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  1. #11
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    Per Armida,
    sicuramente abbiamo conosciuto tutti, noi che abbiamo i capelli bianchi (ovviamente parlo per me), la classe imprenditoriale lombarda, la sua correttezza, il suo approccio quasi religioso nei confronti del lavoro e degli impegni che essere imprenditore comportava.
    Tutto cio' sopravvive ancora oggi nella piccola industria, nell'artigianato e spesso nel piccolo commercio, tutte realta' che sono sempre piu' schiacciate fra la globalizzazione e la presenza di uno stato oppressivo (ripeto non dimentichiamo il ruolo dei proconsoli locali...).
    Ma e' un mondo destinato a soccombere (purtroppo) nei confronti della realta' delle multinazionali e della grande imprenditoria "ladrona" nostrana proprio perche', come giustamente sostiene Jotsecondo, il mondo del lavoro esisteva in base ad un'etica che non c'e' piu' e oggi e' all'interno di una societa' che e' profondamente malata e destinata alla fine.
    I valori, compresi quindi quelli legati al lavoro, sono scomparsi da questo nostro mondo in funzione di un progetto destinato a far scomparire la civilta' tradizionale e sostituirla con quella dedita all'adorazione del "dio denaro"

  2. #12
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    Predefinito straquoto, ma correggo

    Citazione Originariamente Scritto da Jotsecondo Visualizza Messaggio
    Per salvare il sistema ci vuole una etica.
    Ma se questa è stata distrutta nessun punto di riferimento può sopravvivere.

    Fingiamo di difendere la convivenza sociale con decine di migliaia di leggi che essendo create dal cervello e non dalla dignità di uomini liberi alla fine sono deleterie.

    Manca un punto di riferimento.
    Una società dove pare che un terzo dei giovani possono drogarsi, ha raggiunto il punto di non ritorno.
    Quando uno stato manda il suo esercito in Afganistan per permettere il quadruplicarsi della produzione di oppio.
    Allora qualcosa non funziona alla radice.

    E se la radice è marcia, le foglie seccano.
    straquoto!!! ma correggo il dato

    è il 95% dei giovani che si droga anche se dichiara convintamente di non essere drogato.
    saluti

  3. #13
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    Citazione Originariamente Scritto da Lancelot Visualizza Messaggio
    Cara Armida, temo tu abbia una visione un po' romantica della "societa' lombarda". Senza generalizzare, ovviamente, il nuovo imprenditore lombardo e' quello che mira a ridurre al massimo i costi, assumendo extracomunitari (preferibilmente non regolari, cosi' li paga in nero), a tenersi tutti i profitti (come fa altrimenti a comprarsi il nuovo mega SUV, a frequentare le discoteche dove si conoscono veline e si tira un po' di coca, ad avere l'appartamento a Montecarlo e la villa a Crans-Montana, a competere con Alinghi con il nuovo Yacht, ecc- oh e' tutta roba che costa!!!) e a buttare i dipendenti sulla strada quando tutto cio' non e' piu' possibile. Dimenticavo, c'e' anche la novita' del "lavoro flessibile" (vero, ex ministro leghista...) che permettere di assumere giovani speranzosi, pagarli poco e poi via, "usa e getta".
    Questo, purtroppo, e' cio' che vediamo anche nella nostra ex-stupenda societa'.
    Poi c'e' il piccolo tapino che ragiona come tu dicevi e che si trova strangolato, si' dallo Stato Itaglione, ma anche dai suoi giannizzeri locali (forse il Sciur Furmigun......il federalista!) che a gabelle e regolamenti non stanno indietro.
    Con i dovuti distinguo, hai fotografato esemplarmente quel che è il mondo economico ed imprenditoriale di questo paese. Uno dei molti paradossi che si vengono a creare, grazie a questo sistema di neo-signoraggio del mercato del lavoro, è un meccanismo perverso che sta lentamente ma inesorabilmente mutando il profilo etnico dell'Italia, in particolarmodo nel settentrione della penisola. Ergo: Grazie al precedente governo di destra (ma non solo, non dimentichiamolo) il mercato del lavoro è diventato una giungla oscena dove con la scusa della "flessibilità" si ha avuto infine una costante precarietà, che mina in particolar modo i giovani. La legge 30, ignobilmente intitolata alla memoria del povero Biagi che in realtà l'aveva strutturata diversamente, rende il lavoratore uno schiavo chino ai voleri dell'azienda, dove i diritti sono chimere e l'appoggio sindacale la via più rapida per esser sbattuto fuori alla prima occasione. Lo spreco di risorse umane e di personale qualificato diventa enorme e sistematico: Ingegneri e Fisici che invece di impiegarsi in ricerca e sviluppo finiscono a prendere 800 euro al mese in un call-center, ad esempio. A questo punto, chi può e vuole fugge giustamente all'estero mentre i lavori più proletari, snobbati da tanti italiani vengono presi dagli extra-comunitari. In fondo, il sistema di vita che regala adesso l'Italia è del tutto accettabile per chi è abituato a fame e miseria tutto il giorno (riferendomi naturalmente agli extra onesti) ed ecco che contro italiani, settentrionali e non, in fondo, viziati e foraggiati in parte ancora dalla famiglia, perchè ovviamente un interinale o un contratto a progetto non può permettersi di andare a vivere da solo o costruirsi una famiglia degna degli standard occidentali, abbiamo gruppi numerosi di slavi, nord e sud africani che abituati a sistemi di vita ben più ingrati riescono ad adattarsi e figliare allegramente alla faccia dei nostri figli di papà. Gli stessi magari che trangugiano avidamente le palle del nano di Arcore & Co. convinti che stanno vivendo nel migliore dei mondi possibili e che ogni cosa che non funziona è comunque colpa degli altri.
    P.s. Mi rendo conto di essere a casa d'altri e che il mio discorso possa apparire troppo comunista, se ho offeso qualcuno di scuso da ora ma il tono della discussione mi sembrava appropriato.

  4. #14
    email non funzionante
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    Il problema del mercato del lavoro è il fraintendimento del concetto di flessibilità, originariamente sorto per indicare la necessità da parte del lavoratore dipendendente di recepire istanze proprie del lavoratore autonomo e di adattarsi ai rischi del mercato.

    Quest'evoluzione non avrebbe dovuto essere un semplice gioco a perdere in quanto tenuta a contemplare la possibilità, da parte del lavoratore, di godere delle eventuali "opportunità" createsi. Ossia di vedere capitalizzate in busta paga le fasi di crescita aziendale e di fruire di migliori condizioni economiche a fronte della disponibilità a ridurre le proprie tutele.

    Per esemplificare: se un'impresa assume una persona con un contratto a progetto piuttosto che a tempo indeterminato, si garantisce un risparmio altissimo. Domanda: perchè il 50% di questo vantaggio non viene corrisposto al lavoratore?

    Le cose sono andate molto diversamente da come dovevano, e le grandi aziende che amano ricorrere al lavoro atipico (pensato per soddisfare le esigenze lavorative di alcune precise categorie di persone) hanno ringraziato per le straordinarie condizioni di favore oggi in essere sul piano salariale, fiscale, contributivo.

    Ricapitolando: i vantaggi di assumere atipicamente dovevano essere equamente ripartiti fra impresa e lavoratore nell'interesse del sistema paese. Invece hanno avvantaggiato solo il capitale e condannato alla disperazione un'intera generazione. E il sig. Maroni, quello che "i costi della politica si devono tagliare al netto della demagogia", qualche responsabilità la ha. Il problema è capire se ha anche una coscienza.

  5. #15
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    Citazione Originariamente Scritto da montecristo2006 Visualizza Messaggio
    straquoto!!! ma correggo il dato

    è il 95% dei giovani che si droga anche se dichiara convintamente di non essere drogato.
    saluti
    Permettimi di dissentire, almeno in teoria, dalla percentuale da te affermata.

    Se corrispondesse alla realtà tutto quello che è stato fatto per raggiungere l’indipendenza della Padania, da ottenere in via democratica, è vanificato.

    Perché quando si raggiungono tali percentuali; riguardo all’unità d’italia o al suo smembramento, non si può mantenere l’una od ottenere l’altro, per via democratica.

  6. #16
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    Citazione Originariamente Scritto da ZENA Visualizza Messaggio
    Il problema del mercato del lavoro è il fraintendimento del concetto di flessibilità, originariamente sorto per indicare la necessità da parte del lavoratore dipendendente di recepire istanze proprie del lavoratore autonomo e di adattarsi ai rischi del mercato.

    Quest'evoluzione non avrebbe dovuto essere un semplice gioco a perdere in quanto tenuta a contemplare la possibilità, da parte del lavoratore, di godere delle eventuali "opportunità" createsi. Ossia di vedere capitalizzate in busta paga le fasi di crescita aziendale e di fruire di migliori condizioni economiche a fronte della disponibilità a ridurre le proprie tutele.

    Per esemplificare: se un'impresa assume una persona con un contratto a progetto piuttosto che a tempo indeterminato, si garantisce un risparmio altissimo. Domanda: perchè il 50% di questo vantaggio non viene corrisposto al lavoratore?

    Le cose sono andate molto diversamente da come dovevano, e le grandi aziende che amano ricorrere al lavoro atipico (pensato per soddisfare le esigenze lavorative di alcune precise categorie di persone) hanno ringraziato per le straordinarie condizioni di favore oggi in essere sul piano salariale, fiscale, contributivo.

    Ricapitolando: i vantaggi di assumere atipicamente dovevano essere equamente ripartiti fra impresa e lavoratore nell'interesse del sistema paese. Invece hanno avvantaggiato solo il capitale e condannato alla disperazione un'intera generazione. E il sig. Maroni, quello che "i costi della politica si devono tagliare al netto della demagogia", qualche responsabilità la ha. Il problema è capire se ha anche una coscienza.
    Temo che il concetto di coscienza, nel mondo politico italiano sia estremamente astratto.

  7. #17
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    Predefinito statistiche taroccate

    Citazione Originariamente Scritto da Jotsecondo Visualizza Messaggio
    Permettimi di dissentire, almeno in teoria, dalla percentuale da te affermata.

    Se corrispondesse alla realtà tutto quello che è stato fatto per raggiungere l’indipendenza della Padania, da ottenere in via democratica, è vanificato.

    Perché quando si raggiungono tali percentuali; riguardo all’unità d’italia o al suo smembramento, non si può mantenere l’una od ottenere l’altro, per via democratica.
    le statistiche che tu hai analizzato sono esatte, ma.... è l'universo campinato che è "taroccato".

    la statistica a "volume intero" analizza una intera popolazione. solo successivamente spacca i dati su fasce di indagine.

    dunque la statistica a livello nazionale dice che il 35% fa uso costante di sostanze psicotrope. ma...
    l'intera popalazione va suddivisa nelle tre categorie, giovani, adulti anziani

    Nell'intera popolazione prevalgono per numero gli anziani, dunque almeno l 40% dell'universo esaminato va detratto perchè è noto che gli anziano NON fanno uso di droghe per sballare in discoteca.

    Resta il 60 % del campione di cui quel 35% iniziale rappresenta ora il 60%.

    Se spacchiamo ancora il campione suddividendo in adulti e giovani (al 50%),
    otteniamo una suddivisione in due categorie che sul campione originale "pesano" ciascuna il 30%. Naturalmente sto analizzando "a spanne" per farti capire meglio il mio ragionamento.

    Leggiamo ora nuovamente la tua statistica, in modo più analitico ancorchè grossolano e quindi inattendibile scientificamente:

    Su un campione costituito da 30% di giovani, 30% di adulti e 40% di anziani (=100%), il 35 % fa uso di droghe non saltuario.

    Leviamo dagli adulti quelli che fanno uso saltuario (metà?) 15%(??!!)

    resta un totale di campione pari al tuo 35% che si droga.
    Tale 35% ha base 30% +15% (giovani più saltuari adulti), ergo il 35% di 100 va a pesare solo su questo 45%. Cioè la quasi totalità dei giovani e la quasi metà degli adulti.

    Il dato è molto grave e si comincia a parlarne anche in TV, ceracndo però di confondere le acque per i risvolti culturali e giuridici che ne deriverebbero.

    Ora domandiamoci: "come fecero gli americani per sterminare gli indiani?" lasciando che i trafficanti commerciassero superalcoolici.
    Analogamente, come si fa ad evitare ribellismi e sconvolgimenti sociali anticapitalistici ed anti comunistici, perdurando crisi economiche incipienti?

    Ai posteri l'ardua sentenza!!
    saluti

  8. #18
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    Citazione Originariamente Scritto da Jotsecondo Visualizza Messaggio
    Per salvare il sistema ci vuole una etica.
    Ma se questa è stata distrutta nessun punto di riferimento può sopravvivere.

    Fingiamo di difendere la convivenza sociale con decine di migliaia di leggi che essendo create dal cervello e non dalla dignità di uomini liberi alla fine sono deleterie.

    Manca un punto di riferimento.
    Una società dove pare che un terzo dei giovani possono drogarsi, ha raggiunto il punto di non ritorno.
    Quando uno stato manda il suo esercito in Afganistan per permettere il quadruplicarsi della produzione di oppio.
    Allora qualcosa non funziona alla radice.

    E se la radice è marcia, le foglie seccano.
    mi permetta di portare un pò di ottimismo e non me ne vuola se dissentirò su alcuni punti di vista. A mio avviso l'etica e la morale non sono morte; persone oneste e corrette cercano e ci riescono, con tanta fatica di tenerle vive. E mi auguro che tengano duro in attesa di tempi migliori. Le leggi inique e ingiuste, così come i politici corrotti o gli imprenditori truffaldini,altro non sono che prove che mettono in difficoltà la serietà e l'onestà delle molte persone ancora con una certa dignità. E direi che un punto di riferimento ancora c'è e sono le persone morali. La società dove il 90% dei politici e degli uomini d'affari e dello spettacolo fa uso di sostanze stupefacenti, è in grado di reagire e rinascere grazie al potere lievitante dei pochi ma buoni.Non sono d'accordo sul fatto che le radici della società sono i governanti, i preti o i militari; a mio avviso le radici ancor sane della nostra civiltà occidentale, sono i bravi ragazzi che sanno dire di no a un partito corroto e ladro come la lega e rinunciano a soldi e potere in nome di giustizia e libertà. Saluti

  9. #19
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    Citazione Originariamente Scritto da Lancelot Visualizza Messaggio
    Cara Armida, temo tu abbia una visione un po' romantica della "societa' lombarda". Senza generalizzare, ovviamente, il nuovo imprenditore lombardo e' quello che mira a ridurre al massimo i costi, assumendo extracomunitari (preferibilmente non regolari, cosi' li paga in nero), a tenersi tutti i profitti (come fa altrimenti a comprarsi il nuovo mega SUV, a frequentare le discoteche dove si conoscono veline e si tira un po' di coca, ad avere l'appartamento a Montecarlo e la villa a Crans-Montana, a competere con Alinghi con il nuovo Yacht, ecc- oh e' tutta roba che costa!!!) e a buttare i dipendenti sulla strada quando tutto cio' non e' piu' possibile. Dimenticavo, c'e' anche la novita' del "lavoro flessibile" (vero, ex ministro leghista...) che permettere di assumere giovani speranzosi, pagarli poco e poi via, "usa e getta".
    Questo, purtroppo, e' cio' che vediamo anche nella nostra ex-stupenda societa'.
    Poi c'e' il piccolo tapino che ragiona come tu dicevi e che si trova strangolato, si' dallo Stato Itaglione, ma anche dai suoi giannizzeri locali (forse il Sciur Furmigun......il federalista!) che a gabelle e regolamenti non stanno indietro.
    quoto ...
    purtroppo lo stato itagliano è solo uno dei tanti mali della società di oggi nel nostro paese .
    l'autonomia da sola non basta a risolvere certi problemi ,come dice jot ci vuole prima di tutto un' ''etica'' e delle regole precise , a livello europeo .

    bisogna tornare alle origini della nostra civiltà e riscoprire i sani valori che la contraddistinguono , è l'unica strada per combattere il precariato e il mondialismo ; per fare ciò bisogna essere disposti a fare delle rinuncie ...
    ora come ora la vedo dura, vedremo quando tutto andrà a scatafascio cosa ne uscirà fuori... tanto prima o poi succederà , speriamo solo che non sia troppo tardi.

  10. #20
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    GIOVANI, DROGA, ALCOOL , AUTO e TV

    La battaglia è persa, almeno per ora, troppo forti gli interessi, troppo debole la capacità di reagire, non ci sono armi di difesa, siamo condannati a vedere le giovani generazioni come un esercito impazzito alla deriva. La forza omologatrice negativa è devastante, inarrestabile. Cosa offriamo alle generazioni future se non un precariato eterno, condizioni di lavoro (sia in proprio che dipendente) sempre più difficili. E quali riferimenti soprattutto che non siano i soldi, la prepotenza, l'aspetto fisico ? Un tizio, finito in carcere per essere un ricattatore, diventa un idolo...NO FUTURE dicevano i sex pistols giusto 30 anni fa, ma la vera generazione del NO FUTURE è proprio questa. Sgobbare tutta la settimana per poi spendersi mezzo stipendio in pasticche, coca e intrugli ammazzafegato che gli onesti operatori del settore discoteche ti offrono a 10 Euro l'uno, quando va bene, quando va male ci si schianta con la macchina. Il rifiuto della cultura e delle cose belle, la non curiosità verso ciò che è meno "normale"...eppure, se fosse così, sarebbero un esercito di mostri, di subumani...e invece chi è genitore di adolescenti lo sa bene, sono spesso delle splendide creature, di una fragilità e di una sensibilità estrema. Ma il mostro mondialista, che per autoalimentarsi ha bisogno delle loro vite, li schiaccia, si devono produrre auto sempre più veloci, le entrate e l'indotto dei locali da ballo sono una discreta fetta del PIL...quindi avanti, si lava il sangue dalle strade, un bel funerale con gli appausi e via si ricomincia. Però ricordiamoci (non per essere bacchettoni) scuola e famiglia devono agire diversamente, se si vuole fare qualcosa, ricordiamoci.

 

 
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