La Cisl apre: "Disponibili agli scalini"
Damiano: "Importante passo avanti"
Bonanni: "Ma se non si trova l'accordo si va alla mobilitazione"
La Cisl apre: "Disponibili agli scalini"<br>Damiano: "Importante passo avanti"
ROMA - Quella lettera non gli è piaciuta. E non è piaciuta neache alla Cisl. Quell'affondo dei quattro ministri della sinistra radicale a Padoa Schioppa, quell'avviso a Prodi ("così non va"), non l'ha capito. E non ne fa mistero. "Le trattative con le parti sociali e il sindacato sono cominciate il 29 marzo, forse qualcuno non se n'è accorto" dice secco il ministro del Lavoro Cesare Damiano. Un evidente riferimento a chi si dice "preoccupato" dell'atteggiamento di Padoa Schioppa con le parti sociali. Alla sinistra radicale che vede nel "tesoretto" e nel Dpef, l'occasione per spostare la linea politica dell'esecutivo. Ma la missiva non trova sponda neanche nel sindacato. Durissimo il giudizio della Cisl: "Quei ministri rovinano il clima, Prodi faccia chiarezza e rappresenti una posizione unica" dice il segretario generale Raffaele Bonanni.
Damiano cita i risultati ottenuti. Racconta di trattative "che hanno già prodotto dei risultati", come la decisione del governo di destinare 1 miliardo e 300 milioni di euro "alla rivalutazione delle pensioni più basse". Segnali concreti di attenzioni alle classi più povere. Gli stessi che la sinistra radicale invoca da tempo. Ma non solo. Anche sull'abolizione dello "scalone" (con la riforma Maroni dal primo gennaio 2008 i lavoratori andranno in pensione 60 anni di età e 35 di contributi) il ministro incalza. E se da sinistra ne chiedono l'abolizione, Damiano parla solo di "ammorbidimento". Il problema sono le risorse, è chiaro. "Dobbiamo trovare di nuove, oltre ai 2 miliardi e mezzo che abbiamo già stanziato". Dove? "Potrebbero arrivare da risparmi nel sistema" ipotizza il ministro diessino. Rimandando ogni discussione al consiglio dei ministri che si terrà lunedì a palazzo Chigi. Allora Romano Prodi dovrà cercare una sintesi tra lo scalpitare della sinistra estrema e il "rigore" di Padoa Schioppa. "Si tratta di prendere sempre decisioni collegiali e l'ultima parola spetta al presidente del Consiglio" taglia corto Damiano. Che rieccheggia nel suo ragionamento il famoso "dodecalogo" nato all'indomani della crisi sull'Afghanistan. Un insieme di regole che partiva da un presupposto: più collegialità dentro al governo. E dall'opposizione il leghista Roberto Calderoli taglia corto: "La lettera dei ministri apre la crisi di governo.D 'ora in poi, ogni volta che parlerà il governo in Parlamento, il Senato vorrà votare un documento per sapere se esista o meno una maggioranza e come si intenda risolvere la crisi di governo".
Il clima, dunque, resta teso. E oggi, dalle colonne dell'Unità, il segretario della Cgil Guglielmo Epifani definisce Padoa Schioppa "un tecnocrate più che un politico". Ammonendo: "Se martedì prevale la sua linea di Padoa-Schioppa l'accordo non si fa. Non ci sono altri margini di manovra". Mentre Bonanni avverte: "Martedì andiamo per trovare una soluzione. Ma il governo dica una parola e sia una parola sola. La Cisl è disposta anche agli scalini, pur di superare la vicenda". Parole che il ministro Damiano apprezza: "E' un importante passo in avanti".
Bonanni lancia un appello alla distensione del clima. Chiede di superare "il dibattito asfittico" sulle questioni sociali. Apprezza "i toni sereni" dell'opposizione e chiede "convergenze su questioni concrete". "Per questo - continua il segretario generale della Cisl - mi aspetto un forte impegno da parte del governo in questo senso ma anche da parte del sindacato a non rinvangare il passato ma guardare oltre". Poi l'amminimento: "Ma senza accordo siamo pronti alla mobilitazione".
(23 giugno 2007)
http://www.repubblica.it/2007/06/sez...ensioni-2.html




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