Mi pare un pò limitante, nel giudicare un personaggio della caratura di Pasolini, dover scegliere tra tre mere definizioni da associargli. L'indifferenza nei confronti dello scrittore che, per motivi tra i più disparati, ancora oggi fa tanto discutere è un sentimento che una persona con coscienza non può provare. E' da considerarsi una merda nella misura in cui è stato un pederasta con inclinazioni alla pedofilia, innegabile che sfruttava il degrado sociale delle periferie (di cui è stato oltretutto un attento studioso) alimentando la prostituzione omosessuale di adolescenti. Ciò non toglie che alcuni suoi spunti siano lodevoli, mi riferisco principalmente agli attenti e sopraffini giudizi critici che aveva nei confronti di una società borghese che non ha mai esitato a definire in fase di decadenza.
"Io sono una forza del Passato.
Solo nella tradizione è il mio amore.
Vengo dai ruderi, dalle Chiese,
dalle pale d'altare, dai borghi
dimenticati sugli Appennini o le Prealpi,
dove sono vissuti i fratelli.
Giro per la Tuscolana come un pazzo,
per l'Appia come un cane senza padrone.
O guardo i crepuscoli, le mattine
su Roma, sulla Ciociaria, sul mondo,
come i primi atti della Dopostoria,
cui io sussisto, per privilegio d'anagrafe,
dall'orlo estremo di qualche età
sepolta. Mostruoso è chi è nato
dalle viscere di una donna morta.
E io, feto adulto, mi aggiro
più moderno d'ogni moderno
a cercare i fratelli che non sono più".