che hanno aiutato le aziende italiane a migliorarsi e a superare la crisi internazionale.

    Non tenere conto di quanto di positivo fu realizzato durante il famigerato ventennio per paura che il Duce possa risuscitare o ripresentarsi sotto mentite spoglie, in un momento “difficile” come quello attuale, non è solo da stolti presuntuosi: è da criminali.

    Qui non si tratta di riscrivere la storia ma di studiarla per trarne benefici, tenendo ben presente che l’alternativa non è tra libertà e dittatura, come vorrebbero farci credere i nostri politici e i tanti che in questo sistema ci sguazzano, ma tra una democrazia fallimentare ed una che funziona.

    Il fascismo che vogliamo ricordare non è quello della guerra persa o della lotta fratricida che hanno portato morte e distruzione, questo lo sappiamo già, ci viene ricordato con ossessione da sessant’anni, quello che vogliamo ricordare è il fascismo che ha modernizzato un Paese arretrato. Un Paese, l’italietta giolittiana, che costringeva le sue braccia ad emigrare, un Paese privo di servizi pubblici, dove la scuola era confessionale o riservata ai ricchi e la sanità esclusivamente privata. Un Paese dove vigeva il lavoro minorile e gli operai non avevano né pensione, né liquidazione e se si ammalavano si dovevano arrangiare. Questa era l’Italia prefascista.

    E’ vero il fascismo si affermò con i manganelli e l’olio di ricino, ma quale rivoluzione avvenne senza un minimo di violenza? Pensiamo alla madre di tutte le rivoluzioni, quella francese, da cui nacquero le attuali democrazie capitaliste, cosa fu se non un’immensa carneficina? Pensiamo alla rivoluzione bolscevica con il suo corollario d’orrori, per non parlare delle stragi partigiane che hanno accompagnato la lotta di liberazione e le nefandezze dei Savoia nel sud d’Italia in epoca risorgimentale.

    E’ vero fu una dittatura, ma che razza di dittatore fu questo Mussolini se per rimanere al potere non ebbe bisogno di campi di concentramento, fosse comuni e deportazioni di massa? Che invece di fucilare i suoi oppositori, come facevano i suoi colleghi Hitler e Stalin, li mandava al confino trovandogli casa e passandogli un vitalizio? E permetteva a Gramsci, uno dei pochissimi avversari incarcerati, di scrivere i suoi libri contro il regime e di assisterlo, quando si ammalò, in una clinica privata a spese dello Stato?

    Gli si rinfaccia di essere entrato in guerra (poteva forse restarne fuori?), ma adesso, dopo sessant’anni, siamo forse in pace? Non vi è angolo del mondo senza guerre, ingiustizie, fame e miseria. Grazie anche alle ingerenze “umanitarie” dell’occidente (vedi Iraq e Afghanistan) e alle multinazionali degli armamenti che non tifano certo per la pace.

    E’ vero Mussolini fece molti errori, come l’anacronistica guerra coloniale, le vergognose leggi razziale e la guerra persa affianco di un alleato che non volle scaricare quando le vicende belliche volsero al peggio, ma pagò. Con la vita e con lo scempio del suo corpo.

    Quanti dei responsabili dello sfacelo in cui si trova oggi l’Italia stanno pagando per la loro incapacità e bramosia di potere?

    Ed ora, che le vestali dell'antifascismo si scatenino pure!

    Gianfredo Ruggiero, presidente Excalibur

    Tutto vero, onore al DUCE!

  3. #3
    Cattolico Tradizionalista
    Data Registrazione
    19 May 2004
    Località
    Provincia di Lecce - Il mondialismo è una statua di cera, Lady U$A non mi farò mai ammagliare dalla tua bandiera
    Messaggi
    13,145
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    E’ vero Mussolini fece molti errori, come l’anacronistica guerra coloniale, le vergognose leggi razziale e la guerra persa affianco di un alleato che non volle scaricare quando le vicende belliche volsero al peggio, ma pagò. Con la vita e con lo scempio del suo corpo.
    Totalmente in disaccordo!
    Il non tradire l'alleanza con Hitler non è una nota di demerito, anzi!!!!
    Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui.

  4. #4
    email non funzionante
    Data Registrazione
    28 Mar 2002
    Località
    estremo occidente
    Messaggi
    15,083
     Likes dati
    0
     Like avuti
    6
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da delmo Visualizza Messaggio
    ricevo ed inoltro


    di Gianfredo Ruggiero
    leggere e meditare. Sono cose talmente evidenti, che spesso non vi riflettiamo abbastanza.

  5. #5
    Boh..
    Data Registrazione
    27 Jan 2006
    Messaggi
    2,418
     Likes dati
    0
     Like avuti
    3
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Non condivido il discorso sulla guerra. Per il resto l'articolo è perfetto!
    Interessante il discorso sulle rivoluzioni e sulla Gioventù!
    Da far leggere a chi demonizza il fascismo dicendo le classiche frasi insensate come questa:
    "Gli americani ci hanno liberato, se c'erano i tedeschi facevamo una brutta fine"etc..!

 

 

Discussioni Simili

  1. CONFESSIONI DI UN NOSTALGICO
    Di Ringhio nel forum Cronaca
    Risposte: 23
    Ultimo Messaggio: 26-04-12, 16:03
  2. Sono Un Nostalgico!!!
    Di nardone nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 09-12-07, 03:36
  3. Confessioni di un nostalgico
    Di EXCALIBUR (POL) nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 109
    Ultimo Messaggio: 22-08-07, 20:11
  4. Confessioni Di Un Nostalgico
    Di ribelle88 nel forum Destra Radicale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 27-06-07, 02:43
  5. L'esaltazione del Nostalgico
    Di TrulloNero nel forum Destra Radicale
    Risposte: 6
    Ultimo Messaggio: 28-03-07, 23:08

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito