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  1. #1
    VeNuS
    Ospite

    Predefinito Silenzio su Hina,vittima dell'Islam

    Il nemico del mio nemico è mio amico. Se «Hina è vittima dell'islam», come recitava ieri uno striscione leghista davanti al tribunale di Brescia, meglio non agitarsi troppo. Va bene scaldarsi in difesa dei diritti delle donne lapidate in Iran o delle seviziate in Pakistan. Bello manifestare per le infibulate in Egitto o le bambine schiave in India. Ma quando la violenza si fa pericolosamente vicina, quando a essere vittima è una ragazza di ventidue anni sgozzata dal padre perché voleva vivere da occidentale con un fidanzato non scelto dalla famiglia, allora è preferibile sorvolare. Ad accusare di maltrattamenti uomini di culture diverse, ovviamente immigrati, si rischia di passare per razzisti. Se poi l'omicida è un musulmano, si scivola nel politicamente scorrettissimo.

    Allora che si fa? Giriamo alla larga. Anzi meglio, rigiriamo la frittata. Se pure non hanno molta dimestichezza con padelle e fornelli, ci sono riuscite benissimo ieri le donne di Rifondazione comunista, che nel «Forum Donne Prc» scrivono: «Non di delitto islamico si tratta, come strumentalmente ancora una volta si tende a ridurre e semplificare la vicenda, liquidandola con argomentazioni razziste, ma di delitto patriarcale». Ecco, delitto patriarcale. Quindi fruttò della violenza maschile contro le donne, nella misura in cui «si verifica al nord e al sud, in Oriente e in Occidente», nella misura in cui «attraversa indifferentemente classi sociali e quartieri, nativi e migranti, bianchi e neri, cattolici e musulmani». Nella misura in cui Hina è stata massacrata dal padre padrone, manifestiamo solidarietà e ricordiamo che sono «oltre un milione le donne che hanno subito violenza nel proprio nucleo familiare». Hina una fra un milione, quindi perché fare tanto baccano.

    Perfino la responsabile dei diritti civili dei Ds, Ivana Bartoletti, parla genericamente di «libertà femminile come leva di una nuova cultura del rispetto, della convivenza, della tolleranza» e avverte che «non ha senso invocare scontri di civiltà, perché la morte di Hina è frutto di chi confonde la nostalgia di casa con il fanatismo».

    La scorsa estate c'erano già state polemiche per la latitanza delle donne di sinistra e delle femministe sul caso Hina («era agosto, eravamo in vacanza» era stato lo stralunato commento di una femminista in ferie). Ora siamo a fine giugno, il periodo vacanziero non dovrebbe essere ancora iniziato, ma davanti al tribunale di Brescia le duecento manifestanti erano per lo più musulmane. Arrivate in pullman, col treno, in auto. Poche le italiane, Daniela Santanchè (An) e Selma Dall'Olio in testa. Le agenzie di stampa hanno battuto dichiarazioni di solidarietà solo da una parte politica, che non è certo la sinistra.

    Come definire tutto ciò? Ipocrisia è l'unica parola che calza a pennello. Un buonismo ipocrita che non aiuta nessuno, una melassa etnicamente corretta che danneggia per primi gli immigrati. Se anche quello di Hina fosse un delitto patriarcale, cosa che non è, sarebbe inutile nascondere che questa forma di patriarcato non appartiene più alla nostra cultura da almeno cinquant'anni. Hina è stata seppellita dal padre in giardino con la testa rivolta verso la Mecca, ma questo evidentemente è un aspetto secondario. Anche i deli,ti di mafia hanno dei rituali simbolici, come il fico d'india in bocca.

    Se una certa sinistra pietista si svegliasse capirebbe che questo atteggiamento danneggia per primi proprio gli immigrati. Se in Italia esiste una legge che permette a una ragazza di fidanzarsi con chi le pare, questa legge va rispettata. In Olanda, in Inghilterra, in Francia e in Germania, hanno finalmente capito che l'integrazione non può passare per il multiculturalismo. Ma per noi l'estero è un modello solo per quel che piace alla gente che piace.

    Ps. Poi dovete anche spiegarci perché devono essere solo le donne a protestare. Non è un problema che dovrebbe interessare anche gli uomini?

  2. #2
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    ma state zitti, gli sciacalli razzisti si attaccano a queste vicende perchè possono perpetuare la loro campagna di distrazione di massa attaccando l'islam...

    in realtà di hina e delle donne islamiche non gliene frega un cazzo a nessuno, però è una dimostrazione che l'islam è il male supremo e quindi tanto interesse da parte di p******e nostrane stile santanchè


    chi si indigna è un ipocrita sciacallo.....

    in primis gli schifosi della lega che come sempre si distinguono per ignoranza e inciviltà

  3. #3
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    L'imprenditore paga lo stipendio anche a chi lo tartassa... fino a quando?
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    Citazione Originariamente Scritto da Airbus A-380 Visualizza Messaggio
    ma state zitti, gli sciacalli razzisti si attaccano a queste vicende perchè possono perpetuare la loro campagna di distrazione di massa attaccando l'islam...

    in realtà di hina e delle donne islamiche non gliene frega un cazzo a nessuno, però è una dimostrazione che l'islam è il male supremo e quindi tanto interesse da parte di p******e nostrane stile santanchè


    chi si indigna è un ipocrita sciacallo.....

    in primis gli schifosi della lega che come sempre si distinguono per ignoranza e inciviltà
    Te non puoi essere un pilota.

    Uno che ragiona come te non può essere abilitato all Airbus 380, nossignore!

    Se lo sei ti faccio togliere il brevetto

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da VeNuS Visualizza Messaggio
    Il nemico del mio nemico è mio amico. Se «Hina è vittima dell'islam», come recitava ieri uno striscione leghista davanti al tribunale di Brescia, meglio non agitarsi troppo. Va bene scaldarsi in difesa dei diritti delle donne lapidate in Iran o delle seviziate in Pakistan. Bello manifestare per le infibulate in Egitto o le bambine schiave in India. Ma quando la violenza si fa pericolosamente vicina, quando a essere vittima è una ragazza di ventidue anni sgozzata dal padre perché voleva vivere da occidentale con un fidanzato non scelto dalla famiglia, allora è preferibile sorvolare. Ad accusare di maltrattamenti uomini di culture diverse, ovviamente immigrati, si rischia di passare per razzisti. Se poi l'omicida è un musulmano, si scivola nel politicamente scorrettissimo.

    Allora che si fa? Giriamo alla larga. Anzi meglio, rigiriamo la frittata. Se pure non hanno molta dimestichezza con padelle e fornelli, ci sono riuscite benissimo ieri le donne di Rifondazione comunista, che nel «Forum Donne Prc» scrivono: «Non di delitto islamico si tratta, come strumentalmente ancora una volta si tende a ridurre e semplificare la vicenda, liquidandola con argomentazioni razziste, ma di delitto patriarcale». Ecco, delitto patriarcale. Quindi fruttò della violenza maschile contro le donne, nella misura in cui «si verifica al nord e al sud, in Oriente e in Occidente», nella misura in cui «attraversa indifferentemente classi sociali e quartieri, nativi e migranti, bianchi e neri, cattolici e musulmani». Nella misura in cui Hina è stata massacrata dal padre padrone, manifestiamo solidarietà e ricordiamo che sono «oltre un milione le donne che hanno subito violenza nel proprio nucleo familiare». Hina una fra un milione, quindi perché fare tanto baccano.

    Perfino la responsabile dei diritti civili dei Ds, Ivana Bartoletti, parla genericamente di «libertà femminile come leva di una nuova cultura del rispetto, della convivenza, della tolleranza» e avverte che «non ha senso invocare scontri di civiltà, perché la morte di Hina è frutto di chi confonde la nostalgia di casa con il fanatismo».

    La scorsa estate c'erano già state polemiche per la latitanza delle donne di sinistra e delle femministe sul caso Hina («era agosto, eravamo in vacanza» era stato lo stralunato commento di una femminista in ferie). Ora siamo a fine giugno, il periodo vacanziero non dovrebbe essere ancora iniziato, ma davanti al tribunale di Brescia le duecento manifestanti erano per lo più musulmane. Arrivate in pullman, col treno, in auto. Poche le italiane, Daniela Santanchè (An) e Selma Dall'Olio in testa. Le agenzie di stampa hanno battuto dichiarazioni di solidarietà solo da una parte politica, che non è certo la sinistra.

    Come definire tutto ciò? Ipocrisia è l'unica parola che calza a pennello. Un buonismo ipocrita che non aiuta nessuno, una melassa etnicamente corretta che danneggia per primi gli immigrati. Se anche quello di Hina fosse un delitto patriarcale, cosa che non è, sarebbe inutile nascondere che questa forma di patriarcato non appartiene più alla nostra cultura da almeno cinquant'anni. Hina è stata seppellita dal padre in giardino con la testa rivolta verso la Mecca, ma questo evidentemente è un aspetto secondario. Anche i deli,ti di mafia hanno dei rituali simbolici, come il fico d'india in bocca.

    Se una certa sinistra pietista si svegliasse capirebbe che questo atteggiamento danneggia per primi proprio gli immigrati. Se in Italia esiste una legge che permette a una ragazza di fidanzarsi con chi le pare, questa legge va rispettata. In Olanda, in Inghilterra, in Francia e in Germania, hanno finalmente capito che l'integrazione non può passare per il multiculturalismo. Ma per noi l'estero è un modello solo per quel che piace alla gente che piace.

    Ps. Poi dovete anche spiegarci perché devono essere solo le donne a protestare. Non è un problema che dovrebbe interessare anche gli uomini?
    dico solo una cosa IPOCRITI DI MERDA!
    siete solo degli sciacalli

  5. #5
    Zemlja i Volja
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    Citazione Originariamente Scritto da VeNuS Visualizza Messaggio
    Il nemico del mio nemico è mio amico. Se «Hina è vittima dell'islam», come recitava ieri uno striscione leghista davanti al tribunale di Brescia, meglio non agitarsi troppo. Va bene scaldarsi in difesa dei diritti delle donne lapidate in Iran o delle seviziate in Pakistan. Bello manifestare per le infibulate in Egitto o le bambine schiave in India. Ma quando la violenza si fa pericolosamente vicina, quando a essere vittima è una ragazza di ventidue anni sgozzata dal padre perché voleva vivere da occidentale con un fidanzato non scelto dalla famiglia, allora è preferibile sorvolare. Ad accusare di maltrattamenti uomini di culture diverse, ovviamente immigrati, si rischia di passare per razzisti. Se poi l'omicida è un musulmano, si scivola nel politicamente scorrettissimo.

    Allora che si fa? Giriamo alla larga. Anzi meglio, rigiriamo la frittata. Se pure non hanno molta dimestichezza con padelle e fornelli, ci sono riuscite benissimo ieri le donne di Rifondazione comunista, che nel «Forum Donne Prc» scrivono: «Non di delitto islamico si tratta, come strumentalmente ancora una volta si tende a ridurre e semplificare la vicenda, liquidandola con argomentazioni razziste, ma di delitto patriarcale». Ecco, delitto patriarcale. Quindi fruttò della violenza maschile contro le donne, nella misura in cui «si verifica al nord e al sud, in Oriente e in Occidente», nella misura in cui «attraversa indifferentemente classi sociali e quartieri, nativi e migranti, bianchi e neri, cattolici e musulmani». Nella misura in cui Hina è stata massacrata dal padre padrone, manifestiamo solidarietà e ricordiamo che sono «oltre un milione le donne che hanno subito violenza nel proprio nucleo familiare». Hina una fra un milione, quindi perché fare tanto baccano.

    Perfino la responsabile dei diritti civili dei Ds, Ivana Bartoletti, parla genericamente di «libertà femminile come leva di una nuova cultura del rispetto, della convivenza, della tolleranza» e avverte che «non ha senso invocare scontri di civiltà, perché la morte di Hina è frutto di chi confonde la nostalgia di casa con il fanatismo».

    La scorsa estate c'erano già state polemiche per la latitanza delle donne di sinistra e delle femministe sul caso Hina («era agosto, eravamo in vacanza» era stato lo stralunato commento di una femminista in ferie). Ora siamo a fine giugno, il periodo vacanziero non dovrebbe essere ancora iniziato, ma davanti al tribunale di Brescia le duecento manifestanti erano per lo più musulmane. Arrivate in pullman, col treno, in auto. Poche le italiane, Daniela Santanchè (An) e Selma Dall'Olio in testa. Le agenzie di stampa hanno battuto dichiarazioni di solidarietà solo da una parte politica, che non è certo la sinistra.

    Come definire tutto ciò? Ipocrisia è l'unica parola che calza a pennello. Un buonismo ipocrita che non aiuta nessuno, una melassa etnicamente corretta che danneggia per primi gli immigrati. Se anche quello di Hina fosse un delitto patriarcale, cosa che non è, sarebbe inutile nascondere che questa forma di patriarcato non appartiene più alla nostra cultura da almeno cinquant'anni. Hina è stata seppellita dal padre in giardino con la testa rivolta verso la Mecca, ma questo evidentemente è un aspetto secondario. Anche i deli,ti di mafia hanno dei rituali simbolici, come il fico d'india in bocca.

    Se una certa sinistra pietista si svegliasse capirebbe che questo atteggiamento danneggia per primi proprio gli immigrati. Se in Italia esiste una legge che permette a una ragazza di fidanzarsi con chi le pare, questa legge va rispettata. In Olanda, in Inghilterra, in Francia e in Germania, hanno finalmente capito che l'integrazione non può passare per il multiculturalismo. Ma per noi l'estero è un modello solo per quel che piace alla gente che piace.

    Ps. Poi dovete anche spiegarci perché devono essere solo le donne a protestare. Non è un problema che dovrebbe interessare anche gli uomini?

    La Santanchè ha appoggiato le donne arabe?
    Questo gli fa onore.
    ma c'è qualcosa, in questa vicenda di cui nessuno parla.
    Hina è stata per mesi "buttata" in un obitorio perchè lei aveva espresso ripetutamente la sua volontà di non voer essere seppellita in Pakistan.
    La cosa l'aveva detta al suo compagno.
    Ma questo nulla poteva fare, perchè in Italia non sono riconosciuti diritti alle coppie di fatto. E la famiglia di Hina voleva portarla in Pakistan.
    Grazie ad uno dei famosi compremessi all'italiana, la poverina è restata in Italia.
    Per la parte politica della Santanchè era la famiglia di Hina ad avere diritto sulla sua sepoltura e non certo il suo fidanzato.
    Punto secondo.
    La Santanchè ed il suo partito hanno appoggiato l'intervento militare in Iraq che è una delle cause scatenanti di questa ondata di fondamentalismo.
    E per finire le persone come Dounia Ettaib per la destra non esistono. Perchè la destra italiana da anni nega l'esistenza di un Islam moderato.
    Che esiste e che la politica criminale di Bush non ha affatto rafforzato, anzi.
    Quindi i legaioli e i destri si dovrebebro un pò chiarire le idee, prima di accusare. Anche perchè mi sembra strano che chi ha sbeffeggiato per decenni le femministe adesso le invoca.


    Per quello che mi riguarda do piena ed incondizionata solidarietà a Dounia Ettaib.

  6. #6
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    La civiltà del vero islam è questa.

  7. #7
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    Io dico solo una cosa, nessuno sinistrato mentale del forum ha espresso solo una parola di condanna per il gesto dei due extracomunitari che hanno definito Hina una puttana ed hanno miancciato chi voleva costituirsi parte civile nel processo.

    Qui non parliamo di ipocrisia ma di vera e propria malafede.

  8. #8
    Zemlja i Volja
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    Citazione Originariamente Scritto da Naitmer Visualizza Messaggio
    La civiltà del vero islam è questa.
    Ma anche le ducento donne islamiche che sono andate a manifestare davanti al Tribunale di Brescia.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da medsim Visualizza Messaggio
    Io dico solo una cosa, nessuno sinistrato mentale del forum ha espresso solo una parola di condanna per il gesto dei due extracomunitari che hanno definito Hina una puttana ed hanno miancciato chi voleva costituirsi parte civile nel processo.

    Qui non parliamo di ipocrisia ma di vera e propria malafede.
    Neanche nell'altro thread?
    There is no calamity greater than lavish desires.
    There is no greater guilt than discontentment.
    And there is no disaster greater than greed.

    Lao-Tzu

  10. #10
    alfredoibba
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    Premesso che condanno l' assassinio di Hina, affanculo a questo femminismo conformista che vorrebbe le ragazze musulmane gallinelle senza cervello pronte a sgambettare per il primo marine ubriaco.

 

 
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