Celti cristiani


Le indicazioni provenienti dalle prime opere del cristianesimo Celtico propongono una ricchezza iconografica in cui le immagini della tradizione biblica risultano profondamente amalgamate a quelle provenienti dal complesso e articolato universo dell'olimpo evocato dai druidi. Per esempio, San Gildas (500-572), autore di un testo intitolato Lorica, contenente, tra l'altro, un'invocazione agli Angeli, pone in luce nel suo scritto quanto fosse evidente il rapporto con il simbolismo autoctono, di tradizione guerriera, che trovò nelle angeliche creature figure che ben si adattavano a raccogliere i toni e gli apetti più marcati delle divinità Celtiche.


O Unità, aiuta la trinità,

o trinità, abbi pietà dell'unità:

vi imploro di aiutare me,

che mi trovo in pericolo

come se fossi in alto mare.

Affinché la mortalità

che imperversa in questo anno

e la vanità del mondo

non mi portino via con loro,

chiedo alle sublimi virtù

della milizia celeste

che non mi abbandonino ai nemici

per esserne straziato,

ma che mi difendano con armi potenti

e che mi precedano nella schiera della celeste milizia:

Cherubini, Serafini, Michele e Gabriele,

con mille altri pari a loro.

Prego i troni viventi, gli Arcangeli,

i principati, le podestà, gli Angeli

affinché, difendendomi essi nella folta schiera,

abbia io la forza di annientare i nemici.


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