Ottana. «Lo Stato ci uccide due volte» [Nuoro]
Ricorso in Tribunale dopo che Inps e Inail hanno rifiutato di concedere i benefici di legge
La denuncia di 33 operai esposti all'amianto
In tutta Italia le richieste sono già state accolte. Intanto nel Nuorese due operai sono già morti di asbestosi.
Accusano Inps, Inail e ex Enichem di volerli far morire in silenzio,
discriminati rispetto ai loro colleghi del resto d'Italia. Con il quotidiano incubo di ammalarsi di asbestosi, la tremenda sindrome che colpisce chi è rimasto a lungo esposto all'amianto. Sono i 33 manutentori dell'impianto chimico di Ottana iscritti alla Uil, avamposto dei quasi 800 interessati dal problema, che «stanchi di rinvii e scaricabarile tra enti» hanno deciso di presentare un ricorso al giudice del lavoro del Tribunale di Nuoro, senza escludere la presentazione di un esposto di carattere penale.
Il fine è quello di ottenere un atto di indirizzo che impegni l'ente previdenziale al riconoscimento dei benefici pensionistici che da tempo, grazie alla legge 257/92,
in tutta Italia sono già stati concessi.
LA DENUNCIA «Gli operai di Porto Marghera, Pisticci, Ravenna, Trieste, Genova e Gela, solo per citarne alcuni - dice Renzo Puggioni, del coordinamento occupazione della Uil - lo hanno da tempo ottenuto: uno "scivolo" pensionistico di cinque anni ogni dieci lavorati a contatto con questo materiale così dannoso per la salute. Questo in ragione del fatto che l'aspettativa di vita è purtroppo più bassa rispetto alla media nazionale». Come dargli torto? L'asbestosi si è già portata via due operai che hanno lavorato come manutentori a Ottana: «Per uno il Tribunale, dopo l'immobilismo di Inail e Inps, ha comunque stabilito la sussistenza dell'esposizione professionale, per l'altro la richiesta è ancora in corso di predisposizione», aggiunge Puggioni.
LA NOVITÀ A far decidere i lavoratori per un'accelerazione della vertenza è stato il nuovo stop imposto dall'ufficio provinciale del lavoro, che non ha potuto dare via libera alle loro richieste a causa della mancata presentazione dei funzionari Inps e Inail: «
L'ente previdenziale ha fin qui respinto tutte le istanze dei 380 lavoratori da noi rappresentanti - racconta l'avvocato Bastiana Buffoni, che assieme al collega Pietro Soddu assiste i lavoratori associati alla Uil - questo perché manca una dichiarazione ufficiale dell'Inail, che comprovi l'elevato rischio di malattia dovuto all'esposizione all'amianto». Da qui la decisione di attendere il responso del comitato provinciale per il lavoro, al quale è stato presentato una sorta di "appello" rispetto al primo pronunciamento, per poi inoltrare richiesta al giudice del lavoro di Nuoro.
Intanto la polemica infuria anche dal punto di vista politico e sindacale: «
Fin qui siamo stati lasciati soli da tutti - dice Costantino Soru, ex Rsl dell'Enichem -
il problema è sostanzialmente politico. Né destra né sinistra hanno voluto sposare la nostra causa. Qua si muore in silenzio, senza che nessuno muova un dito». Renzo Puggioni non rinuncia alla polemica e alza il tiro nei confronti di Inps e Inail: «Per quel che mi riguarda ci sono gli estremi per chiedere alla Procura di verificare se non sussistano anche gli estremi per i reati di abuso e omissione di atti d'ufficio,
nonché un pregiudizio nei confronti dei lavoratori del Nuorese».
LA FABBRICA Nell'impianto di Ottana l'amianto fino al 1995 («quando hanno cominciato a rimuoverlo, vestiti da palombari, mentre noi ignari di tutto continuavamo a lavorare») era praticamente dappertutto: nei magazzini, nei servizi generali, nei laboratori, nelle tubature. «Nel 1998 i lavori per la rimozione di questo materiale si sono conclusi - ricorda Costantino Soru - e all'epoca i rappresentanti sindacali di base firmarono il verbale che certificava la nuova situazione. Eppure l'Inail ancora oggi dice che i nostri lavoratori non sono stati esposti all'amianto. Forse solo perché quando sono venuti a fare le ispezioni era già stato rimosso da tempo». Perché, sempre secondo il coordinamento dei lavoratori, si sarebbero persi circa due anni per ottenere i curriculum professionali dalle aziende e altri tre se li sarebbe presi l'Inps per esaminare le domande e poi respingerle in blocco: «Chiediamo che sia il giudice a stabilire un elementare principio di uguaglianza: morire di tumore a Ottana è diverso rispetto al resto d'Italia?».
ANTHONY MURONI