Roma. La poltrona più alta della Corte di cassazione è ancora vacante, nonostante siano passati otto mesi dal pensionamento dell’ex presidente, Nicola Marvulli.
E’ la prima volta che la suprema corte rimane priva di guida per così lungo tempo.
Ma gli sviluppi di una vicenda che si protrae dal dicembre scorso hanno evidenziato che tutto avrebbe potuto essere evitato applicando logiche da manuale anziché da corporazione.
Già primo presidente aggiunto della Corte di cassazione, Vincenzo Carbone sarebbe divenuto naturalmente presidente, ma soltanto se l’equilibrio politicoculturale che contraddistingue il Csm non avesse influenzato la decisione.
Così non è stato, con dodici voti favorevoli, dodici contrari e un astenuto, la candidatura è stata bocciata.
Carbone si è rivolto al Tar del Lazio, che gli ha dato ragione.
Due giorni fa anche il Consiglio di stato si è espresso in difesa del magistrato-professore, vittima designata di un plenum pomeridiano presieduto dal capo dello stato, Giorgio Napolitano, che degenerò in una notte dei lunghi coltelli.
Per molti quella notte non si è ancora conclusa, nonostante entrambi gli organi non abbiano ritenuto fondata la motivazione con cui il Csm ha bloccato la nomina.
Al magistrato è stata contestata una docenza all’Università di Napoli, svolta senza chiedere l’autorizzazione.
Ma come spiega al Foglio Sergio Fois, ex componente laico del Consiglio superiore della magistratura e docente universitario, “l’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento”.
Dunque “non può essere una fonte paranormativa (cioè una circolare del Csm, ndr), per così dire, a limitare un diritto inviolabile della libertà di manifestazione del pensiero”.
Quando accade questo, dice Fois, “inevitabilmente c’è dell’altro”.
Vincenzo Carbone sarebbe vittima di una sua mancata presa di posizione, chiara politicamente e culturalmente: all’interno del Consiglio, spiega Fois, si rispettano più gli equilibri politici che le libertà individuali.
Decisiva per la bocciatura è stata la decisione compatta di Magistratura indipendente.
A favore di Carbone votarono i sei togati di Unicost, i tre laici vicini al polo (Michele Saponara, Ugo Bergamo e Gianfranco Anedda), i due laici vicini al centrosinistra (Vincenzo Siniscalchi e Letizia Vacca).
Contro hanno votato i quattro togati di Magistratura democratica, i tre del Movimento per la giustizia, i tre di Magistratura indipendente e due laici del centrosinistra (Lauro Volpi e Celestina Tinelli).
Il parere dell’ex Fois, che al Csm è stato dal ’94 al ’98, è che ci sarebbe bisogno di una riserva di legge che intervenga nel merito e sul merito:
“Non si può lasciare che queste decisioni vengano influenzate da criteri di prudenza che non sono più quelli derivanti da principi costituzionali, perché quello che è successo, per usare la terminologia che divide Aristotele da Platone, diventa un brutto caso di governo degli uomini e non di governo delle leggi”, spiega.
Secondo i giudici amministrativi, non c’è alcun bisogno di chiedere permessi per insegnare nelle università, ma nonostante questo Vincenzo Carbone è stato due volte vittima di un procedimento disciplinare e assolto in entrambi i casi dagli stessi organismi di Palazzo dei Marescialli.
Ora, dopo i due pronunciamenti del Tar e del Consiglio di stato –entrambi spiegano che l’attività di insegnamento non danneggia il prestigio dell’Ordine giudiziario –, il Csm si trova di fronta a un bivio: o nomina Carbone presidente della Cassazione oppure respinge di nuovo la candidatura.
Ma non potrà mai più usare più questa argomentazione.
Un gesto che Fois considera “illegittimo e gravemente incostituzionale, perché nessuna corporazione può permettersi di violare una libertà costituzionale inappellabile come quella esercitata da Carbone”.
Un altro braccio di ferro con il Csm è stato vinto invece da Corrado Carnevale, che ieri ha ripreso a svolgere l’attività giudiziaria dopo sei anni di allontanamento.
Era stato considerato un magistrato accomodante con Cosa nostra, l’“ammazzasentenze”, ma poi è stato assolto dalle accuse. Ieri è stata la prima giornata per lui.
Come aveva richiesto, è stato assegnato alla prima sezione civile.
saluti




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