Domani saranno consegnati i risultati dei dialoghi fatti dagli psicologi.
Rignano, in tv le perizie sui bimbi
«Hanno raccontato gli abusi»
Scoppia la polemica sul Tg5. I genitori: si dimetta il direttore
ROMA —
La perizia sui bambini di Rignano Flaminio sarà consegnata domani. I tre consulenti nominati dal Gip di Tivoli per stabilire se sono attendibili i bimbi della Olga Rovere, la scuola accusata di essere stata teatro di turpi casi di pedofilia, la stanno ancora scrivendo. Ma prima ancora che diventi ufficiale, stabilendo se i quattro bimbi oggetto delle prime denunce sono attendibili o meno, un servizio del Tg5 andato in onda ieri sera all'ora di cena fa infuriare tutte le parti in causa, scatenando richieste di dimissioni per il direttore del tiggì Clemente Mimun. Intanto è già duro scontro tra le difese. «I bambini stanno confermando gli abusi subiti», anticipano gli avvocati delle famiglie. «Quello che sta uscendo dall'incidente probatorio dimostra semmai una grande confusione in questi bimbi», ribattono seccamente i difensori degli indagati. Le sedute di fronte alla psichiatra Angela Gigante nominata dal gip Elvira Tamburelli sono iniziate a metà giugno. Tre bambine e un bambino, i primi quattro delle denunce iniziali del luglio di un anno fa, sono stati portati nella stanzetta preparata ad hoc presso il Dipartimento di neuropsichiatria in via dei Sabelli, a Roma. Tre, quattro sedute a bambino, seguite da altre due per i genitori di ogni piccolo e alla fine, in questi ultimi giorni, dai test conclusivi per valutare l'attendibilità dei piccoli. «Tutto il tracciato di questo incidente probatorio — insiste l'avvocato Franco Merlino che con Antonio Cardamone difende le famiglie dei quattro bimbi — conferma che i bambini sono stati abusati e sono attendibili. E ora qualcuno, facendo circolare quei dvd vuole creare confusione. Ma a questo punto il Tg5 ci deve dire da dove li ha avuti?». «Ma quali conferme! — sbotta Roberto Borgogno, dello studio Coppi —. Il quadro è contraddittorio e non è questa la fase in cui si deve decidere se i fatti sono accaduti o no».
Sui fatti trapelano indiscrezioni varie. Il bimbo che chiama Patricia, col nome della mamma di una compagna, la maestra con cui dice di aver «giocato». E sono due le maestre di nome Patrizia. Aggiungendo poi un'altra novità choc: una puntura subita negli organi sessuali. È lo stesso bimbo che ha raccontato alla consulente del pm di aver subito violenze prima nelle abitazioni delle maestre indagate e poi, successivamente, anche presso la ludoteca comunale dove era stato trasferito dai suoi genitori. Una bimba fa invece il nome di Patrizia, senza specificare quale. Dice di essere andata a giocare con le macchine nel suo «castello». Un'altra ha ricordato di essersi recata nei bagni della scuola, ma forse era una casa, e di avervi visto statue grandi di uomini nudi. Sono bambini che hanno pochi anni, i ricordi possono apparire a volte strampalati o strani, ma come aveva già rilevato lo stesso Tribunale del Riesame che aveva scarcerato le maestre arrestate sono bambini che stanno male e che possono aver subito abusi. Perché poi evitare la scuola, è stato chiesto a una bimba? Perché lì, ha spiegato la piccola, ci sono cattivi che picchiano. Cattivi come? I miei amici, ha tagliato corto la bambina.
Le valutazioni delle tre consulenti del Gip si basano su molti altri aspetti, a partire dal comportamento generale mostrato da questi bambini e dalle loro reazioni ai test in apparenza più innocui. In questo contesto sta maturando la loro valutazione, che secondo gli avvocati delle famiglie sarebbe già chiara: l'abuso c'è stato.
Paolo Brogi (corriere)