
Originariamente Scritto da
SANGRIA
La faccenda è molto più complessa. Ci sono molti interessi contrastanti in atto. Paradossalmente (e nemmeno tanto) l'attentato libanese giova a Damasco, che sdogana Hezbollah e fa concentrare le forze occidentali verso al Quaeda e altre formazioni terroristiche. israele, in questa specifica faccenda, non ci guadagna nulla e anzi rischia di vedersi forze Onu non solo in Libano, ma anche a Gaza e Cisgiordania, con conseguenti limiti di manovra.
La stessa missione Leonte, sopratutto la prima fase navale, è stata volta a togliere il blocco navale israeliano e a garantire a Beirut il normale approvigionamento di mezzi e materiali.
L'errore comunque che fa la gente che non è mai stata in quelle zone è pensare per luoghi comuni, immaginando Israele come una cittadella di spie e complottisti mondiali e gli stati arabi intorno come una landa sconfinata di pastorazzi analfabeti. Damasco e la Siria in genere sono una potenza di tutto rispetto, con forti spinte egemoniche nell'area. Controlla come uno stato fantoccio il Libano e ha forti interesi economici e strategici in Israele.
Al livello politico la Siria si trova in una situazione molto tesa per vari fattori:
- Il governo siriano è diviso fra chi intende ritirare le truppe dal Libano, cedendo alle pressioni esterne, e gli ufficiali che hanno interessi personali in Libano: fatto sta che, comunque, ultimamente le truppe sono stare ritirate;
- La Siria è sospettata di appoggiare gruppi di combattenti, motivo questo di forti tensioni con Israele e USA, aumentate ulteriormente dall'appoggio russo alla Siria;
- Nonostante l'apparenza di democrazia parlamentare il governo siriano è una dittatura a partito unico, inoltre il partito di governo, di ideologia baathista, è comandato da alawiti, una setta di origine islamica (precisamente derivante da un'ideologia sciita, attualmente non vengono riconosciuti come musulmani dagli stessi sciiti) che non è ben vista dalla maggioranza della popolazione siriana.
Bisognerebbe farsi alcune domande: prima di tutto quanto conviene ad israele mantenere instabile la regione? Alla Siria interessa per poter serrare di nuovo la presa su Beirut ma a Tel Aviv questo non è molto utile, strategicamente. non è funzionale a Washington, che con l'instabilità dell'area vede i prezzi del petrolio salire e dato che nonostante ciò che si pensi è uno dei principali consumatori di petrolio, l'economia ne trao ben poco profitto, quindi il teorema non torna.
Torna invece, a mio avviso, pernsare che mantenere la tensione alta sia strumentale per allontanare dal processo di pace qualuqnue interlocutore israelo-palestinese poiché l'instabilità indebolisce Israele, che dopo gli accordi di Oslo e la relativa tranquillità degli anni '90 è uscita troppo forte.