PUBBLICAZIONE ATTUALISSIMA
Volete sapere cos'e' che frena il nostro Paese? Volete scoprire qualche verita' nel Paese .....dalle troppe menzogne? Il saggio "Quale futuro per l' Italia e per la Francia ? Sviluppo o sottosviluppo ?" è stato pubblicato da Sovera.
Diverse le opzioni per l’acquisto del saggio (del costo di 13.50 €):
- nelle librerie, la cui lista troverete su:
www.soveraedizioni.com
clicca su “Librerie”; scegli la regione in cui sei, avrai la lista librerie della regione ove esso è disponibile.
- in altre liberie, non listate sul sito.
- comprando una delle 300 copie acquistate dall’ autore al prezzo di copertina. In due modi:
a) per chi abita a Roma, basta telefonare a chi ha le copie in deposito:
(Susanna, tel. 3473344936, ore 9-21 ; Guido 3280952271; e Antonio/Paola tel. 06-66157544);
b) contattando l’autore c/o: angremi@orange.fr, tel.+ 331-42.04.20.81
Il prezzo, 13.50 € (15 € spedito), sarà ridotto a 11 € per la seconda e terza copia.
Il sommario del saggio è allegato ("Sommario")
RECENSIONE DEL SAGGIO
E’ un saggio attento e costruttivo, quello dell’europeo Antonio Greco, che affonda la lama del coltello nelle piaghe aperte di un sistema – quello “ITALIA” – agonizzante e che l’autore paragona, con una metafora, al TITANIC (includendo nell'immagine il fatto che i politici danzano sul ponte di una nave che è a rischio).
E peggio ancora, mette in guardia sul grosso rischio che il Bel Paese rischia di fare, parimenti alla ben nota terribile vicenda del maestoso transatlantico, se non si interverrà presto e con immediata efficacia. Ma il sentiero per la salvezza è stretto: si chiama “Realismo, Verità, guardare all’Europa”.
Greco lascia intravedere degli spiragli di salvezza per un malato che, versando in un gravissimo stato di salute, potrebbe ancora esser capace, se aiutato dall’esterno e con un notevole impegno, di europeizzarsi. Impegno di tutti e in particolare di validi tecnocrati e della volontà, di imparare il "sociale" dall'Europa- di ristabilirsi. L’analisi è costruttiva e propositiva nell’indicare cause ed effetti dei malesseri nazionali (fra cui primeggia il teatrino diffuso, che ha ucciso il realismo), cui fanno seguito le possibili soluzioni per favorirne lo sviluppo.
Paragonando l’Italia ad alcuni paesi europei quali la Francia, il Regno Unito e la Germania, partendo dal presupposto che in questa Europa Unita, comunque vada, “non saremo uguali”, l’autore, forte dell’esperienza maturata in ambienti internazionali, impegnato in discussioni a livello europeo e mondiale di tipo tecnico-amministrativo, individua le ragioni di taluni comportamenti che hanno un forte impatto sul lavoro, sulla sua organizzazione; capacità, pregi e difetti dei vicini continentali sono fonte di spunto e di riflessione per meglio comprendere i nostri limiti, le nostre mancanze sociali(parecchie e non da poco) e le nostre potenzialità: quelle degli italiani , che hanno tanta creatività, ma tanta difficoltà a sfruttarla.
Se lo statista non nasce come i funghi dopo una pioggerella di primavera, allo stesso modo chi fa politica non può improvvisarsi valente amministratore e buon governante, pena il rischio di fallimenti.
“Gli esperti delle nuove frontiere dell’economia si sono talmente concentrati sullo studio e sull’applicazione delle teorie economiche disponibili, da dimenticare di studiare l’incidenza sulle evoluzioni dell’economia su di un elemento essenziale della stessa: l’uomo”. Non mancano, così, i riferimenti alle sfide future, alle paure, alle opportunità: l’Africa, l’Islam, the american way of life.
Un punto di vista, un personale contributo, quello dell’ing. Greco, amante e fiero del proprio Paese, a volte tagliente, ma realista, critico e costruttivo. Il quale sarà necessario il giorno che il Bel Paese, oggi confuso, scassato, senza direzione valida, senza coscienza dei propri problemi, volesse mettere la testa aposto......
Antonio Laghezza
---------------------
(SAGGIO APPENA PUBBLICATO DA SOVERA)
1. SOMMARIO
TITOLO: Quale futuro per l’Italia e la Francia: sviluppo o sottosviluppo ?
Lo Stivale sta scivolando... E la Gallia, ci resta a galla ?
Autore: Antonio Greco
L'autore, espatriato dal 1982, ha girato l'Europa in lungo e in largo per 30 anni, per motivi professionali. Da ingegnere e negoziatore, ha lavorato gomito a gomito con francesi, tedeschi, scandinavi, americani, etc.
Nel corso degli anni constatò che i diversi comportamenti si riflettevano negli incontri professionali. Gli era parso perciò interessante esaminarne l'impatto sull'efficacia nel lavoro. Col tempo due convinzioni gli sono apparse chiare :
- occorre eliminare il rischio del Titanic/sistema Italia, che naviga nella notte mentre molti politici danzano sul ponte;
- l'economia francese potrebbe sensibilmente aumentare le esportazioni dei prodotti della sua industria, la quale si giova di un innegabile savoir faire scentifico e industriale, se sviluppasse la creatività e la flessiblità, qualità tanto comuni in Italia, e abbandonasse certe abitudini penalizzanti, ormai superate alla fine del millennio.
Nel cursus scolastico dei suoi figli egli ha potuto osservare con attenzione il sistema scolastico francese. Ciò gli ha permesso di individuare i legami fra la didattica francese, che é praticamente fuori dall'Europa, certi comportamenti desueti diffusi nel Paese e le limitate capacità transalpine in campo commerciale. Tali lacune si riflettono negativamente in un contesto di competizione economico europeo e mondiale.
L'Europa unita ha cominciato il suo percorso verso i mercati mondiali, portandosi dietro grossi punti interrogativi :
- come conciliare il cervello di un francese con il cuore di un italiano ?
- sarà sempre difficile inseguire l'economia tedesca o ci saranno altre
locomotive in Europa ? Se sì, quali ?
- chi riuscirà ad acquisire, come gli anglosassoni, una visione sempre
distaccata e pragmatica e le loro capacità di strategia ?
L'economista tedesco Ralf Dahrendorf scrisse in un articolo sull'Unione Europea : "E da Londra, quasi esclusivamente, che soffierà il vento innovatore che animerà l'Europa". Lo stesso Dahrendorf pone l'accento sul fatto che a Bruxelles "gli Eurocrati passano la maggior parte del tempo a discutere argomenti di interesse limitato. Essi si chiedono se sia meglio occuparsi della dimensione delle reti per la pesca, più che dibattere di questioni sociali e politiche (ad es. disoccupazione ed esclusione sociale, politica estera, competitività, etc?)"
I Paesi gestiti da governi forti e stabili, come la Francia caratterizzata da un potere centralizzato, vedono il ridimensionamento dei loro poteri sull'economia. Si deve dunque sperare che quest'ultima sia solida e manifesti capacità d'iniziativa e flessiblità adeguate, in modo da reagire agli imperativi dei mercati.
L'autore analizza i motivi per cui :
- l'Italia é l'unico fra i Paesi industriali dell'Unione Europea ove esiste una larga divaricazione fra i diritti dei cittadini esistenti sulla carta e la loro applicazione pratica ;
- in molti campi (specialmente nel pubblico) l'Italia sociale é indietro agli altri Paesi dell'Unione ; ad esempio in altri Paesi le autorità definiscono per tempo le strategie, pianificano e realizzano gli interventi strutturali in modo organico, mentre in Italia ci si limita a reagire alla giornata ai problemi del giorno, spesso troppo tardi per risolverli o condizionarne gli sviluppi ;
- la diffusione dell'échec scolastico e la violenza manifestata dagli alunni (di livello anormalmente elevato in Francia) sono legati alla pedagogia francese, frustrante e poco efficace ;
- l'attidudine francese a organizzare in modo efficace piccole e grosse strutture é, al contrario, una qualità rara in Italia, dove l'importanza dell'organizzazione é troppo spesso ignorata (gli industriali italiani sono talvolta noti all'estero per essere incapaci di rispettare i tempi liberamente concordati !).
Il saggio chiude l'analisi sugli aspetti di cultura e comportamento che hanno un impatto sull'economia, con delle valutazioni che mirano :
- a suggerire agli Italiani di europeizzare i loro comportamenti sociali, allo scopo di evitare all'Italia un futuro di sottosviluppo e per portare la vita amministrativa e politica nazionale agli stessi livelli già raggiunti negli altri Paesi dell'Unione Europea.
- a sollecitare i Francesi ad adattare il loro sistema educativo ai bisogni di oggi, a ridurre i fallimenti scolastici e migliorare la competitività di coloro che saranno i quadri di domani.
Una lettura attenta di quest'analisi comparativa mostrerà in filigrana tutto l'interesse e i vantaggi di una collaborazione tra Francesi e Italiani. E necessario, per ciò fare, una riflessione seria, senza scappatoie e con una reale volontà di progresso, sulle caratteristiche culturali e sociali di ciascuno dei due Paesi. Essa é impostata e discusa dall'autore. Una possibile collaborazione italo-francese sarebbe la strada migliore e più sicura che permetterebbe ai due Paesi di eliminare degli handicaps per conquistarsi un posto di primo piano nel corso dell'avventura delle economie europee.
Questa prospettiva di sinergie franco-italiane non é utopica in quanto :
- permetterebbe agli Italiani di usare come modello l'efficacia francese in materia di gestione pubblica e servizi statali ;
- permetterebbe ai Francesi di arrivare, con la modifica dei metodi di insegnamento, ad essere, anche loro, flessibili e creativi.
Antonio Greco ANGREMA@wanadoo.fr
2.
MOTIVAZIONI PER UN SAGGIO
PERCHE IL SISTEMA ITALIA HA TANTE STROZZATURE E NON PERMETTE IL DECOLLO ECONOMICO ?
QUALI LE RAGIONI PER CUI, IN AMBITO U.E., SOLO IN ITALIA ESISTE UNA ENORME FORBICE FRA I DIRITTI DEI CITTADINI FORMULATI DALLE LEGGI E LA LORO REALIZZAZIONE PRATICA ?
!
Ecco gli INTERROGATIVI chiave sul sistema Italia di inizio secolo :
• Perché l’Italia é l’unico fra i Paesi della U.E. ove :
^ il cittadino ha una probabilità molto bassa che lo Stato risponda alle sue
esigenze, in modo tale da mettere in pratica i diritti di cui gode sulla carta?
^ l’orario dei treni é oggetto di scommessa ?
- Quali sono i motivi per cui l'Italia è l'unico tra i Paesi della U.E. ad avere un'altissima percentuale di evasori e di sperequazione fiscale?
- Perchè mentre in Germania, Olanda e Francia il cittadino puo’ facilmente avere risposta veloce alle sue necessità amministrative, anche per corrispondenza; in Italia invece le reazioni degli enti responsabili sono lente o nulle, spesso insoddisfacenti, per cui é consigliabile l’intervento di un una “conoscenza” o di un’agenzia perché il cittadino abbia cio’ che gli spetta ?
- Quali i motivi per cui, mentre negli altri Paesi dell'Unione un problema di interesse nazionale può essere affrontato, discusso e risolto in Parlamento nel giro di pochi mesi, in Italia troppo spesso si discute a lungo senza arrivare a soluzione, anzi spesso si accantona il problema ? Perchè in Italia molte proposte di legge al parlamento sono accantonate senza discussione e senza una chiara risposta positiva o negativa?
- Per quali motivi l'Italia esporta negli altri Paesi dell'Unione un gran numero di malati più o meno gravi e non è capace di inventare un'assistenza sanitaria nazionale al livello di quella tedesca o francese ?
- Perchè gli altri Paesi della U.E. che si trovano a Nord delle Alpi studiano, analizzano e definiscono per tempo le strategie nei campi ritenuti di interese primario, mentre in Italia spesso i governi si limitano a reagire alla giornata ai problemi che via via si presentano, in genere troppo tardi per condizionarne gli sviluppi?
- Perché gli Italiani hanno difficoltà a gestire le discussioni in larghi gruppi e ad organizzare grossi e medii sistemi, colla stessa efficacia degli altri cittadini della U.E. ?
• I servizi geologici nazionali non sono stati capaci di portare a termine in 110 (centodieci) anni la carta geologica del territorio nazionale. Eppure l'Italia é il terzo Paese nella classifica di quelli esposti a rischio di catastrofi naturali. Quali i motivi di tutto cio’ ?
• Per quali motivi :
● all’inizio del secolo esiste spesso nella vita sociale italiana tanta incertezza, che rende difficile e la vita del cittadino e la definizione di programmi ?
● perché gli Italiani, che hanno qualche difficoltà nella competizione globale, non hanno ancora adottato come critero generale ed esteso il culto del merito e della responsabilità personale ?
• gli Italiani qualificati che emigrano sono stimati nei Paesi ove lavorano, hanno successo, mentre gli Italiani che giocano in casa per avere un successo personale hanno spesso bisogno di un referente? perché essi lavorano a un livello troppo basso nei servizi e strutture pubbliche ?
• i rappresentanti governativi italiani sono raramente ascoltati o consultati in
questioni di interesse europeo o mondiale?
• in Germania, in Francia ed in altri Paesi europei le leggi e i regolamenti sono
chiari, ove invece in Italia troppo spesso occorre discuterne l’interpretazione o consultare un esperto ?
● nei programmi dei governi italiani ci sono spesso rilevanti scostamenti fra gli obiettivi strombazzati e i risultati ottenuti ?
• I Romani furono maestri del diritto; ma l'Italia é forse il solo Paese dell’Unione ove la % dei delitti puniti é spaventosamente bassa, nonostante che la nostra polizia sia notevolmente stimata a livello europeo. Per quali motivi la dicotomia ?
• Perché l’Italia é l’unico dei Paesi dell’Unione ove esiste una spaventosa divaricazione fra i diritti esistenti sulla carta e la loro realizzazione pratica ?
- Per allontare dal futuro italiano lo spettro di divenire un Paese del terzo mondo é meglio una buona riforma di ingegneria istituzionale o una seria e diffusa presa di coscienza nazionale e successivi, anche se difficili, cambiamenti ? Gli illusi credono che la prima soluzione sia sufficiente. Nell'ipotesi che la seconda opzione sia migliore, da chi essa andrebbe gestita per essere efficace?
- Perchè un giovane francese sarà probabilmente un potenziale ottimo direttore di una banca o di una catena di ipermercati, e non un italiano?
- Perchè un un giovane italiano sarà probabilmente un futuro ottimo direttore commerciale alle esportazioni o un imprenditore capace di inventare nuove attività industriali ? Perché non un francese?
- Perché i treni tedeschi, francesi, olandesi sono sempre in orario ed hanno un tasso di incidenti bassissimo ? e non quelli italiani ?
- Perché la omertà e la criminalità sono diffuse in tutte le strutture pubbliche italiane, e non in quelle tedesche o inglesi ?
- Perché le ottime potenzialità scientifiche e organizzative esistenti in Francia non possono essere usate appieno, nella competizione del villaggio globale ? Come gli Italiani potrebbero aiutare i Francesi ?
Cercate le risposte a tali domande “sociali” ? Teniamo conto che solo dal di fuori dell’Italia si puo capire per quali ragioni il Paese continua a degradarsi ed ha speranze limitate di avvicinarsi al resto della U.E. Le persone che, con falsa sicurezza, preferiscono non riflettere sulle cause del degrado italiano non hanno interesse per il futuro dei proprii figli.
Il saggio “Francia e Italia, due Paesi europei ? Forse, un giorno.....se...”, che é stato pubblicato su Internet per quattro anni, presenta una testimonianza necessaria per permettere una riflessione sulla divaricazione fra Italia e Europa, che appare in aumento. Sulla base di paragoni fatti da chi ha viaggiato l’Europa per 30 anni e vive in Francia da 20 anni. Si tratta di un’analisi cruda della situazione e di una proposta per portare il Paese al livello europeo.
Antonio Greco
angremi@orange.fr
3. DALL’ INTRODUZIONE AL SAGGIO
Come é sistemata la Francia nell’Unione Europea ? E l’Italia se la cava ?
Questo saggio cerca di trovare le giuste risposte, in base alle esperienze fatte da chi, per trent’anni, ha lavorato e viaggiato in Europa.
Le osservazioni e i paragoni fatti nei varii Paesi europei erano all’inizio esperienze inconsce, di chi accetta la differenze in Paesi diversi e non si chiede da dove esse vengono e a cosa esse portano. Finché non sono accaduti, davanti agli occhi dell’autore, alcuni fatti particolari che hanno attirato la sua attenzione per le differenze che mettevano in luce.
Prendere il “treno più auto” varie volte sul percorso Milano-Parigi. Dormire in vagone letto, dopo una cena semplice al self-service su rotaia. Svegliarsi nella campagna francese, pulita, ordinata, ma senza anima. Scendere dal treno a Parigi e seguire i cartelli per la caffetteria. Le ragazze dell'accueil, bionde e in grembiulino rosa, indicano il settore ove le tavole sono pronte e il caffé é fumante. Con croissants.
Tutti i passeggeri sono rifocillati velocemente, mente una voce suadente li avverte che, dopo la colazione, ci si sposta in terrazza, ove ad ognuno sarà servita, sbarcata dal treno, la propria auto, come se fosse un secondo croissant.
Lo stesso viaggio, treno più auto, in senso inverso. In arrivo a Milano la mattina, i passeggeri sbarcati dal treno cercano le indicazioni, inesistenti o ben nascoste, per sapere dove farsi servire il caffé, promesso dal tagliandino ricevuto in treno. Si trova infine il bar, in cima ad una scala stretta, troppo stretta per tutta la massa dei passeggeri di un treno internazionale. Chi é stato già servito é costretto a scendere per la stessa scala, sgomitando fra chi in senso inverso, cerca di salire nonostante la calca. La quale é ferma a lungo. Il caffé é lento, misero, servito da una sola persona per un intero treno.
Dopo la prima stazione dolorosa si ritorna al treno. Si aspetta, si osserva cosa succede. Un viaggiatore italiano, ben abituato all’organizzazione francese, mal sopporta che nessuna macchina venga sbarcata. Un ferroviere é fermo all’attracco del treno e guarda, pensoso, la folla degli automobilisti fiduciosi. Dopo venti minuti di osservazione muta, l’automobilista italiano chiede al ferroviere perché sta a braccia conserte, perché nessuno sbarca le auto. La risposta non é piacevole: l’addetto allo scarico non é venuto e l’aiuto addetto non puo’ far niente perché non é autorizzato allo scarico...........L’automobilista, dopo solo un’ora, é già stanco di stare in Italia.
Il tentativo di alcuni viaggiatori di scaricare la propria auto viene fermato dal ferroviere, il quale fa un bel discorso sulle responsabilità in caso di falsa manovra. Si chiede l’intervento del poliziotto di guardia perché svegli chi dorme o chiami il capo-stazione. Ma............l’Italia non é la Francia. Il resto si puo’ immaginare.
Una delle periodiche conferenze mondiali presso l’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni, a fianco del palazzo delle Nazioni Unite a Ginevra. Ogni
Paese ha i proprii interessi da seguire, le proprie proposte da fare nell’interesse dei proprii servizi e per la definizione degli standards di trasmissione dei collegamenti internazioanli. Molti delegati si conoscono da tempo, anche se vengono da continenti diversi. Ci sono talvolta discussioni difficili, lunghe anche dieci giorni, se su un argomento c’é divergenza di interessi o di interpretazioni.
Alcune delegazioni, anche se numerose, ascoltano ma intervengono di rado, vedi l’Italia e qualche Paese sudamericano. Altre delegazioni sono sempre coinvolte in discussioni e proposte, come quella nordamericana e numerose europee. C’é anche una delegazione europea che ha un comportamento tutto particolare: quella francese. Nonostante la serietà della preparazione, é talvolta in difficoltà a convincere la conferenza delle proprie proposte. A causa di una serie di atteggiamenti particolari.
I delegati francesi sono sempre chiari, pronti a precisare tutti i dettagli con pignoleria, ma raramente eloquenti. Qualche volta non convincono per l’arroganza di chi dà troppe lezioni. Stranamente, un delegato puo’ prendere una posizione opposta a quella presa dal proprio collega, che é seduto al suo fianco, il giorno precedente. Un’altra loro particolarità é quella di non percepire il feeling dell’assemblea e di avere difficoltà a intendersi cogli altri. C’é da chiedersi perché.
L’osservazione di eventi di questo e altro tipo ha risvegliato l’attenzione e la curiosità dell’autore, il quale ha indagato, riflettuto, discusso e cercato gli elementi necessarii a capire parecchi aspetti delle vita francese e italiana. Fra i quali:
• l’origine e il perché di certi comportamenti;
• quale é l’impatto degli stessi sulle attività economiche;
• le ragioni per cui i cittadini francesi non hanno sempre una comunicazione facile;
• le ragioni per cui gli Italiani sono apprezzati o disprezzati, secondo le circostanze.
Questo saggio non elenca le qualità positive dei Francesi e degli Italiani, esse sono ben note, ma concentra l’attenzione sugli aspetti che squalificano gli uni e gli altri, nel quadro della competizione europea. Allo scopo di dare un contributo positivo alla vita sociale e alle economie dei due Paesi. L’osservarsi in uno specchio e scoprire le prime rughe non é piacevole. Ma necessario, se si vuole, con una cura di bellezza, evitare che ne appaiano altre.




Rispondi Citando