
Originariamente Scritto da
Lavrentij
La sinistra ripudia i bombardamenti Nato
di R. Pol. – da Il Manifesto del 03/07/2007
Missione Isaf: Unione Verdi, Prc, Pdci e Sd chiedono lo stop ai raid Usa e insistono sulla conferenza di pace
Sinistra democratica, Verdi, Rifondazione, Comunisti italiani, Sinistra critica ma anche ong come Emergency. L'ennesima strage di civili in Afghanistan solleva a sinistra una nuova ondata di protesta contro la partecipazione italiana alla missione Nato in quel paese.
Non ha aiutato a rasserenare il clima la dichiarazione con cui il ministro della Difesa Arturo Parisi ha preso in qualche modo le distanze dai raid indiscriminati degli americani ma anche delle forze dell'Alleanza atlantica («Siamo lì per difendere il popolo afghano. Impariamo a mirare o asteniamoci dai bombardamenti»).
La linea del governo è stata prontamente recepita da una riunione del Consiglio Supremo di Difesa presso il Quirinale che ha diffuso ieri una breve nota per ribadire la richiesta italiana di adottare con urgenza «ogni possibile misura per migliorare il coordinamento delle forze impiegate e la coerenza tra azioni ed obiettivi sul terreno». Questo, aggiunge la nota, «anche al fine di mantenere il giusto equilibrio fra le esigenze relative alla sicurezza e quelle funzionali al processo di consolidamento delle istituzioni democratiche afgane e di sviluppo economico del paese, che potrà decollare soltanto con la piena fiducia e la partecipazione consapevole delle popolazioni locali».
La linea, insomma, non cambia. Nonostante l'annunciata offensiva dell'Alleanza non abbia ancora raggiunto i risultati sperati e anzi sia costretta a continui bombardamenti su presunti drappelli talebani nel Sud e nell'Est del paese.
Il quadro si fa drammatico ogni giorno di più. «L'Afghanistan è sempre più simile al mattatoio iracheno, il massacro di inermi non è un errore ma il frutto deliberato dell'offensiva 'Achille'», attacca Silvana Pisa, senatrice di Sd, che chiede al governo di predisporre quanto prima una «strategia di uscita» dalla guerra. Sulla stessa linea Jacopo Venier del Pdci: «Senza una svolta le truppe devono essere ritirate, L'unica strada percorribile è la convocazione di una conferenza di pace che raccolga intorno a un tavolo tutti i protagonisti dei conflitto e che faccia tacere subito le armi a partire da quelle dell'Isaf».
Concorde anche Elettra Deiana, deputata del Prc: «Continuare a chiedere di limitare le vittime civili nei bombardamenti operati dalla Nato e dalle forze della coalizione in Afghanistan è ipocrita - denuncia Deiana - non essendoci obiettivi militari su cui concentrare gli sforzi bellici è assolutamente inevitabile, per la Nato, colpire alla cieca coinvolgendo la popolazione inerme, l'Onu deve chiedere una sospensione delle attività militari». Mauro Bulgarelli, senatore dei Verdi, sottolinea invece l'ipocrisia della concomitanza con la conferenza sulla giustizia in corso a Roma: «Bisogna sospendere i bombardamenti. E' assurdo discutere astrattamente di stato di diritto e giustizia mentre la gente muore. Lo stesso governo italiano non può farsi promotore della difesa dei diritti umani e poi continuare a far parte di quella coalizione di forze che quotidianamente li violano». Mentre Salvatore Cannavò e Franco Turigliatto di Sinistra critica avvisano che senza ritiro non voteranno il decreto sulle missioni nemmeno con la fiducia.