Auguri mia amante,mia moglie mia fidanzata.Auguri mia donna che mi hai fatto gioire e soffrire ma sempre fedele,così come sono stato e sarò sempre fedele a te..per sempre.
Ciao amore...mia dolce 80enne....ma non li dimostri
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Auguri mia amante,mia moglie mia fidanzata.Auguri mia donna che mi hai fatto gioire e soffrire ma sempre fedele,così come sono stato e sarò sempre fedele a te..per sempre.
Ciao amore...mia dolce 80enne....ma non li dimostri
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Sinistra Nazionale!




Bravo Rodolfo, sapevo di poter contare su di te per sbrigare questa piacevole incombenza.
[SILVIA]Tanti auguri, mia dolce Roma...[/SILVIA]
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Dal sito de Il Romanista
(EDITORIALE | 26/07/2007) - MARCO CONIDI
Cosa sei per me... E come faccio a spiegarlo... Ero uno di quei ragazzini che scendeva sotto casa d'estate e d'inverno, con 40 gradi o sotto zero, costantemente vestito con una maglia rosso pompeiano coi bordi giallo ocra. I calzettoni erano quelli col cotone sfilacciato che non stavano mai su con l'elastico e la maglietta aveva il collo che era diventato ovale per quanto si era allargato. Facevamo partite dalle 16 alle 18 ore di durata, in squadre da 30 contro 45, su ogni superficie consentita: cemento, cemento armato, super asfalto. Le porte più gettonate erano le serrande dei negozi e, naturalmente, i giacchetti buttati a terra sui camponi polverosi, dietro le scuole, dove inghiottivamo chili di terra inseguendo dei super tele nei giorni a vento e, quando andava bene, palloni di cuoio spelacchiati di trenta chili. Quelli più abili o fortunati come me venivano tesserati da società di quartiere o satelliti, che all'entrata avevano sempre il marchio tuo, della AS Roma, che ci faceva dimenticare di aver preso tre autobus e mangiato un panino uscendo da scuola per allenarci sempre in campi di polvere. Avevamo solo la Roma, ma eravamo ricchi, non ci serviva altro. Avevamo fantasia, sogni speranze e amicizie... Tante.
Avevamo la Roma come punto di riferimento. Eravamo quasi tutti parte di famiglie più che normali. Anzi, non avevamo soldi, ma non ne sentivamo la mancanza. Non avevamo telefonini, motorini o macchinette. Sfoggiavamo un paio di scarpe firmate per tutto l'anno, spesso delle Clark ci rubavamo i lacci negli spogliatoi, ma avevamo la Roma, 24 ore al giorno. Da adolescenti alcuni di noi hanno perso la fidanzata perché la domenica pomeriggio erano irreperibili e quando c'erano passeggiavano con le orecchie pronte a captare ogni radiolina nel giro di 50 km e facevano mosse convulse a ogni tiro sbagliato mentre la ragazza raccontava cose che solo il vento e gli alberi ascoltavano. A pensarci bene, alcuni di noi perdono ancora mogli per lo stesso motivo...
Mi sa che sono uno di quei ragazzi e poi uomini che si è fidanzato e sposato con la Roma, in barba ad altre donne. Però permettetemi di dire che se alcune di queste persone che vi ho descritto le ho amate è anche perché sono della Roma. Un conto è amare il calcio e un conto è essere della Roma. Essere della Roma è un principio etico morale e anche comportamentale. Essere figli della Roma vuol dire essere capaci di un amore incondizionato, a prescindere dal ritorno d'interesse, così come l'amore dovrebbe essere: assoluto, senza riserve. Essere figli della Roma vuol dire credere nella speranza, nel riscatto, nel fatto che ognuno di noi può avere qualcosa d'importante nella propria vita. Essere figli della Roma vuol dire credere nelle origini, nella fierezza delle proprie tradizioni, comunicarle con volontà ma rispondendo fermi alle provocazioni, non abbassando mai la testa. Essere figli della Roma vuol dire avere ironia e sentimento, essere divertenti e romantici. Quindi, se amate un figlio della Roma e da lui siete amati, avrete un amore assoluto, generoso, di speranza, leale fiero e romantico... E anche tante risate... Che Dio ve lo dedichi.
Un abbraccio.


Auguri Roma!
Stasera su SKY stanno dando la festa della Roma in diretta, bellissima!








No, è solo che non mi va di rivedere gente che, in teoria, non dovrebbe più ricalcare l'Olimpico (e penso che hai ben intuito di chi parlo)...
Quella di stasera è la festa della Roma, e si devono accantonare tutte le rivalità, è vero, ma non posso resistere di fronte a certi figuri... A 'sto punto meglio che me ne resto a casa...
...in ultima istanza, domani devo alzarmi presto, e non posso tirare troppo tardi.

