Martin van Buren fu l'ottavo presidente degli Stati Uniti d'America; ed esercitò il suo mandato tra il 1837 ed il 1841, dopo essere stato il vicepresidente di Andrew Jackson tra il 1833 e il 1837.
Questo presidente è sicuramente uno dei più sottovalutati, quando invece per le sue politiche dovrebbe essere preso come esempio dall'intero movimento libertario.
Grande organizzatore politico, rese possibile molti successi della presidenza di Andrew Jackson.
Diventato presidente, Martin van Buren si distinse per la sobrietà della Casa Bianca negli anni del suo mandato.
Dimostrò la propria moderazione anche nei confronti della questione dello schiavismo, che invece avrebbe creato grandi difficoltà a diversi suoi più famosi successori.
Pur essendo profondamente contrario alla schiavitù, van Buren si dimostrò tollerante, rispettando i limiti che la costituzione imponeva al suo ruolo, e onorando la dignità della sua carica.
La grande sfida dell'amministrazione van Buren fu il panico del 1837: questa crisi era stata importata dall'Inghilterra e provocò una grave depressione dell'economia americana.
In questa difficile circostanza Martin van Buren fece chiaramente intendere che nessuno doveva aspettarsi aiuti dal governo, e che la ripresa economica non era compito dello stato.
Resistendo alle pressioni van Buren non incentivò l'uso di cartamoneta per risolvere i guai finanziari del governo, evitando al paese inflazione e instabilità monetaria, e preferì invece dare precedenza alla moneta in oro e in argento.
Il presidente decise di separare completamente il governo dalle banche private, e trasferì i fondi federali dalle banche a delle camere di sicurezza di proprietà del governo (Indipendent Treasury Bill).
Nonostante le critiche catastrofiste di chi difendeva l'idea di banca centrale questo sistema non causò carenze di moneta.
Per sottolineare l'immagine di grande liberista di questo presidente bisogna inoltre ricordare il suo importante ruolo al fianco del presidente Jackson nell'abolizione della banca centrale negli Stati Uniti.
Sempre in questo periodo, per la prima ed unica volta, il debito pubblico americano venne completamente ripianato.
Solo questo breve ed incompleto ritratto fa di Martin van Buren uno dei politici più coerenti con l'idea di stato minimo e di laissez-faire.
La sua azione successiva al mandato presidenziale ne fa un grandissimo libertario: il suo impegno contro la schiavitù spinse i gruppi abolizionisti a candidare l'ex presidente alle elezioni del 1848. Presentatosi come terzo partito, il Free Soil aveva come motto: "free soil, free speech, free labor and free men".
Con queste bellissime parole spero di aver incuriosito qualcuno a proposito di questo grande e sconosciuto liberale che fu Martin van Buren.


Rispondi Citando


