Heilsa,
Tempo fa ho letto questa interessante teoria... Vi faccio un riassunto (testo intero http://www.uomolibero.com/archivio/1/1D.htm). A me fa riflettere sul perchè del risultato elettorale e del perchè non credo più nella politica attuale...
...Il concetto di massa è l'elemento base di ogni sistema politico ugualitario.
La massa non ha fede o ideli: può avere rabbia, ma non energia; violenza, ma non creatività costruttiva. La massa quindi va guidata, anzi condizionata. La massa "delega", per il proprio governo, gruppi di condizionatori (partiti, sindacati, ecc...) che per la loro stessa natura finiscono per essere anch'essi condizionati.
Attraverso la delega l'uomo ugualitarizzato ha la sensazione di poter scegliere, così come nella vita economica, quando in effetti egli compie solo degli atti già previsti e calcolati dai condizionatori che lo gestiscono. Ed i condizionatori (sarebbe infantile ed illusorio prevederlo) non trovano certo validi motivi per interpretare e valorizzare la società che vogliono condizionare, bensì sono portati, per scelta utilitaristica (a questo punto ovvia) a servire interessi di carattere economico e di potere.
"Gli uomini sono tutti uguali". Quindi il voto politico ed amministrativo del più competente ha lo stesso valore del voto del meno competente.
Benissimo: abbiamo realizzato il grande, meraviglioso miracolo di elevare le capacità del più limitato a quelle del più dotato!
Nossignore: l'operazione è esattamente l'inversa; il valore unitario che si ottiene è esattamente quello del più limitato, nemmeno quello medio.
Un'elementare dimostrazione algebrica lo può dimostrare.
Dovendo prendere una decisione per la costruzione di una casa ci si rivolge (dando a ciascuno la possibilità di esprimere un voto) a tre individui che da dieci anni vivono nella stessa impresa e che, sulla base di capacità, volontà, spirito d'iniziativa e senso di responsabilità, hanno ottenuto, pur partendo da uguali mansioni, tre diversi livelli di qualificazione: un manovale, un capo-cantiere e un progettista dirigente.
Diamo ora un valore numerico (puramente convenzionale) ai tre voti, valore indicante le competenze, le esperienze e le capacità di ogni singolo elettore. Esemplifichiamo in uno il potenziale apporto del manovale, in due del capo-cantiere, in tre del progettista dirigente.
Espresso il voto, questo rappresenterà tutta la competenza del manovale, metà competenza del capo-cantiere, un terzo di competenza del progettista dirigente. Quindi, avendo a disposizione sei unità di competenza, ai fini della decisione, avrà peso solamente la metà delle competenze esistenti. Il manovale sarà senz'altro accontentato, ma gli altri due avranno visto le proprie individualità svilite, offese e quindi avranno avuto una spinta verso minori impegni, minore responsabilità, minore creatività, minore inventiva, minore apporto. E la casa costruita con tali decisioni, certamente, non sarà la migliore, ma la casa più mediocre.
Questo esempio è puramente convenzionale perchè non sarà certo mai possibile contare un'intelligenza, una competenza, una creatività, una coscienza.
Ed è quindi in proporzioni macroscopiche più vaste e sproporzionate che questo esempio si può applicare al voto politico e amministrativo.
Una prima obiezione:ma i cittadini votano liste politiche, esprimendo un indirizzo globale; sono i partiti ad indicare e qualificare le competenze redigendo le liste dei candidati.
Giustissimo: quindi il voto nel sistema ugualitaristico esprime solo una generica ed illusoria delega a gruppi (partiti) attribuendo a questi il potere di determinare le rappresentanze, quindi di assumere decisioni.
Una seconda obiezione:ma nell'ambito delle liste sono i cittadini, attraverso le preferenze, che scelgono i candidati da eleggere.
Tre risposte:
- gli elettori scelgono i candidati, ma le liste sono espressione dei partiti e non del corpo elettorale;
- la validità della scelta rimane la stessa del microrganismo elettorale (impresa edile) che abbiamo già visto;
- presso la massa è più popolare un grande scienziato o un noto calciatore? Un valente economista o un cantante alla moda?...
Personalmente non me la sento di colpevolizzare solo la categoria degli elettori... Sono troppi i fattori che influenzano la nostra politica.




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