È uno dei cinque volti nuovi della Lazio edizione 2007-08. L'unico italiano. Anche per questo Simone Del Nero è stato il più rapido tra le matricole ad inserirsi nello spogliatoio biancoceleste. Ex enfant-prodige in cerca di rilancio, arriva alla corte di Delio Rossi per dare una svolta alla sua carriera.
Del Nero, felice di essere alla Lazio?
«Sì. Lo ero al momento della firma del contratto, lo sono ancora di più dopo queste prime due settimane di preparazione ».
Cos'è che l'ha colpita favorevolmente?
«Il gruppo. Non conoscevo praticamente nessuno, a parte Tare e Mauri con cui avevo giocato a Brescia. Ma dopo pochi giorni mi sono subito sentito a mio agio. Un ambiente sano è l'ideale per esprimersi al massimo».
Questa per lei è un'annata decisiva.
«Sì. Vengo da un paio di stagioni così- così, soprattutto l'ultima. Voglio assolutamente riscattarmi. E credo che la Lazio sia la squadra giusta per poterci riuscire».
Il suo inizio di carriera era stato folgorante: protagonista nel Brescia e con l'Under 21. Poi cos'è successo?
«Gli alti e bassi fanno parte della vita di un calciatore. Nell'ultimo anno e mezzo, comunque, sono stato frenato da guai fisici. E poi nei mesi scorsi a Brescia ho avuto anche qualche problema ambientale».
Adesso è pronto a voltare pagina.
«Ho grandi motivazioni. E non vedo l'ora che si cominci a fare sul serio».
Accontentato. Fra un po' ci sarà il preliminare di Champions.
«È vero. E infatti ci sto già pensando. Come tutti, del resto. È inutile negare che sia un appuntamento fondamentale per noi. E stiamo cercando di non lasciare nulla al caso per arrivare a questo spareggio nelle condizioni ideali».
Come si lavora con Rossi?
«Decisamente bene. È un tecnico scrupoloso, che pretende molto, ma che riesce a farsi seguire. L'impatto è stato positivo. Ma non avevo dubbi perché tutti i colleghi che lo hanno avuto ne parlano bene».
Il fatto che fosse lui il tecnico ha inciso nella scelta di legarsi alla Lazio?
«Sì, è stato un aspetto che ha avuto il suo peso nella mia decisione».
Rossi le ha già trovato un ruolo nuovo. O quasi.
«Sì, mi sta provando nel ruolo di trequartista, che qualche volta ho già ricoperto. Mi ha chiesto se me la sentivo di giocare in quella posizione e io ho dato la mia disponibilità con molto entusiasmo, anche perché credo che sia più adatto alle mie caratteristiche del ruolo di seconda punta».
Che comunque non rinnegherà.
«Ci mancherebbe. Nelle mie condizioni devo sfruttare ogni opportunità. Trequartista o seconda punta va bene tutto, purché giochi».
Parole che piaceranno a Lotito. Com'è stato l'impatto col presidente?
«Diverso da come me l'aspettavo. In televisione sembra spigoloso. Invece, conoscendolo di persona, risulta molto più simpatico».




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