Sismi, Pollari davanti al Copaco
"Non ha dato alcun contributo"



ROMA - "Non ha aggiunto assolutamente nulla a ciò che già sapevamo. Da lui ci aspettavamo un contributo che non è venuto". E' severo il giudizo del vicepresidente del Comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti, Massimo Brutti, al termine dell'audizione di Nicolò Pollari. L'ex capo del Sismi, rimasto per due ore davanti alla commissione, si è limitato a dire che l'ufficio di via Nazionale gestito da Pio Pompa era in funzione dal 2004. In quell'ufficio venne rinvenuto l'archivio segreto con centinaia di dossier su persone di vari ambienti, a cominciare da giornalisti e magistrati. Una schedatura dai contorni ancora da chiarire. Nel corso dell'audizione, peraltro, Pollari avrebbe in qualche modo 'scaricato' Pompa, sostenendo che quei documenti non erano del Sismi e smentendo che il senatore De Gregorio (eletto con l'Idv di Antonio Di Pietro e subito passato al centrodestra ndr) , che nei giorni scorsi aveva spesso spiegato le intenzioni di Pollari, "sia il suo portavoce".

Se Pollari tace, parlano i commissari. E sono valutazioni diverse. "Bisogna approfondire la vicenda dei dossier - dice il diessino Brutti - Non c'è alcun dato che ci induca a tirare un sospiro di sollievo, a dire che tutto va bene". Il Copaco, dunque, proseguirà i suoi accertamenti acquisendo ogni elemento necessario prima di riferire al Parlamento: "Si tratta di un problema serio, il fatto che si siano svolte attività illegittime richiede l'accertamento delle responsabilità non solo penali e un'opera di rinnovamento volta a fare pulizia". Conclude Brutti: "Il problema rimane aperto, dobbiamo andare fino in fondo non fingere di risolverlo".



Diverso il tenore della reazione di Alfredo Mantovano di An. Che difende l'operato di Pollari: "La vicenda ne esce ridimensionata, mi sembra che il castello di anomalie si stia progressivamente sfaldando". Il deputato entra nel merito e dice di non essere sorpreso dall'esistenza di un ufficio 'coperto': "Se un servizio ha bisogno di contatti riservati non lo fa certo in locali di rappresentanza". Anche se l'attività è illecita? "Se era vietata o meno - taglia corto Mantovano - è quanto dovrà accertare il Copaco. Ricordo che anche la procura ha escluso lo spionaggio e addirittura l'attività di dossieraggio". Viste le premesse appare difficile che la relazione del Copaco sulla vicenda possa giungere al tavolo dei presidenti delle Camere prima della pausa estiva.

(17 luglio 2007)