Cesare maestro di vita
http://espresso.repubblica.it/dettag...89047&ref=hpsp
di Primo Di Nicola
La nuova condanna lo limiterà per pochi giorni. Poi riprenderà la routine tra circolo, cene, gite all'Argentario. E la rieducazione degli ex drogati
A casa, agli arresti domiciliari, dopo che la Cassazione gli ha inflitto un altro anno e sei mesi per i misfatti del lodo Mondadori. Chiuso tra le mura domestiche ad espiare la pena, senza potersi più giovare dell'affidamento ai servizi sociali, anch'essi revocati. Chiuso? Non proprio: Cesare Previti, deputato di Forza Italia, avvocato ed ex ministro della Difesa, già condannato a 6 anni per l'affaire Imi-Sir, anche dopo l'ultima disgrazia giudiziaria può consolarsi con le sue sortite quotidiane, sei ore al giorno di permesso, che gli consentono di spostarsi in città per incontrare amici e colleghi parlamentari. Una libertà condizionata? Sì, ma solo per un altro paio di settimane. Poi ritornerà a una routine che della pena non ha nemmeno le apparenze. L'unico vincolo sarà quello di rincasare entro le 23. Senza rinunciare nemmeno a qualche permesso all'Argentario. Insomma sembra proprio una dolce vita quella del sodale di Silvio Berlusconi, il pluricondannato per corruzione (anche in atti giudiziari) perpetuamente interdetto dai pubblici uffici, il parlamentare con il seggio in bilico dopo che la giunta per le elezioni si è pronunciata per la sua decadenza.
A parte le notti domestiche, l'unico onere è quello di collaborare con il Centro italiano di solidarietà (Ceis) fondato da don Mario Picchi: un'associazione che si occupa del recupero di persone con problemi di droghe e altre dipendenze. Lì l'onorevole ha offerto negli ultimi mesi il suo contributo nel 'Programma serale', in colloqui individuali e di gruppo, per strappare dalla cocaina, dal gioco d'azzardo e da altre azioni compulsive (come lo shopping) professionisti, dirigenti di aziende e giovani che hanno deciso di dare una sterzata alle loro esistenze. E con la frequentazione di don Picchi, Previti riprenderà almeno fino al settembre 2008, quando avrà regolato tutti i conti con la giustizia, il train de vie sperimentato negli ultimi mesi. Ma come ha trascorso questo periodo? Chi ha visto e ricevuto nella sua bella casa di piazza Farnese?
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Le giornate dell'onorevole sono state scandite dagli orari fissati nello scorso febbraio dal Tribunale di sorveglianza che gli ha concesso l'affidamento ai servizi sociali: uscita di casa alle 7, rientro entro le 23. Soggetto a controlli di polizia, non poteva lasciare la provincia di Roma. Ma Previti è Previti ed è riuscito a strappare tre permessi per trascorrere qualche giorno nella sua casa all'Argentario dove lui, appassionato di mare, ancorava il suo mitico veliero Barbarossa, teatro di allegre scorribande con Berlusconi. "Ah, il mare e la barca: quanto mi mancano!", confessa sovente Previti. Il Barbarossa l'ha venduto nel 1999, poi si è disfatto del 'Bagheera' da 420 cavalli e di un Itama 38 ('Shere Khan'). Insomma, al momento, non risulta proprietario di barche e viaggia, oltre che in Mercedes, in Range Rover e Nissan.
La giornata tipo degli ultimi mesi cominciava verso le 8-8,30 per espletare gli obblighi del servizio sociale. Viale Ambrosini, alle spalle della Fiera di Roma, è uno stradone periferico. Al numero 129 c'è il cancello del Ceis oltre il quale regna il silenzio. Qui Previti arrivava con la sua Mercedes. E mentre il suo autista parcheggiava, lui passava a salutare don Mario prima di tuffarsi nella sua nuova vita di 'esperto' del 'Programma serale' in una spoglia stanzetta di 10 metri. Puntualissimo il lunedì (ore 17-19), martedì (9-11) e il giovedì (15,30-17,30). Per lui niente pratiche legali (a parte sporadici pareri sui guai di qualche assistito), ma seguendo il programma concordato con il Tribunale partecipava alle riunioni dei vertici del Ceis (don Picchi, il suo vice don Juan e Marcello Musìo, responsabile del 'Programma serale') per analizzare l'andamento del Centro. Il resto del tempo dedicato al sostegno agli assistiti: colloqui collettivi e individuali ai quali l'onorevole partecipava sotto la supervisione di Musìo e con l'assenso dei partecipanti. Nessuno lo ha mai rifiutato come consulente. Affidata direttamente all'onorevole l'evoluzione di due ex tossicodipendenti, due liberi professionisti, che si recano da don Picchi per colloqui di verifica. Risultato? "Previti ci ha sorpreso", assicura Musìo, incaricato di relazionare i giudici di sorveglianza sul comportamento dell'ex ministro: "È aperto, franco, collaborativo, si è guadagnato la stima di tutto lo staff". Un successo, insomma. "L'onorevole si sta mettendo in discussione e nei colloqui con i frequentatori offre un grande contributo di pragmatismo", aggiunge Musìo: "Il bilancio è positivo: spero che riversi questa nuova esperienza anche negli ambienti che frequenta". (19 luglio 2007




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