





Tu che odi dio e la vita cristiana
Senti la sua presenza come un doloroso cancro
Vengano profanate e profanate aspramente
Le praterie del cielo bagnate di sangue
Odiatore di dio
E della peste della luce
Guarda negli occhi paralizzati di dio
E sputa al suo cospetto
Colpisci a morte il suo miserevole agnello
Con la clava
Dio, con ciò che ti appartiene ed i tuoi seguaci
Hai mandato il mio regno di Norvegia in rovine
I tempi antichi, le solide usanze e tradizioni
Hai distrutto con la tua orrida parola
Ora vai via dalla nostra terra!


Formigoni e Galan
ci siete ancora?


Illy cambia la legge: friulano per tutti
Tutti a scuola studieranno il friulano. Chi non vorrà, dovrà chiedere formalmente l'esenzione. Il presidente Illy ha annunciato l'imminente modifica della norma, recependo così la proposta lanciata da D'Aronco nella lettera aperta pubblicata dal Messaggero Veneto. "La madrelingua - ha riconosciuto il governatore - è una risorsa anche per chi è nato fuori del Friuli". D'Aronco ha apprezzato l'apertura: "Illy ha dimostrato grande ragionevolezza"
di Tommaso Cerno
UDINE. Tutti a scuola studieranno il friulano, salvo gli alunni che esplicitamente – tramite i genitori – chiederanno di essere esclusi. Il governatore Riccardo Illy fa propria la richiesta di Gianfranco D’Aronco, friulanista e leader storico degli autonomisti del Friuli, che nella sua lettera aperta pubblicata ieri sul Messaggero Veneto aveva contestato il meccanismo della nuova norma di tutela, che prevedeva l’insegnamento della madrelingua soltanto per chi lo richiedesse esplicitamente. Le parole di D’Aronco hanno trovato d’accordo il governatore che ha annunciato la modifica della norma: sarà chi non lo vuole a doverlo dichiarare.
«Ho trovato garbato e equilibrato l’intervento del professor D’Aronco – dice Illy –. Ritengo sollevi argomenti corretti sui quali abbiamo discusso in giunta abbastanza a lungo prima di approvare il disegno di legge preliminare che spetta al consiglio ora approvare». Qualche giorno fa, aggiunge il presidente, «ho definito di lana caprina, ma non in termini negativi, la questione dell’iscrizione ai corsi di friulano. Anche se va ricordato che nel disegno di legge è previsto l’obbligo per le scuole di fornire questa opportunità e, come già avviene oggi, la facoltà dei genitori di iscrivere i loro ragazzi. Bene, ho usato quell’espressione perché qualche giorno fa siamo stati a Ruda e nell’incontro con il sindaco di quel Comune e in una amabile conversazione con i suoi assessori e le sue assessore ho rivolto loro la domanda, anzi una serie di domande su un tema che trovo di grande interesse. Primo: dove si parla il friulano? Visto che è un comune che non è nel cuore del Friuli. Mi è stato risposto: dappertutto, a casa, nei luoghi dove si socializza, ma anche sul luogo di lavoro incluso quello pubblico, cioè l’amministrazione comunale. La seconda domanda: quanti bambini delle scuole si sono iscritti ai corsi di friulano? Risposta: praticamente tutti, anche quelli che non sono nati nel comune di Ruda. Allora evidentemente il fatto di doversi iscrivere non ha costituito un ostacolo». Ma ciò nonostante, continua Illy, «siccome tutti si iscrivono non vedo perché debba costituire un ostacolo invertire le parti. Per cui tutti sono iscritti automaticamente e, se un genitore non vuole l’insegnamento, chiede l’esonero».
Un cambio di rotta, in sintonia con la richiesta di D’Aronco, che – se anche dal punto di vista pratico non cambierà molto – dal punto di vista culturale ha un significato profondo per autonomisti e friulanisti. «Per me – dice Illy – non costituisce alcun problema, anzi. Io sono di religione valdese, cosa che spiega il mio interesse e la comprensione per i temi che riguardano le minoranze linguistiche. E ho sempre chiesto da bambino – e ottenuto – l’esonero. Ma voglio andare oltre e dire che da cittadino della Regione, della Venezia Giulia, ritengo che il patrimonio turistico e culturale sloveno, della piccola minoranza tedesca e soprattutto quello friulano, il più numericamente significativo, sia un patrimonio di tutti i cittadini della regione, per cui anche mio. E ritengo da amministratore della Regione un mio dovere difenderlo e da cittadino un mio diritto e interesse che sia difeso».
Illy cita poi Ashby, che ha scritto una delle leggi della cibernetica, la legge della varietà necessaria, «nella quale dice che per controllare un sistema complesso, il controllore deve avere una complessità pari o superiore al controllato – spiega Illy –. Quindi laddove il sistema assume una certa varietà di comportamenti, il controllore ne deve avere una di livello superiore. O almeno uguale. Ebbene noi ci troviamo in un mondo estremamente complesso nell’economia globale. E se vogliamo controllarlo e sopravviverci dobbiamo avere una varietà di comportamenti almeno uguale». Secondo il governatore, quindi, «abbiamo l’enorme fortuna di vivere in una regione piccola, compatta, con 1,2 milioni di abitanti 4 comunità linguistiche riconosciute e almeno un’altra decina non riconosciute e dobbiamo da un lato garantirci la continuazione di questa varietà – aggiunge –, che significa insegnarle alle generazioni successive e trasmettere i valori culturali. Dall’altro favorire il lavoro e la vita culturale assieme di queste diverse componenti, cosa che rappresenta la migliore opportunità per avere successo in questa fase della storia dell’umanità». Una posizione che hanno capito gli istituti di ricerca, secondo Illy, le università e anche diverse imprese «che hanno costruito gruppi di lavoro misti e la cui creatività è sensibilmente suoperiore a quella dei gruppi omogenei. Per la ricerca, per la soluzione di problemi complessi sono molto più aperti». Anche per questa ragione, conclude Illy, «ho voluto che si tenesse nella nostra regione, a Udine, l’assemblea generale dell’Are, a novembre, con il tema dell’identità. Perchè ritengo che nella nostra regione abbiamo qualcosa da dire su questo tema».
Messaggero Veneto




Tanti complimenti a Illy... anche se la sinistra l'ha fatto solo e unicamente per recuperare un po' di consenso al nord, è comunque una buona cosa per i friulani...


On line ho trovato solo questo. Vedrò di scannarti e postare quello del Mesaggero veneto che è più completo.
Qua si capisce poco
Il Gazzettino, Sabato, 28 Luglio 2007![]()
Trieste
Approvato in via preliminare ...Trieste
Approvato in via preliminare dalla Giunta il disegno di legge in materia di diritto allo studio, accesso al sapere, nuovo ordinamento della formazione professionale e sviluppo del sistema formativo del Friuli Venezia Giulia.
Il disegno di legge, illustrato ieri dagli assessori all'Istruzione Roberto Antonaz e al Lavoro, Roberto Cosolini ( la prima quindi varata in maniera congiunta) consta di sessantacinque articoli e dopo il vaglio del Consiglio delle Autonomie locali e l'ulteriore passaggio in Giunta, approderà a settembre in Consiglio regionale per essere licenziato entro la fine dell'anno.
Il carattere innovativo (e quasi storico) del provvedimento risiede nell'asse istruzione -formazione, con la creazione di un sistema organicamente integrato, regolato da un unico aspetto legislativo. Tra i punti cardine del provvedimento, al di là di un piano di maggiore coinvolgimento delle figure come genitori, insegnanti e studenti, emerge l'obiettivo di consolidare entro i 16 anni il limite di obbligo scolastico ma senza escludere percorsi formativi anticipati all'interno di un primo biennio: «L'accesso alla conoscenza costituisce un diritto che si esplica con l'acquisizione delle competenze - ha sottolineato Roberto Antonaz nel corso della illustrazione del disegno di legge - Competenze quindi legate alle richieste del mercato del lavoro. È soprattutto importante come legge in quanto cerca di elevare il tasso di istruzione e formazione non solo nei giovani ma estendendolo agli adulti. Importante inoltre perché concepita per contrastare la dispersione e la fuga dalle scuole». Si punterà sullo studio delle lingue straniere, ma anche quelle minoritarie in regione. Tre nel complesso gli elementi qualificanti del disegno di legge: alcune norme a favore della formazione imprenditoriale e manageriale, la formazione all'estero delle figure professionali di immigrati richieste dal mercato del lavoro regionale e soprattutto l'istituzione di una serie di "poli" specialistici, quasi monotematici sotto il profilo tecnico, all'interno dei quali vengono inseriti i percorsi specifici formativi di un determinato settore economico del territorio: «La diffusione del sapere rappresenta un lato della democrazia - ha commentato Roberto Cosolini - ma anche di inclusione e di coesione sociale. Ma nel contempo costituisce una premessa dello sviluppo economico, tanto più importante per una regione come il Friuli Venezia Giulia, che vuole essere una regione della conoscenza basata sulla elevata qualità del capitale umano. Il provvedimento appare innovativo sotto diverso aspetti - ha proseguito Cosolini - rafforza pienamente l'idea di integrazione con Università e imprese e di conseguenza incrementa il piano della competitività. Vede un approccio moderno anche nei punti chiave come i "poli" specialistici, che formalizzeremo definitivamente per la stagione 2008 - 2009, ma anche nella "Education" manageriale - ha concluso - e nella formazione all'estero, uno dei punti critici attuali, che vogliamo sviluppare dando estremo rilievo culturale e psico - sociale al tema degli immigrati». Francesco Cardella


Ecco l' articolo in questione:
http://www.frontefriulano.org/rasseg...A=51&ID_AREA=0

