Risultati da 1 a 5 di 5

Discussione: ...senza parole!

  1. #1
    McFly
    Ospite

    Unhappy ...senza parole!

    Un «fascista» all'Istituto per la resistenza di Verona

    Tre mesi di carcere per istigazione all'odio razziale, leader degli skin,
    dirigente della Fiamma Tricolore, membro del complesso musicale "Gesta
    bellica", gruppo che come pezzo culto ha la canzone "Il capitano", dedicata
    ad Erik Priebke. Quale curriculum migliore per essere nominato nel consiglio
    dell'Istituto per la resistenza di Verona?

    La splendida idea di nominare il 35enne Andrea Miglioranzi («Fascista? Per
    me è un termine molto caro») come rappresentate del Comune all'assemblea dei
    soci dell'Istituto che deve salvaguardare la memoria dei partigiani è venuta
    alla maggioranza del consiglio comunale. Ancora elettrizzati dalla fresca
    nomina dopo l'elezione a sindaco dell'astro nascente della Lega Flavio Tosi
    (quello che come cosa ha cacciato i nomadi dalla città), i consiglieri della
    destra si sono sentiti di osare. Dovevano nominare due persone. La prima è
    stata Lucia Canetti di Alleanza Nazionale. Ma per secondo hanno scelto lui,
    «il camerata Miglioranzi». Uno che era già conosciuto nel mondo del "white
    power rock" come bassista, ma è diventato ancora più famoso per essere il
    primo in Italia a finire in carcere per la legge Mancino sull'istigazione
    all'odio razziale. Nel 1996: tre componenti del gruppo (oltre a Miglioranzi,
    c'è il leader Castorina, ora segretario provinciale della Fiamma Tricolore)
    organizzano un'aggressione nei confronti di uno Sharp (skinheads del
    versante politico opposto), reo di essere l'ispiratore di alcune iniziative
    musicali multietniche. Le minacce sono chiare: «A Verona queste cose non le
    vogliamo, se ci provi ancora sei morto». I picchiatori sono di Napoli, i
    mandanti si limitano ad osservare il pestaggio. Con entusiasmo. La Digos
    arresta i quattro, che, grazie all'applicazione della legge Mancino,
    sconteranno in carcere quasi tre mesi.

    Ora potrà prendere le sue vendette.

    Qualcuno a Verona, città dove Ciano fu giustiziato e dove la Resistenza ha
    una storia importante e piena di radici, si è opposto.

    Per il presidente del Corpo Volontari della Libertà, i partigiani cattolici,
    Edoardo Faccioli, «chi si dichiara fascista e revisionista dovrebbe sentire
    il dovere di non entrare neppure nell'assemblea dell'Istituto che studia la
    Resistenza».

    Una delle poche voci contrarie. Perché subito a Miglioranzi è stata espressa
    solidarietà dal presidente veronese di An Massimo Giorgetti. «In democrazia
    funziona così, non capisco lo sconcerto. E poi mi pare che il dopoguerra sia
    finito da un pezzo», ha commentato stupito al "Corriere di Verona".



    www.unita.it/view.asp?IDcontent=67627

  2. #2
    Salviamo Bondi !
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    Cosa ?

    Povera Italia siamo messi male

  3. #3
    ALTRA FACCIA DELLA MONETA
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    Chissà; è evidente che certe cose vengono buttate là per spregio e per tentativo di intralcio (qualche caso molto meno eclatante c'era già stato anche in Emilia), ma forse possono portare a conseguenze non negative, perché potrebbero obbligare certi Istituti a lavorare in maniera meno autoreferenziale.
    In fondo così si estremizza il confronto su un piano di trasparenza e di impegno alla dimostrazione continua dei fatti storici.

    In altre parole se c'è un luogo dove certi personaggi possono essere sputtanati, la sfida merita di essere accettata.

  4. #4
    McFly
    Ospite

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    Istituto Resistenza Verona, si dimette il «fascista»


    Andrea Miglioranzi, della Fiamma Tricolore, si è dimesso dall'Istituto per
    la storia della Resistenza e dell'età contemporanea. Il neo consigliere,
    la cui nomina, assieme a quella di Lucia Cametti (An), ha scatenato in
    questi giorni molte prese di posizioni cririche, ha deciso di rassegnare
    le dimissioni con una lettera inviato al Presidente del consiglio comunale
    veronese.

    «Egregio Presidente - scrive Miglioranzi - da alcuni giorni la mia
    elezione da parte del Consiglio Comunale di Verona nell'Assemblea
    dell'Istituto Veronese per la storia della Resistenza e dell'età
    contemporanea è diventata pretesto per strumentalizzazioni e attacchi
    contro il Sindaco e la Giunta comunale veronese. È evidente che
    un'opposizione incapace di affrontare i problemi della città ricorre ad
    argomenti estranei al terreno delle scelte amministrative proposte e
    attuate dalla nuova Giunta. Per eliminare quindi strumentalizzazioni
    pretestuose che tendono a sviare l'attenzione dei cittadini e
    dell'opinione pubblica dal lavoro del Sindaco Tosi e della Giunta -
    conclude-, rassegno le mie dimissioni dall'Assemblea dell'Istituto
    Veronese per la storia della Resistenza e dell'età contemporanea».

    In risposta alle critiche Miglioranzi aveva regalato altre "perle di
    pensiero". «Non sono un nostalgico - dice Miglioranzi -. Essere fascista
    per me significa avere un patrimonio etico e culturale con cui coniugare
    tradizione e valori sociali». «Credo che la mia nomina non sia una
    provocazione, ma un'occasione per far emergere la verità. Non amo parlare
    di revisionismo, questa parola ha assunto connotazione negativa. Mi piace
    parlare di verità, questo sì. La storia è stata scritta dai vincitori, lo
    sappiamo tutti. Non capisco questa levata di scudi».

    Dopo la protesta della senatrice di Rifondazione Tiziana Valpiana,
    dell'Anpi, lunedì è arrivata anche la presa di posizione dei Ds. «Siamo
    sbalorditi e indignati per la scelta del Consiglio comunale di Verona, a
    salda maggioranza di centrodestra, di nominare il dirigente del movimento
    Fiamma Tricolore Andrea Miglioranzi membro del Consiglio direttivo
    dell'Istituto veronese per la Resistenza - afferma Samuele Mascarin,
    organizzatore nazionale della Sinistra giovanile dei Ds-. Una scelta
    provocatoria alla luce della storica militanza di Miglioranzi nell'estrema
    destra veneta, testimoniata anche dalla sua pluriennale attività nel
    gruppo musicale skinhead Gesta Bellica». «Non può sfuggirci che questo è
    uno dei primi emblematici atti politici della maggioranza di centrodestra
    guidata dal nuovo Sindaco di Verona Flavio Tosi», rileva Mascarin. «Come
    Sinistra giovanile ci auguriamo che da subito non solo il mondo
    democratico e antifascista, ma anche le istituzioni si attivino - conclude
    l'esponente Ds - affinchè la nomina di Miglioranzi venga sospesa e
    revocata e si impedisca che all'Istituto veronese per la Resistenza sia
    delegato un esponente dell'estrema destra già condannato nel 1996 a tre
    mesi di carcere per istigazione all'odio razziale».

    Sulle dimissioni di Miglioranzi interviene anche il sindaco Tosi. L'astro
    nascente del leghismo si toglie d'impiccio dalle polemiche, ma esprime
    ancora vicinanza con Miglioranzi. «Ringrazio l'amico consigliere Andrea
    Miglioranzi che, con le sue dimissioni, confermando le sue doti di grande
    lealtà e di correttezza, ha dimostrato di avere a cuore il bene della
    città, sottoposta per l'ennesima volta ad un fuoco di fila da alcuni media
    nazionali per una questione non così rilevante (la classica tempesta in un
    bicchiere d'acqua), e ha dato un contributo utile a riportare su un
    terreno concreto il dibattito politico amministrativo».

    Le dimissioni di Miglioranzi sono accolte «con soddisfazione» da Tiziana
    Valpiana, senatrice di Rifondazione comunista, anch'essa membro
    dell'Istituto per la Resistenza e fra i primi a contestarne la nomina.
    «Era un insulto alla storia della Repubblica».

    A giudizio di Valpiana, «a dirigere un istituto che si occupa di studi
    sulla resistenza non può esserci un esponente politico di una formazione
    che si richiama a valori opposti. La nomina di Miglioranzi - insiste - mi
    era sembrata un gesto di rara arroganza e sono lieta che abbia fatto un
    passo indietro».

    Non pensa minimamente alle dimissioni invece l'altra nominata dal
    Consiglio comunale veronese all'Istituto per la Resistenza. Lucia Cametti,
    di An non si sente di troppo. «Non capisco perché ci sia questo ostracismo
    - commenta - nei confronti di chi è stato eletto dal Consiglio comunale.
    Ci tengo a sottolineare che non sono stata nominata, ma eletta. E poi,
    perché si parla soltanto di me e di Andrea Miglioranzi - prosegue il
    consigliere - e non del terzo esponente eletto, che fa parte dei Comunisti
    Italiani? Mi chiedo se ancora oggi, a sessant'anni dalla Resistenza, si
    vogliano dividere i fascisti dai comunisti. Ma allora, chi sono i veri
    fascisti?».

    Poi arriva l'attacco a certa stampa «faziosa» e che avrebbe «stravolto le
    sue dichiarazioni», in particolare riguardo al 25 Aprile. «Non ho mai
    parlato dei soldati di Salò - si difende - di giornate della memoria ce ne
    sono fin troppe, nelle quali si finisce sempre per dividersi su due
    fronti. Io ho rispetto per i caduti di entrambe le parti e non sono una
    nostalgica, come qualcuno ha detto, perchè io quel periodo storico non
    l'ho vissuto». Poi però la consigliera di An torna all'attacco e parla di
    «un silenzio colpevole» a proposito delle possibili colpe della
    Resistenza, ricordando che i morti ci sono stati da entrambe le parti e
    che «la prima e unica forma di giustizia è riconoscere a ciascuno il suo».

    «Quelli che vogliono che io mi dimetta - aggiunge - sono degli stalinisti.
    Mi attaccano perchè sono una donna e perché nella loro dittatura
    intellettuale non sono disposti a sentire una voce fuori dal coro, che
    invece potrebbe portare nuove idee».

  5. #5
    McFly
    Ospite

    Predefinito

    Topic esaurito.
    Chiudo!

 

 

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