La lotta di Evo al narcotraffico26 luglio - Eliminare in tutto il mondo il segreto bancario e i paradisi fiscali: questa la ricetta di Evo Morales per combattere efficacemente il narcotraffico. Morales ha rivendicato, durante il suo anno e mezzo di governo, l'instaurazione di un nuovo modello di lotta contro il traffico di droga, "senza violazione dei diritti umani, nel rispetto dell'ambiente, senza paramilitari né guerriglie, né parlamentari sequestrati, senza fumigazioni e con notevoli risultati". Intanto non cala la tensione nel paese: il 20 luglio a El Alto (città nei pressi di La Paz che fu teatro, nel 2003, della "guerra del gas") si è tenuta una delle più massicce manifestazioni di protesta della storia del paese. Quasi due milioni di persone sono scese in piazza per chiedere che la sede del governo resti a La Paz, anziché essere trasferita a Sucre come hanno proposto, in seno all'Assemblea Costituente, i rappresentanti del dipartimento di Chuquisaca. Questi ultimi sono appoggiati dalle regioni di Santa Cruz, Tarija, Beni e Pando, nelle quali l'opposizione è in maggioranza. E un nuovo fronte di lotta si è aperto tra il governo e le gerarchie ecclesiastiche, contrarie al progetto di riforma che definisce la Bolivia uno Stato laico e introduce nelle scuole, accanto alla dottrina cattolica, l'insegnamento di altre religioni e delle tradizioni indigene. Alle proteste di diversi settori dell'opposizione, appartenenti in particolare al ricco dipartimento di Santa Cruz, l'esecutivo ha risposto duramente, accusando il clero di essere alleato delle oligarchie e di essere stato in passato complice delle dittature.
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articolo originale in spagnolo
http://www.latinoamerica-online.it/p.../art06-es.html



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