
Originariamente Scritto da
janus77
Ringrazio chi ha citato il passo di "Imperialismo Pagano" di Reghini, testimoniando, involontariamente, ancora una volta, la diversità profonda di spirito e di orientamento dei due scritti. Ma quel che conta è ciò che si manifesta chiaramente, cioè un diverso sentire, al di là dell'affiliazione di Reghini alla Massoneria, che in Evola si indirizza verso una super-religiosità ed un senso antico dello Stato e del Diritto, mentre in Reghini rimane ancorato ad un humus ottocentesco in cui gli orizzonti metafisici non andavano oltre i concetti romantici e da Terzo Stato di Patria, Terra e Suolo.
Interessanti sono le prime pagine di F.Schuon in Caste e Razze, quando l'autore analizza le caratteristiche delle 2 caste inferiori, riportandole agli avvenimenti che hanno caratterizzato la modernità occidentale. Si evidenzia come le specificazioni di casta, in tal casa di quella mercantile, influenzino anche le rappresentazioni ed i rapporti con la metafisica ed il sacro in generale dei componenti della medesima casta, caratterizzandole per l'attribuzione di una certa astrattezza di tutto ciò che era pertinente, nel sacro e nel politico, delle 2 caste superiori. Qui Mazzini, come tutti coloro che ne seguono la scia, compresi nuovi e vecchi fascisti di sinistra, nella socialità, nel popolo (e non nel Populus), in un ordinamento giuridico anti-gerarchico vedono i cardini della propria visione della storia e dello Stato.
Qui torna tutta l'estrema attualità di un Bachofen nelle sue analisi metastoriche e simboliche, che non appartengono alla categoria della scienza e del confutabile, ma dello spirito simbolico ed ermetico. Qui l'aspetto femminile dello spirito borghese (non della classe borghese) si associa al mercantilismo economico ed all'irredentismo rivoluzionario, per sfociare nell'universalismo mazziniano, diverso dall'Universalità Romana.
Qui non c'entrano le presunte cantonate (sul protestantesimo, il mercantilismo, l'istituzioni delle prime borse e dei primi mercati finanziati, è necessario analizzare le tante ed interessanti pagine apparse in tanti articoli su l'Uomo Libero), che sono nella mente solo di chi giustifica il suo tradimento intellettuale o l'impotenza di aderire a ciò che si eleva rispetto al suo limite umano ed animico, ma solo un diverso orientamento esistenziale. Nessuna prentende di avere ragione o meno, ma solo di manifestare un diverso sentire.
Le pagine di Schuon citate sono davvero illuminanti in ciò: lo spirito borghese ha la sua peculiarità nella stabilità, non intesa intellettualmente come per gli asceti, ma nel senso della sicurezza economica e del profitto (mercantilismo), nel senso di un attaccamento alla parte tellurica del Cosmo (Terra, Suolo), che hai nostri giorni porta molti sulle sponde di una riscoperta dell'epopea risorgimentale, di una riscoperta di culti e civiltà preromane, come quella etrusca e non solo, che porta a propensioni al sacro specificatamente lunari, non dissimili nell'essenza dal cristianesimo.
Sono solo constatazioni di fatto e non giudizio di valore, poi ognuno segua il proprio demone, senza inutili guerra tra sette, che si azzuffano sulle forme esterne, ma si assomigliano terribilmente nella loro forma interna.