Da diversi anni è in parlamento una legge che dovrebbe normare l'insegnamento in caso di studenti dislessici.
Va subito detto che la dislessia non è una malattia e che quindi da essa non si guarisce. Nel tempo alcune caratteristiche possono venire attenuate dall'abitudine, dal ricordare che, nonostante non si capisca bene perchè, sulla è ci va l'accento e davanti a talune a ci va l'acca.
Molti dislessici trovano poi dei metodi propri per risolvere ad esempio problemi di lettura. Chi ha problemi di lettura ad esempio, manca dell'automatismo che consente di associare ad un simbolo il suo suono. Questo comporta un impegno enorme (per ogni singola lettera che compone le parole associare il suono per ragionamento e non automaticamente) e molti dislessici finiscono semplicemente per riconoscere le parole non leggendole, ma ricordando il loro disegno come se si trattasse di un ideogramma.
La stragrande maggioranza di questi problemi viene risolta dagli strumenti informatici. Dovreste vedere come a volte mi escono fuori le parole sul video: non c'è una lettera al suo posto, l'apostrofo che esce davanti alle parole che iniziano col la di e il fatto che non so mai come si scrivono v ed f per cui la parola farfalla per me potrebbe essere varvalla.
Insomma, tutti problemi che sono importanti solo a scuola. Che io abbia una visione della matematica come l'espressione di essa in uno spazio tridimensionale e veda la soluzione quasi come in un dipinto e quindi ne traduca il risultato saltando quasi tutti i passaggi regolamentari, che importanza ha quando non si è più a scuola?
La legge ha questo scopo, consentire di adattare il metodo di insegnamento alle caratteristiche dei dislessici. Il 4% degli studenti è esplicitamente dislessico. Forme più lievi portano l'incidenza fino al 25%. Adattare l'insegnamento alla dislessia consentirà a questi ragazzi di non essere più obbligati ad occuparsi occuparsi di talune cose (dal nostro punto di vista assolutamente superficiali se non puramente convenzionali) per studiare.
Il MIT (Massachusetts institute of technology), una delle più grandi università tecniche americane, è la struttura con la maggiore incidenza di docenti dislessici. Il professor Negroponte, fratello del diplomatico americano, è celebre per lo studio delle interfacce fra uomo e computer (ovviamente).




Rispondi Citando
