Dopo l'ennesima strage tra la popolazione l'Alleanza cambia strategia
Gli attacchi contro gli insorti Talebani saranno circoscritti e limitati
senza nuocere ai civili, il nemico ce ne darà l'occasione domani"
Il segretario generale della Nato Jaap de Hoop Scheffer
ROMA - Bombe meno potenti per evitare, o limitare, le vittime tra la popolazione. La Nato in Afghanistan vuole cambiare strategia nella lotta contro i Talebani dopo l'ennesima strage di civili avvenuta pochi giorni fa a Helmand e le polemiche con il governo di Kabul per quelli che nel freddo gergo militare vengono definiti "danni collaterali", ma che tradotti in vite umane, corrispondono a circa 400 vittime solo quest'anno.
In un'intervista al Financial Times il segretario generale dell'Alleanza Jaap de Hoop Scheffer, sottolinea di aver indicato alle truppe di stanza in Afghanistan di evitare scontri con i Talebani quando sono a rischio i civili. Inoltre, secondo alcuni funzionari, la Nato affiderà sempre di più le ricerche sul territorio, casa per casa, all'esercito afgano per ridurre il rischi di combattimenti.
Scheffer rimarca inoltre che il generale americano Dan Mcneill, a capo delle missione Isaf in Afghanistan, ha più volte ordinato ai 37.000 uomini sotto il suo comando di rinunciare a colpire le posizioni dei Talebani se c'è il rischio di uccidere civili: "Abbiamo realizzato che se non possiamo neutralizzare il nostro nemico oggi senza nuocere ai civili, il nemico ce ne darà l'occasione domani", ha spiegato, aggiungendo però che è impossibile che non ci siano vittime tra la popolazione.
Sulla tragedia delle vittime civili, si era soffermato mercoledì scorso anche il ministro degli Esteri Massimo D'Alema, che davanti alle commissioni congiunte Esteri e Difesa della Camera, aveva parlato di fenomeno in crescita "non accettabile sul piano morale, disastroso sul piano politico", che "ha creato crescenti tensioni tra le forze internazionali e il governo afgano".
(30 luglio 2007)





Rispondi Citando
