affanculo....
ma, 16:10
CASSAZIONE: DIRE 'VAFFA' NON E' PIU' INGIURIA
Il 'vaffa' e' ormai una locuzione di uso comune e per questo non puo' piu' essere considerato un'ingiuria, soprattutto all'interno di un discorso tra soggetti "in posizione di parita'" e in risposta a frasi "che non postulano, per serieta' ed importanza del loro contenuto, manifestazione di specifico rispetto". Lo afferma la Cassazione, annullando senza rinvio una sentenza della Corte d'appello de L'Aquila, che aveva condannato un consigliere comunale, il quale, nel corso di una seduta del consiglio di Giulianova, si era rivolto con un 'vaffa' al vicesindaco. Per la Suprema Corte (quinta sezione penale, sentenza n.27966), "vi sono talune parole ed anche frasi che, pur rappresentative di concetti osceni o a carattere sessuale, sono diventate di uso comune ed hanno perso il loro carattere offensivo, prendendo il posto nel linguaggio corrente di altre aventi significato diverso, le quali invece vengono sempre meno utilizzate". Un simile fenomeno, osservano gli 'ermellini', si e' verificato rispetto a numerose locuzioni, quali "me ne fotto" al posto di "non mi cale", "e' un gran casino" in luogo di "e' una situazione disordinata": il 'vaffa', invece, e' una parola che "viene frequentemente impiegata per dire 'non infastidirmi', 'non voglio prenderti in considerazione', ovvero 'lasciami in pace'". L'uso "troppo frequente, quasi inflazionato" di espressioni di questo genere, scrive la Cassazione, "ha modificato in senso connotativo la loro carica: il che ha determinato e determina certamente un impoverimento del linguaggio e dell'educazione, non potendo peraltro negarsi che, in numerosi casi, l'impiego delle medesime non superi piu' la soglia della illiceita' penale".





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