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Operazione antimafia a Brescia, confiscati 30 milioni di euro
venerdì, 13 luglio 2007 2.08
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MILANO (Reuters) - La Guardia di Finanza di Brescia ha sequestrato beni e attività per un valore di 30 milioni di euro provenienti da affari illeciti legati a clan di stampo mafioso, nell'ambito di un'inchiesta antimafia nel Bresciano.
Lo rende noto oggi la Gdf di Brescia in una nota, in cui specifica che il sequestro è il risultato di una serie di indagini coordinate dalla direzione distrettuale antimafia della procura della repubblica di Brescia, iniziate nel novembre 2005, "sul fenomeno dell'infiltrazione economica delle province di Brescia, Mantova e Cremona da parte della criminalità organizzata, con particolare riferimento al fenomeno del riciclaggio di capitali illeciti".
"Sono stati sequestrati beni per 30 milioni di euro nei confronti di due famiglie, collegate rispettivamente alla 'ndrangheta calabrese e alla camorra napoletana" spiega il comandante provinciale della Guardia di Finanza, il colonnello Attilio Iodice.
Il sequestro ha riguardato 49 immobili fra appartamenti, ville e terreni sul territorio nazionale, due locali notturni sul lago di Garda, 22 automezzi, fra macchine di lusso e camion, e 11 società, fra aziende ed esercizi commerciali, operanti in Lombardia e Veneto, specifica la nota della Gdf.
Sono state applicate, afferma il comunicato "misure di prevenzione patrimoniale, in base alla legislazione antimafia, nei confronti di otto soggetti risultati essere affiliati alla camorra e alla 'ndrangheta".
I presunti responsabili di riciclaggio, spiega la nota, risultano essere affiliati alla camorra attraverso la famiglia denominata "i Pastori" di Afragola, in provincia di Napoli, ed alla 'ndrangheta, tramite la famiglia dei Piromalli di Gioia Tauro, operante nel reggino.
"Erano giunti in Lombardia per riciclare i proventi di attività illecite compiute in Meridione" afferma il comandante Iodice.
La maggior parte degli investimenti che fanno capo alle otto persone nei confronti delle quali è stato disposto il sequestro dei beni è stata operata in provincia di Brescia, nell'area del lago di Garda, ma anche nelle province di Cremona e Mantova.
Il riciclaggio, si apprende dalla nota, riguardava una lunga serie di attività: intrattenimento notturno, imprese di pulizia, imprese di sicurezza, negozi di abbigliamento, distributori e aree di servizio, società immobiliari e finanziarie, una delle quali in Svizzera.
L'operazione, denominata "Mafia sul Lago", è "molto importante" commenta Iodice. Si tratta infatti del "primo caso di emissione di un provvedimento preventivo antimafia nel distretto della Corte d'Appello di Brescia" aggiunge la nota.
"In altri termini, ciò implica il riconoscimento dell'esistenza nelle province di Brescia, Mantova e Cremona, di soggetti che operano, a tutti gli effetti, in nome e per conto di associazioni criminali di stampo mafioso" conclude il comunicato della GdF.




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