Il 20 giugno il Disegno Di Legge è stato approvato presso la Commissione Istruzione e Cultura del Senato.
La dislessìa ad oggi viene definita dalla International Dyslexia Association come una disabilità dell’apprendimento di origine neurobiologica caratterizzata dalla difficoltà ad effettuare una lettura accurata e da scarse abilità nella scrittura.
Queste difficoltà derivano da un deficit nella componente fonologica del linguaggio. Le conseguenze possono includere problemi di comprensione e una ridotta pratica nella lettura, che possono impedire lo sviluppo del vocabolario e della conoscenza generale.
Per il momento, l’Organizzazione Mondiale della Sanità risulta essere dello stesso avviso.
Le più evolute ricerche di psicologia cognitiva suggeriscono, tuttavia, che il modo di recepire la realtà del dislessico sarebbe tridimensionale e dunque in netto contrasto con le modalità di lettura e scrittura tradizionali, tipicamente bidimensionali.
La conseguenza più immediata è un sostanziale disadattamento del soggetto all’uso delle normali tecniche di scansione oculare del testo e conversione del pensiero in forma scritta.
L’Associazione Italiana Dislessia è favorevole al provvedimento.
C'è una professoressa, però, che da tempo fa di tutto per farsi pubblicare le sue lettere di protesta. (L'ultima è questa)
Si è acceso, così, un dibattito, a volte violento, sull'argomento.
Quella che a molti appare "normalità" non ha, per alcuni, lo stesso significato di qualche anno fa.




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