Scuola modello small
di Roberta Carlini
Scattano i tagli del ministro Gelmini: 42 mila insegnanti in meno. Così saranno ridotte le lezioni di lingue e i pomeriggi a scuola. Ecco come sei istituti si preparano all'austerity
Da un anno all'altro ci saranno 42 mila insegnanti in meno assieme a 8 miliardi di tagli in quattro anni. Un crescendo: 456 milioni nel 2009, 1.650 l'anno prossimo, 2.538 nel 2011, 3.188 nel 2012. Fino a poche settimane fa, erano solo numeri scritti su documenti ufficiali. Adesso, si stanno abbattendo concretamente sulla vita delle scuole italiane, man mano che ciascuna di esse viene a sapere quanti insegnanti in meno avrà l'anno prossimo. E ne trae le conseguenze: domande di tempo pieno non accolte, aumento del numero degli alunni per classe, riduzione dei rientri pomeridiani e dei tempi prolungati. Ne sanno già qualcosa gli utenti delle scuole di ogni ordine e grado, con relativi genitori nel panico. Alle elementari i risparmi sono affidati all'abolizione del modulo e al tetto al tempo pieno (garantito, in teoria, solo dove già c'era).
Le scuole medie sono quelle che subiscono i tagli più forti: meno 15.500 prof, mentre gli studenti saranno oltre 7 mila in più. Alle superiori, come antipasto della riforma che arriverà l'anno prossimo, per adesso si amputano 11.350 posti. Parole magiche per ottenere i tagli sono: abolizione delle compresenze, riordino delle cattedre. Che vuol dire, meno ore di lezione con più studenti e con un solo docente per volta. E per le medie, Cenerentola della scuola, meno lingue straniere e meno lettere. Ma per capire come sarà la scuola che riapre a settembre, conviene partire dal basso: dalle classi e dagli orari, che in questi giorni in tutt'Italia stanno prendendo forma.
Napoli - Adelaide Ristori
Quelli dell'ufficio provinciale gliel'avevano detto: "Non lo chiedete il tempo pieno, perché al Sud non lo danno". Eppure i modelli mandati dal ministero, freschi di stampa, prevedevano sulla carta la libertà di scelta: "Scusate, ma se sul modulo c'è scritto, perché io devo dire alle famiglie di non scegliere il tempo pieno?". E così alla scuola Adelaide Ristori , circolo Napoli 34, 800 utenti dalle materne alle medie, hanno spedito i moduli e incrociato le dita. Qualche giorno fa, la doccia fredda: niente tempo pieno a Forcella, e cinque maestre in meno. "Una bomba. Un disastro. Tutto da rifare". Luisa Perasole, vicepreside della scuola, ha strappato tutte le simulazioni d'orario fatte, e ha ricominciato daccapo a riempire fogli e schemini, per far tornare i conti e riaprire a settembre la stessa scuola con meno insegnanti. Il problema non è solo dei 37 bambini le cui famiglie avevano barrato sull'ottimistico modulo la casella '40 ore': non le avranno, è certo, ma di cosa dovranno accontentarsi? 24, 27 o 30 ore a settimana, per stare sempre al ventaglio di offerte ministeriali? "Sarà difficile garantire anche il tempo prolungato al pomeriggio. E la mensa, nostro orgoglio da anni", dice Perasole.
Scuola di frontiera, tra la centrale via Duomo e le zone più popolari di Forcella e Mercato, la Ristori, circolo Napoli 34, ha lottato per conquistare quello che si chiamava 'tempo prolungato'. E che rischia anch'esso l'estinzione, per il combinato disposto di due novità: l'abolizione delle ore di compresenza degli insegnanti nella stessa classe, e, per medie e superiori, il riordino delle cattedre (tutte a 18 ore, tutte d'insegnamento frontale). "Prima, anche senza avere il tempo pieno i bambini potevano restare in mensa, e poi fare attività nel pomeriggio. Con cinque maestre in meno, salta tutto il modello che abbiamo costruito in anni di lavoro".
Lavoro didattico, e sul territorio: "Il pomeriggio lo usavamo per fare attività di recupero personalizzate, ad esempio mettendo insieme bambini dello stesso livello per rafforzare la matematica o l'italiano. Poi c'erano i laboratori, per elementari e medie: informatica, latino, multimediale, facevamo anche un tg. C'erano corsi di computer o teatro anche per le famiglie: lavoriamo in zone molto problematiche, e avere la scuola aperta al pomeriggio, per tutti, è importante"......[continua]
http://espresso.repubblica.it/dettag...all/2080553//0




Rispondi Citando
ncav:

